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SUMMARY:Compagnia Simona Bertozzi / Nexus
DESCRIPTION:JOIE DE VIVRE \nIdeazione e coreografia Simona Bertozzi\nDramaturg Enrico Pitozzi\nSet e luci Simone Fini\nMusica e regia del suono Francesco Giomi\nCostumi Katia Kuo\nCanto Giovanni Bortoluzzi\, Ilaria Orefice\nInterpreti Wolf Govaerts\, Manolo Perazzi\, Sara Sguotti\, Oihana Vesga \n  \nA partire dal comportamento delle forme di vita più antiche e diffuse del pianeta\, le piante\, Joie de vivre opera una ricerca coreografica per indagare quelle attitudini emergenti che tutti\, vegetali e umani\, mettono in atto nell’incessante tentativo di giungere a uno stato di “felicità”. Joie de vivre è lo slancio vitale che informa ogni azione. È la propulsione organica che attraversa e configura atteggiamenti anatomici e risposte ambientali nell’esperienza di sé\, degli altri\, del territorio\, del proprio habitat. \n  \nProduzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione\, Fondazione Teatro Comunale di Modena\, Associazione Culturale Nexus\nCon il contributo di MIBACT\, Regione Emilia Romagna\, Fondo Regionale per la Danza d’Autore\nCon il sostegno di Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino Emilia
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SUMMARY:Compagnia Naturalis Labor
DESCRIPTION:CON ME CADI nella fiaba all’improvviso \nCoreografia e regia Silvia Bertoncelli\nLive electronics Lorenc Xhuvani\nCostumi Lucia Lapolla\nResidenza Le Murate. Progetti Arte Contemporanea\nInterpreti Silvia Bertoncelli\, Paolo Ottoboni \n  \nCapitare in un giardino è un dono che alcune fiabe offrono a chi si è perso o a chi non aderisce al proprio presente\, alle sue pretese estorte costantemente.\nIl giardino nelle fiabe è una porta\, l’accesso a un’altra dimensione affollata di paradossi\, segni imperscrutabili ma efficaci e creature sinistre. Niente è solo ciò che sembra e cadere in una trappola\, sprofondare dentro alla terra\, nei suoi anfratti più dolorosi\, non è inusuale.\nMa forse cadere è inevitabile\, patire quest’ombra e percepirne la magia. E sentire che forse così il cuore potrebbe diventare leggero. \n  \n\n  \nproduzione Compagnia Naturalis Labor\ncoproduzione Festival Danza Estate\ncon il sostegno di MIBAC / Regione Veneto / Provincia di Vicenza / Comune di Vicenza / Arco Danza \n  \nALASKA | CHOPIN\nnuova creazione \nCoreografia e regia Silvia Bertoncelli\nMusica Fryderych Chopin\nInterpreti Francesca Bedin\, Sara Cavalieri\, Jessica D’Angelo \nAlaska | Chopin fa affidamento sulla concretezza della vibrazione\, quella dell’aria che produce suono\, quella della luce\, quella che forma e attraversa i corpi\, la materia.\nLasciandosi guidare delicatamente da quest’idea\, il lavoro coreografico salta fra impressioni di ghiaccio e di composizione romantica dall’estremo nord geografico a un’interiorità. Per scoprire poi che il compositore romantico era lo stesso che prescriveva i Preludi e le Fughe di Bach prima di ogni concerto come ‘il miglior esorcismo contro l’ispirazione lirica’. Per percepire un calore ancestrale che il ghiaccio cova.\nIl primo studio di Alaska | Chopin avvia un percorso tutto femminile di affinamento della sensibilità emotiva e coreografica\, seguendo le variazioni di quella vibrazione che ci muove e che ci tiene in vita. \n  \n\n  \nproduzione Compagnia Naturalis Labor\ncon il sostegno di MiBAC\, Regione Veneto / Provincia di Vicenza / Comune di Vicenza\, Arca Danza \n  \n 
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CATEGORIES:Programmazione,Spettacoli,Stagione gennaio-giugno 2019
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SUMMARY:Galà Internazionale di Danza
