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DESCRIPTION:DÉCOUVERTE: CARACALLA\nCARACALLA DANZA 2026 – SITE SPECIFIC\n\n\nVENERDÌ 26\, SABATO 27 e DOMENICA 28 GIUGNO 2026\nTre volte al giorno: alle 18:00\, alle 19:15 e alle 20:30\nDurata 50 minuti\n\n\nUna nuova creazione in site-specific\, prodotta appositamente per le Terme di Caracalla e coreografata da Diego Tortelli\, a partire dall’ormai strutturata esperienza del CCN nella creazione di percorsi performativi per spazi museali e del patrimonio\, come le MicroDanze (qui un breve video dell’edizione 2022 a Castel Sant’Angelo). \nDÉCOUVERTE: CARACALLA \nDécouverte: Caracalla è una performance dall’indubbio valore artistico e dall’alto tasso di coinvolgimento emotivo\, con danzatori e una violoncellista che attraverseranno con gruppi di visitatori/spettatori gli spazi delle Terme\, dallo specchio d’acqua al mitreo sotterraneo. Una sorta di visita guidata alle Terme di Caracalla\, tra le architetture interrotte\, i volumi mancanti\, e proprio questa assenza diventa materia. La coreografia si costruisce a partire da qui: non riempie lo spazio\, lo ascolta; non impone una forma\, si lascia attraversare da ciò che persiste; non è una ricostruzione\, ma un atto di presenza. \nEppure\, al centro di tutto\, c’era l’acqua. Un’acqua che continua a determinare la percezione dello spazio. L’acqua scorreva\, avvolgeva\, rifletteva\, amplificava i suoni e i corpi. Era materia viva\, instabile\, impossibile da trattenere. In questo lavoro l’acqua non viene rappresentata\, ma evocata: nei flussi del movimento\, nelle transizioni\, nella qualità del tempo. È una presenza\, una forza che ha lasciato tracce senza lasciare forma. All’origine\, il percorso termale era un rituale preciso\, quasi una partitura del corpo. Guardato con occhi contemporanei\, rivela una struttura sorprendentemente coreografica: un passaggio continuo tra attivazione\, espansione\, intensità\, rilascio\, shock ed equilibrio. \nIn Découverte: Caracalla questa sequenza viene incarnata. Attraversa i corpi e gli spazi come un principio interno\, come una memoria che agisce senza bisogno di essere dichiarata. I performer abitano lo spazio come presenze intermittenti\, mai del tutto stabili. Non costruiscono immagini\, ma attivano relazioni: tra corpo e rovina\, tra calore e pietra\, tra memoria e presente. \nDécouverte: Caracalla uno stato\, un tempo sospeso\, il corpo come strumento di percezione. L’intenzione è quella di attivare una contemplazione che non sia distante o puramente visiva\, ma profondamente incarnata. Lo spettatore non è chiamato a osservare una storia\, ma a entrare in una condizione sensoriale\, in cui il passato non viene rappresentato\, ma riemerge come eco fisica\, come temperatura che ancora si avverte senza poterne più individuare l’origine. \nCrediti \nCoreografia e messa in scena Diego Tortelli \nCostumi Diego Tortelli \nVioloncellista Daniela Savoldi \nDanzatori CCN/Aterballetto: Veronica Biondini\, Edoardo Brovardi\, Matteo Capetola\, Matilde Di Ciolo\, Vittoria Franchina\, Julien Guibourg\, Clément Haenen \nAllievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato
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DESCRIPTION:IMPROMPTUS\nCARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA\n\n\nMARTEDÌ 30 GIUGNO 2026\nInizio ore 20:30\nDurata 50 minuti\n\n\n\nNel 2025 il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni hanno dato vita al progetto Impromptus. Arie\, danze e improvvisazioni\, dove danza e musica si incontrano\, si intrecciano e si trasformano in performance inedite. La volontà è quella di creare uno spazio creativo in cui coreografi e musicisti lavorino fianco a fianco\, dando forma a opere che nascono dall’improvvisazione e dalla reciproca ispirazione. \nL’obiettivo del progetto è di esplorare nuovi modi di interazione tra movimento\, suono e spazio\, favorendo una relazione fluida e spontanea tra le discipline. Danzatori e musicisti attraverso la sperimentazione artistica si spingono oltre i confini tradizionali della composizione\, creando brevi performance che esprimano l’intensità di questo incontro. \n\n\n\n\n\nCREDITI\nDanzatori: Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola \nMusicisti: Simone Zanchini (fisarmonica) e Michele Rabbia (percussioni) \n\n\n\n\n 
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SUMMARY:PRELUDIO / AN ECHO\, A WAVE / BLISS. Caracalla Danza 2026
DESCRIPTION:PRELUDIO DI DIEGO TORTELLI\nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ\nBLISS DI JOHAN INGER\nCARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA\n\nVENERDÌ 3\, SABATO 4 e DOMENICA 5 LUGLIO 2026\nInizio ore 20:30\nDurata complessiva 60 minuti\n\nPRELUDIO DI DIEGO TORTELLI \nCreazione per 5 interpreti\, Preludio è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave\, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. \nIn questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore\, il “credo”\, la dipendenza\, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia\, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. \nIn uno dei suoi brani ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: Mah Sanctum (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena. \nPreludio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \nDiego Tortelli \nCrediti\nCoreografia: Diego Tortelli \nMusica: Nick Cave \nAssistente alla coreografia: Casia Vengoechea \nPer 5 danzatori \nDurata 16 minuti \nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. \nSul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. \nQuelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano il mare da sempre. \nGuardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. \nCrediti\nCoreografia di Philippe Kratz \nSound Designer Tommaso Michelini \nPer due danzatori \nDurata 10 minuti \nBLISS DI JOHAN INGER \nBLISS è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto che ha sempre ammaliato il pubblico in ogni parte del mondo. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo\, in occasione del suo 10° anniversario dal debutto nel 2016. \nIl punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett\, che\, oltre che il sottoscritto\, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. \nIl mio compito\, insieme a quello dei danzatori\, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi\, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. \nOggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro\, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e\, insieme\, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. \nQuindi eccoci qui\, tutti quanti\, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principianti” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro. \nJohan Inger \nCrediti\nCoreografia Johan Inger \nMusica Keith Jarrett \nScene Johan Inger \nCostumi Johan Inger e Francesca Messori \nAssistente alla coreografia Yvan Dubreuil \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nPremio Danza&Danza 2016 “Produzione italiana dell’anno” \nPer tutta la compagnia \nDurata 27 minuti
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In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena. \nPreludio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \nDiego Tortelli \nCrediti\nCoreografia: Diego Tortelli \nMusica: Nick Cave \nAssistente alla coreografia: Casia Vengoechea \nPer 5 danzatori \nDurata 16 minuti \nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. \nSul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. \nQuelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano il mare da sempre. \nGuardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. \nCrediti\nCoreografia di Philippe Kratz \nSound Designer Tommaso Michelini \nPer due danzatori \nDurata 10 minuti \nBLISS DI JOHAN INGER \nBLISS è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto che ha sempre ammaliato il pubblico in ogni parte del mondo. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo\, in occasione del suo 10° anniversario dal debutto nel 2016. \nIl punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett\, che\, oltre che il sottoscritto\, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. \nIl mio compito\, insieme a quello dei danzatori\, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi\, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. \nOggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro\, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e\, insieme\, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. \nQuindi eccoci qui\, tutti quanti\, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principianti” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro. \nJohan Inger \nCrediti\nCoreografia Johan Inger \nMusica Keith Jarrett \nScene Johan Inger \nCostumi Johan Inger e Francesca Messori \nAssistente alla coreografia Yvan Dubreuil \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nPremio Danza&Danza 2016 “Produzione italiana dell’anno” \nPer tutta la compagnia \nDurata 27 minuti
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DESCRIPTION:PRELUDIO DI DIEGO TORTELLI\nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ\nBLISS DI JOHAN INGER\nCARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA\n\nVENERDÌ 3\, SABATO 4 e DOMENICA 5 LUGLIO 2026\nInizio ore 20:30\nDurata complessiva 60 minuti\n\nPRELUDIO DI DIEGO TORTELLI \nCreazione per 5 interpreti\, Preludio è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave\, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. \nIn questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore\, il “credo”\, la dipendenza\, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia\, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. \nIn uno dei suoi brani ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: Mah Sanctum (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena. \nPreludio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \nDiego Tortelli \nCrediti\nCoreografia: Diego Tortelli \nMusica: Nick Cave \nAssistente alla coreografia: Casia Vengoechea \nPer 5 danzatori \nDurata 16 minuti \nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. \nSul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. \nQuelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano il mare da sempre. \nGuardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. \nCrediti\nCoreografia di Philippe Kratz \nSound Designer Tommaso Michelini \nPer due danzatori \nDurata 10 minuti \nBLISS DI JOHAN INGER \nBLISS è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto che ha sempre ammaliato il pubblico in ogni parte del mondo. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo\, in occasione del suo 10° anniversario dal debutto nel 2016. \nIl punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett\, che\, oltre che il sottoscritto\, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. \nIl mio compito\, insieme a quello dei danzatori\, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi\, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. \nOggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro\, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e\, insieme\, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. \nQuindi eccoci qui\, tutti quanti\, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principianti” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro. \nJohan Inger \nCrediti\nCoreografia Johan Inger \nMusica Keith Jarrett \nScene Johan Inger \nCostumi Johan Inger e Francesca Messori \nAssistente alla coreografia Yvan Dubreuil \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nPremio Danza&Danza 2016 “Produzione italiana dell’anno” \nPer tutta la compagnia \nDurata 27 minuti
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