DESCRIPTION:Coordinamento artistico di Emanuela Tagliavia \ndanzatori:\nMartina Arduino (prima ballerina del Teatro alla Scala)\,\nGabriele Corrado (solista Teatro alla Scala e Les Ballets de Montecarlo)\,\nRebecca Bianchi (étoile Teatro dell’Opera di Roma)\,\nMichele Satriano (solista Teatro dell’Opera di Roma)\,\nEugenia Brezzi\, Jacopo Giarda (danzatori Teatro dell’Opera di Roma)\,\nRiccardo De Nigris (coreografo residente Augsburg Ballet)\,\nMark Radjapov (primo ballerino Augsburg Ballett) \n  \nLe stelle del balletto brillano al Teatro Diego Fabbri di Forlì: in scena il Galà internazionale della Danza con eccellenti ospiti che esaltano la Musa della danza con la loro tecnica e il loro carisma. \nLa serata\, a cura di Accademia Perduta e Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\, sotto il coordinamento artistico di Emanuela Tagliavia\, offrirà al pubblico le migliori coreografie del repertorio classico e della danza contemporanea attraverso la presenza di grandi danzatori: Martina Arduino\, prima ballerina del Teatro alla Scala e Premio Danza&Danza Miglior Artista Emergente 2016\, accompagnata da Gabriele Corrado\, elegante solista del Teatro alla Scala e solista principale de Les Ballets de Montecarlo; dal Teatro dell’Opera di Roma la raffinata étoile Rebecca Bianchi insieme ai solisti Michele Satriano\, Eugenia Brezzi e Jacopo Giarda; i danzatori dell’Augsburg Ballett Riccardo De Nigris e Mark Radjapov. \nUn programma ricchissimo che\, sicuramente\, non mancherà di emozionare la platea del Teatro Fabbri: il passo a due del cigno bianco da Il Lago dei Cigni di Marius Petipa\, il passo a due della Sarabanda da Progetto Haendel di Mauro Bigonzetti\, En écoutant du Schumann di Emanuela Tagliavia per la coppia Martina Arduino e Gabriele Corrado; il passo a due da Carmen di Roland Petit con Rebecca Bianchi e Michele Satriano; un duo tratto da Ultimate Step di Riccardo De Nigris su musica di Einaudi con Mark Radjapov e lo stesso De Nigris; Eugenia Brezzi e Jacopo Giarda danzeranno un passo a due da Walking Mad di Johan Inger; Riccardo De Nigris sarà protagonista dell’assolo Senti-Mental da lui stesso coreografato.\nLa serata si conclude con Concertato\, coreografia corale di Emanuela Tagliavia su musica di Gioachino Rossini. \n  \nPROGRAMMA \nIl Lago dei Cigni\nPasso a due del cigno bianco\nCoreografia: M. Petipa\nMusiche: P.I.Tchaikovsky\nInterpreti: Martina Arduino\, Gabriele Corrado \nDuo tratto da Walking Mad\nCoreografia: J. Inger\nMusica: Arvo Part\nInterpreti: Eugenia Brezzi\, Jacopo Giarda \nDuo tratto da Ultimate Step\nCoreografia: Riccardo de Nigris\nMusiche: L. Einaudi\nInterpreti: Riccardo De Nigris\, Mark Radjapov \nProgetto Haendel\nPasso a due della Sarabanda\nCoreografia: M. Bigonzetti\nMusiche: G.F. Haendel\nInterpreti: Martina Arduino\, Gabriele Corrado \nCarmen\nPasso a Due\nCoreografia: R. Petit\nMusica: G. Bizet\nInterpreti: Rebecca Bianchi\, Michele Satriano \nSenti-Mental\nCoreografia: Riccardo De Nigris\nMusica: R. Carosone\nInterprete: Riccardo De Nigris \nEn écoutant du Schumann\nCoreografia: E. Tagliavia\nMusiche: R. Schumann\, G. Testoni\nInterpreti: Martina Arduino\, Gabriele Corrado \nConcertato\nCoreografia: E. Tagliavia\nMusica: G. Rossini\nInterpreti: Martina Arduino\, Rebecca Bianchi\, Eugenia Brezzi\, Gabriele Corrado\,\nRiccardo De Nigris\, Jacopo Giarda\, Mark Radjapov\, Michele Satriano
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LOCATION:Teatro Diego Fabbri\, Corso A. Diaz\, 47\, Forlì\, FC\, 47121\, Italia
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SUMMARY:Spellbound Contemporary Ballet
DESCRIPTION:An evening with Spellbound\nFormami \nCoreografie Mauro Astolfi\nMusiche Joel Beving\, Hans Zimmer & Benjamin Wallfisch\nDisegno Luci Marco Policastro\nInterpreti Maria Cossu\, Mario Laterza\, Giacomo Todeschi \nUna produzione Spellbound con il contributo di MiBACT \nFormami è una virtuale scatola nera ritrovata dopo un incidente: in questo caso non un incidente\, è uno smarrimento\, una gran confusione. È quel momento dove ci si perde\, ma dove anche chiedendo indicazioni\, si ha la sensazione che nessuno sappia veramente cosa consigliarci… spesso nella vita si cerca qualcuno che ci guidi in una direzione\, che ci dia delle indicazioni… Ma poi si finisce a parlare con se stessi\, come se si parlasse al nostro creatore e gli si chiedesse “formami!”. Se avessimo veramente una scatola nera in tutti nostri incidenti della vita\, se sapessimo ricordare\, e capire perché è successo… cominceremmo a formare altri corpi\, un’altra mente\, un’altra sensibilità. Formami è un movimento eterno. \n\n  \nMysterious Engine \nCoreografie Mauro Astolfi\nMusiche AAVV\nDisegno Luci Marco Policastro\nInterpreti Lorenzo Capozzi\, Giuliana Mele\, Caterina Politi\, Giacomo Todeschi  \nUna produzione Spellbound con il contributo di MiBACT \nMysterious Engine è la prima di due parti di una nuova creazione che rivendica la “condizione” di non libertà degli uomini. L’intenzione di noi esseri umani con il tempo diventa impermeabile\, muta frequentemente e a causa di questo mutamento ad un certo punto si perde il contatto con i colori\, con i suoni\, con le parole. \nBisogna sapersi riprogrammare\, partire dal corpo\, dai nostri movimenti scomposti\, disorganizzati per ridisegnare una strada percorribile e comprensibile. Bisogna ripristinare le condizioni per una libertà interiore e difenderla dagli attacchi degli istinti scatenati\, cercare di rimanere autori dei propri desideri\, piuttosto che far costruire le nostre vite dai desideri. La possibilità di questa scelta rende concreta la nostra ricerca per la libertà. \nMysterious Engine incentra la sua ricerca sui fattori che determinano un aumento del campo di visione di tutto quello che ci circonda\, la pelle\, le ossa\, il battito cardiaco diventano altro rispetto a quello che anatomicamente si conosce e ogni cosa diventa un motore incredibile che può funzionare in modo diverso . Un altro piccolo passo per la conquista della libertà è sprofondare nel mistero del nostro funzionamento e non dare nulla mai per completamente conosciuto. \n\n  \nRossini Ouvertures\nestratti \nCoreografie Mauro Astolfi\nMusiche Gioachino Rossini\nDisegno Luci Marco Policastro\nCostumi Verdiana Angelucci\nInterpreti Maria Cossu\, Giuliana Mele\, Lorenzo Capozzi\, Aurora Stretti\, Alice Colombo\, Caterina Politi\, Mario Laterza\, Pablo Girolami\, Giacomo Todeschi \nUna produzione Spellbound con il contributo del MiBACT\, della Regione Lazio in collaborazione con il Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane\, il Comune di Pesaro & AMAT \n  \n“La lettura di Augusto Benemeglio sulla vita di Rossini\, su quella “Follia organizzata” è stata per me profondamente e assolutamente illuminante. Sono sinceramente stato sedotto in 24 ore di ascolto continuo e ripetuto dal mondo rossiniano\, da questa genialità così prorompente e inebriante ma che al tempo stesso viveva camminando a braccetto con tante macchie nere\, dilaniato da un profondo mal di vivere che\, attraverso una fortissima ed energetica personalità\, al limite del bipolarismo\, ha creato opere musicali di una grazia assoluta ed eterna. \nNelle sue lunghissime notti\, sempre più insonni\, Rossini viveva ormai in due mondi\, che a momenti si avvicinavano\, quasi si toccavano\, e solo la sua infinita capacità di creare\, la sua passione per il godimento fisico\, sensoriale\, per la cucina\, per il sesso\, riuscivano momentaneamente ad anestetizzare quello che stava accadendo nel suo corpo e nella sua mente. \nLa sua era musica estrema. Il segno di una forza e di una energia superiore\, ed ho volutamente cercato di creare una danza estrema\, carica di energia\, di vitalità\, di incontri\, di seduzioni\, di suggestioni … ho passato molto tempo pensando come si sarebbe potuto tradurre in movimento la sua genialità compositiva. Non ho sentito di lavorare su un’astrazione\, ho cercato e ho “sentito” come raccontare la vibrazione della sua musica: mi sono letteralmente lasciato trasportare\, ed è stata un’esperienza unica.” Mauro Astolfi \n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Compagnia Abbondanza / Bertoni
DESCRIPTION:Romanzo d’infanzia \nSpettacolo per bambini e ragazzi \nTesto Bruno Stori\nCoreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni\nRegia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori\nMusiche Alessandro Nidi\nIdeazione luci Lucio Diana\nElaborazioni sonore Mauro Casappa\nCostumi Evelina Barilli\nFonica Tommaso Monza\nLuci Andrea Gentili/Nicolò Pozzerle\nVoce fuori campo Silvano Pantesco \nRomanzo d’infanzia è uno spettacolo di particolare intensità e poesia\, pluripremiato e acclamatissimo in Italia e all’estero da 20 anni (premio ETI/STREGAGATTO 1997/98). Spettacolo dedicato a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore\, che danza e parla della relazione tra genitori e figli.\nCommuove gli adulti e fa ridere i bambini\, per questo è vivamente richiesta la loro presenza\, essendo una creazione nata soprattutto per un pubblico giovane.\nIn scena 2 danzatori che si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre a figlia e poi fratelli\, sì\, soprattutto fratelli\, e alternano il subire e il ribellarsi e difendere e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere. \n  \nProduzione Compagnia Abbondanza/Bertoni\nCoproduzione Teatro Testoni Ragazzi\nCon il sostegno di Mibac
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SUMMARY:Patricia Apergi
DESCRIPTION:Planites\n\n  \nCinque danzatori di incredibile intensità e forza fisica attraverso l’energia dell’hip-hop affrontano i temi dell’immigrazione\, dell’integrazione e del vagabondare. Planites di Aerites Dance Company\, una delle compagnie emergenti più interessanti del panorama internazionale\, diretta dalla greca Patricia Apergi\, trae ispirazione dal labirinto urbano; sono infatti l’anima e il corpo della metropoli a fornire il materiale per la ricerca artistica alla base di questo spettacolo. \nAlle ore 20.00 talk iniziale sul tema della danza come pratica artistica in grado di raccontare il problema attuale dell’attivazione – o non attivazione – dei processi di aggregazione sociale caratterizzanti il tessuto urbano contemporaneo. Si parlerà di integrazione o non integrazione\, con l’intervento del ricercatore Andrea Chiurato a fare da introduzione alla visione dello spettacolo e un momento finale con la coreografa Patricia Apergi. \nIl talk è a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. \n  \nLo spettacolo Planites è all’interno di RETURN TRIP\, progetto sostenuto dalla Stavros Niarchos Foundation  \n \n  \nLo spettacolo \nLa creazione di Aerites Dance Company\, una delle compagnie emergenti più interessanti del panorama internazionale\, diretta dalla greca Patricia Apergi\, trae ispirazione dal labirinto urbano; sono infatti l’anima e il corpo della metropoli a fornire il materiale per la ricerca artistica alla base di questo spettacolo. \nA vagare senza scopo per questa dedalo contemporanea sono stranieri\, immigrati\, le persone che viaggiano per scelta o per necessità. Si tratta del percorso che viene scelto e su cui le civiltà vengono mescolate e create\, attraverso i loro mediatori: le persone. A partire dal movimento surrealista in particolare\, ma nel mondo dell’arte a partire dal XX secolo\, le narrazioni dei flanuers\, dei vagabondi e degli emigranti\, i viaggi\, le trasgressioni\, le deviazioni\, le iscrizioni e gli avvenimenti che riguardano il corpo della città\, costituiscono il più fertile sostrato per la fioritura dell’arte.\nOggi i rapidi cambiamenti che i vecchi centri urbani subiscono a causa della gentrification\, della creazione di ghetti e di bonifica delle aree dismesse\, permettono la nascita di nuove interpretazioni e pratiche nel campo dell’arte. I nuovi fenomeni sociali cercano nuove forme e percorsi attraverso cui venire espressi. \nPer il progetto Planites la configurazione delle strade cambia: esse diventano terreno di vagabondaggio e ricerca per un futuro migliore\, melting pot tra lo straniero e l’emarginato\, il farsi corpo e sangue della forza e dell’esilio. Planites sono persone di tutto il mondo. Viaggiano e portano con sé le proprie storie ed esperienze passate\, al fine di adattarsi a uno stile di vita straniero senza perdere la propria identità. Sono gli immigrati contemporanei; sono i cittadini del mondo. \nLocandina \nCoreografia Patricia Apergi\nMusica Vasilis Mantzoukis\nDrammaturgia Roberto Fratini\nScene Adreas Ragnar Kasapis\, assistente alla scena Konstantinos Michalakeas\nCostumi Ilias Chatzigeorgiou\, Patricia Apergi\nLuci Nikos Vlasopoulos\nAssistenti alla coreografia Dimitra Mitropoulou\, Chara Kotsali\nInterpreti Ilias Chatzigeorgiou\, Andreas Lavner\, Giorgos Michelakis\, Konstantinos Papanikolaou\, Dimokritos Sifakis\nCollaboratori creativi Maro Marmarinou\, Ioanna Paraskevopoulou\, Margarita Trikka\, Martha Passakopoulou\, Androniki Marathaki\, Nadi Gogoulou \n  \nCoproduzioni e residenze Maison de la Danse – Lyon\, Hellerau Europäisches Zentrum der Künste – Dresden\, Mercat de les Flors – Barcelona\, Graner- Barcelona\, Tanzhaus NRW – Düsseldorf\, DanceIreland – Dublin\, Duncan Dance Research Center – Athens \nCon il supporto di modul-dance\, Culture Programme EU\, Ministero della Cultura e dello Sport Greco e Centre Chorégraphique National Rillieux-la-Pape \nApprofondimenti \nPatricia Apergi ha completato la propria formazione nel campo della danza\, del teatro e della coreografia presso la Kapodistrian University di Atene\, la scuola di danza Niki Kotaxaki\, l’Université de Nice Sophia-Antipolis e la Middlesex University di Londra. Nel 2006 con Dimitris Chalazonitis fonda Aerites Dance Company\, che realizza azioni artistiche che sono il risultato di una sinergia tra danza\, arti performative\, poesia\, pratiche teatrali e nuove tecnologie; riceve il premio Ermis (2008) ed è 3 volte vincitrice del premio Evge (2009\, 2007). Nel 2009 la compagnia è selezionata per rappresentare la Grecia alla 14esima Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo; nel 2010 è tra le 10 compagnie selezionate dal network Aerowaves. Nel 2013-2014 Patricia Apergi viene invitata a partecipare al programma europeo modul-dance\, nell’ambito del quale crea PLANITES\, che ha debuttato ad Hellerau\, Dresden nel 2013 e che è stato presentato in prestigiosi festival e contesti internazionali. \nAndrea Chiurato è ricercatore presso l’Università IULM\, collaborando attivamente alle attività promosse dalla Cattedra UNESCO\, “Cultural and Comparative Studies on Imaginary”. I suoi studi si focalizzano su due aree d’interesse prevalenti: le avanguardie del secondo Novecento\, con una particolare attenzione alla narrativa sperimentale; l’evoluzione dell’immagine della città tra il XIX e il XXI secolo. Tra le pubblicazioni: La retroguardia dell’avanguardia (2011); Là dove finisce la città. Riflessioni sull’opera di J. G. Ballard (2013) e La metropoli ai margini. Alterità\, diversità ed esclusione tra Otto e Novecento (2016). \n\n 
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SUMMARY:Nuovo Balletto di Toscana
DESCRIPTION:Pulcinella\n\n  \nPulcinella di Arianna Benedetti riflette l’anima beffarda e irridente della celebre maschera della Commedia dell’Arte. La danza è ricca guizzante e articolata e\, nell’alludere a fatti della vita\, sembra principalmente trovare la sua ragione d’essere dall’affrontare brillantemente le sfide lanciate dalla musica effervescente di Stravinskij.\nLa bravura dei danzatori del NuovO BallettO di ToscanA è esaltata da uno sfogo inarrestabile di movimento\, fantasioso e spettacolare\, energetico ed espressivo.\nUna rivisitazione contemporanea dell’ambiguo gioco delle parti dell’eterna commedia umana. \nLo spettacolo \nArianna\, Pulcinella e Stravinskij\nLa connotazione musicale di Pulcinella – Stravinskij che negli anni Venti del Novecento rilegge\, attraverso suoi inediti\, il compositore del Settecento italiano Giovan Battista Pergolesi – ammanta questo titolo di una patina di storia. E sembra fissarlo\, appunto\, in un determinato momento del teatro coreografico diaghileviano – quando il leggendario impresario\, ispirato dalla bella Italia iniziò a ripensarne canoni poetici e musicali attraverso i suoi fidati compositori (oltre a Stravinskij\, Respighi e Tomasini) e il coreografo del periodo\, Leonide Massine\, venne chiamato a rileggere canovacci della Commedia dell’Arte e a trarre materia drammaturgica per le sue ‘azioni danzanti’.\nTuttavia nel corso del tempo il titolo è stato più volte reinterpretato da coreografi di gusto\, cultura\, formazioni e concezioni estetiche diverse. A spingerli più che l’intreccio narrativo è stato il dinamismo stravinskijano che ridà vigore e vitalità alla grazia talvolta malinconica delle melodie pergolesiane. La parola dinamismo non è detta a caso. Sollecita l’idea di velocità\, scarti di energie e ritmo\, evoluzioni nello spazio. In una parola la danza\, tout court. Non a caso molti sono anche i coreografi di linguaggio non classico e lontani dalle regole del balletto narrativo hanno subìto il fascino di Pulcinella. \nNella storia del Balletto di Toscana\, per esempio\, già Virgilio Sieni\, nel 1990\, coreografò un’inattesa e felice versione del titolo affidandosi soltanto alla musica e traducendola in gesti e rimandi esotici – alludendo solo simbolicamente all’origine orientale e mistica che si intravede in questa ‘maschera’ ambigua e duale.\nOra tocca ad Arianna Benedetti\, che in quanto coreografa nata con lo studio e l’elaborazione delle danze vernacolari (hiphop e break-dance in tutte le declinazioni) e poi maturata nella ricerca coreografica di matrice contemporanea\, si affida con una sensibilità da ‘neofita’ all’importante incontro con Stravinskij.\nSe l’essenza fortemente umana dell’eponimo Pulcinella spinge l’autrice a trovarne assonanze nella propria sensibilità\, e percepirne risonanze nella comune condizione umana\, alimentata da dolori e gioie\, soprusi e ribellioni\, tenerezze e dispetti\, questi stessi stati d’animo e umori diventano i variegati mood di una danza estremamente esigente e appunto dinamica. Una danza\, che appare ricca guizzante e articolata e che\, nell’alludere a fatti della vita\, sembra principalmente trovare la sua ragione d’essere dall’affrontare brillantemente le sfide lanciate proprio dalla musica. Certo c’è l’outsider\, ora uomo\, ora donna (perchè siamo tutti dei Pulcinella\, no?)\, che si contrappone alle convenzioni di un mondo incasellato e coercizzato – come ci suggerisce anche la struttura cubica da cui i danzatori entrano ed escono compatti. Certo c’è lo sberleffo\, l’ironia con cui si stemperano l’amarezza e l’umiliazione e c’è l’eterna lotta tra arroganti e sottomessi e\, naturalmente\, tra uomini e donne: in una parola tutto l’ambiguo gioco delle parti dell’eterna commedia umana. \nMa soprattutto c’è una logica coreografica che si mette a confronto con la sardonica\, effervescente sonorità di Stravinskij\, con la giustapposizione dei ritmi e dei timbri con cui il compositore russo reinventa il settecento e lo rende moderno. In queste tonalità\, negli accenti acuti\, nelle nenie cullanti\, nella luminosa orchestrazione inventata da Stravinskij Benedetti trova infatti il vero viatico per il suo Pulcinella\, dando sfogo ad un flusso inarrestabile di movimento\, fantasioso e spettacolare\, energetico ed espressivo\, che esalta la bravura dei suoi interpreti e da loro ne esce ulteriormente valorizzato. \nSilvia Poletti \nLocandina \nCoreografia Arianna Benedetti\nMusica Igor Stravinskij e Giovanni Battista Pergolesi\nConsulente musicale Francesco Novelli\nNuova drammaturgia Andrea Di Bari\nCostumi Santi Rinciari\nLuci Carlo Cerri\nInterpreti Lisa Cadeddu\, Francesca Capurso\, Matilde Di Ciolo\, Roberto Doveri\, Veronica Galdo\, Angelica Mattiazzi\, Aisha Narcisco\, Niccolò Poggini\, Paolo Rizzo\, Enrica Sabella\, Alessandro Torresin\nDirettore Compagnia Cristina Bozzolini \nApprofondimenti \n“Quando i vocaboli formali del passato vengono completamente rifusi nel crogiuolo della sensibilità e del gusto di un artista appartenente ad un’epoca posteriore\, essi possono benissimo ricevere una nuova investitura significativa e comporsi in opere nuove e originali”. Così pensava Roman Vlad a proposito del Pulcinella di Igor Stravinskij nella cui partitura quel genio camaleontico vi travasò le musiche di Pergolesi (o a lui attribuite).\nIn esse il compositore russo trovò\, per la sua capacità di forgiare il nuovo partendo dalla tradizione\, quel Settecento napoletano sprizzante vivacità ritmica\, schiettezza popolaresca e gestualità vivacissima. La sua geniale vena si unì\, in questa creazione\, a quella di Leonide Massine e di Picasso\, che divenne un balletto grazie al leggendario impresario dei Ballets Russes di Diaghilev\, per un originale affresco partenopeo col caratteristico plot da commedia dell’arte. Il pensiero di Vlad vale più che mai per la danza tout court\, quel variegato linguaggio contemporaneo che ha riletto il balletto narrativo portandolo in ambiti astratti\, simbolici\, esotici\, e quant’altro. \nMolti i coreografi contemporanei che si sono sperimentati\, con approcci diversi\, sulla musica e sulla celebre maschera\, anche esulando da essa. Perché sono soprattutto le sonorità stravinskijane a dettare l’ordito coreografico. Su quella pulsazione ritmica irrefrenabile e tagliente animata da ritmi danzanti e canto\, ha ora immesso il suo forte segno autoriale la coreografa Arianna Benedetti creando (con la drammaturgia di Andrea Di Bari) per il Nuovo Balletto di Toscana diretto dalla sempre appassionata Cristina Bozzolini\, una notevole\, importante versione di Pulcinella. Ed è sulla malleabile fisicità articolare dei giovanissimi interpreti che la coreografa livornese plasma segni e movimenti di chiara ascendenza break\, modern\, urban inglobata dentro un lessico marcatamente contemporaneo. Sono corpi rigorosi che si muovono ora fluidi\, ora meccanici\, sempre espressivi\, alimentando una vitalità ritmica\, ricca di posture e di pensieri\, che asseconda quella timbrica della musica immettendovi un afflato lirico.\nLa composizione ruota attorno ad una sottile ossatura cubica smontabile\, dentro e attorno alla quale si entra\, si sosta\, si esce\, si ritorna\, diventando casa\, rifugio\, gabbia\, luogo costrittivo ma anche spazio liberatorio\, fino al suo scomporsi. Dentro questa struttura si presenta\, all’inizio\, tutto il gruppo in larghe camicie bianche\, mentre una fuoriuscita – Pimpinella? – rompendo il ritmo meccanico dei tanti Pulcinella\, articolandosi come una marionetta\, raggiunge il protagonista solitario (il bravo Roberto Doveri\, dall’intensa leggerezza meditabonda) che intanto avanza lateralmente dalla semioscurità. Anche lui prenderà vita. \nL’avvio è subito energico. E così si svilupperà senza cedimenti l’intero congegno danzante che moltiplica il Pulcinella in una figura femminile contrapposta o uguale. Sono sequenze impeccabili di nuovi impulsi e declinazioni da breakdance\, distorsioni e deformazioni col gruppo in tensione costante nella mutevole articolazione dei movimenti che catalizzano lo sguardo. Nel susseguirsi\, senza interruzione\, dei diversi quadri\, s’intravede un disegno coreografico che dice l’eterna commedia umana tra ribellioni e sottomissioni\, ilarità e amarezze\, soprusi\, ironia\, dispetti\, schermaglie tra uomini e donne. E sfida anche con la Morte. Una gamma di sentimenti e di azioni contrastanti assestati in alternati duetti e terzetti\, in assoli osservati dal gruppo per lasciare spazio a coralità e a quartetti – come quello degli uomini uniti in una corsa circolare\, poi smembrata e ricomposta con saltelli e fughe in avanti\, mentre avanza un altro quartetto al femminile –. Alla fantasiosa successione di plastici raggruppamenti\, di movimenti carponi simulanti un gregge – il canto della Pastorella –\, di gesti ora cullanti ora scattanti\, di giri\, rotolamenti e immobilità\, di prese improvvise e sospensioni nel formarsi di coppie\, sopraggiunge un dinamico e pungente duetto finale dentro lo spazio cubico. I gesti ripetuti della stretta di mano\, gli avvinghiamenti e i piccoli salti\, gli allungamenti di braccia\, le scosse dei corpi con fughe e rientri nella struttura\, ne fanno un vero gioiello coreografico.\nSiamo tutti dei Pulcinella nel gran teatro della vita\, sembra dirci in ultimo Arianna Benedetti\, coreografa che rivela un più che maturo e peculiare linguaggio. E supera la non facile prova di tradurre un pensiero danzante sulla brillantezza della musica di Stravinskij. Da elogiare la bravura di tutta la compagnia – in particolare Roberto Doveri e Matilde Di Ciolo\, interpreti da tenere d’occhio -\, pronta per nuove sfide. \nGiuseppe Distefano \n\n  \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:E.sperimenti Dance Company
DESCRIPTION:QUANTO BASTA\n \nMoralità ed egoismo\, la strada più facile contro quella più difficile\, la paura di non essere quello che non vediamo in noi\, il cercare qualcosa che già c’è\, l’ascoltare troppo\, il non ascoltare\, amare per paura\, il sesso per combattere la solitudine\, le parole contro il silenzio e la resa dei conti. Riflettere sul proprio io. \nL’atto\nLa presa di coscienza\nL’elaborazione\nIl riconoscimento\nL’accettazione\nRaccogliere tutto ciò che avevamo ignorato. \nQuanto basta per essere felici?\nQuanto basta per essere “Noi”?\nQuanto basta per farci del bene?\nQuanto basta per distruggerci?\nQuanto basta per …. \nLe dosi degli ingredienti devono essere corrette per rappresentarci realmente. Buona ricerca a tutti! Q.B. \nLOCANDINA \nRegia e coreografia: Federica Galimberti\nDanzatori: E.sperimenti Dance Company\nMusiche: Musica elettronica e musica dal vivo\nLuci: Diego Sacchi e S.S Service\nProduzione: GDO – Patrizia Salvatori \n\nApprofondimenti \nE.sperimenti Dance Company\, è un’effervescente eccellenza italiana\, generosa ed innovativa artisticamente dalle dinamiche più diverse e dagli stili più vari. Esprime un linguaggio contaminato\, coinvolgente\, geniale pronto al ‘sorriso’ in ogni sua espressione artistica.\nI componenti sono performers di estrazione\, nazionalità e vissuti differenti che mantengono la propria individualità\, ma sono un tutt’uno quando lavorano insieme.\nUna preziosa alchimia contraddistingue ogni performance di questa incredibile Compagnia che con disinvoltura e talento contamina tecniche e linguaggi appropriandosene per generarne uno proprio\, convincente\, ‘vero’. Si disegna così una geografia stilistica nuova\, che esprime i suoi momenti di sperimentazione\, ricerca\, creazione\, con teatralità ed attenzione estrema e veicola il messaggio con raffinatezza\, buon gusto\, genialità. L’immancabile ironia li caratterizza anche nel dramma. Un’operazione progettuale intelligente e convincente\, che richiama il pubblico e lo fidelizza. \nE.sperimenti Dance Company ha debuttato in Thailandia con le sue produzioni principali:\n‘Per…Inciso’ (2014) e ‘Convergenze’ (2015) all’Italian Dance Thailand Festival promosso dall’Ambasciata Italiana a Bangkok\, ‘HOPERA’ (2014) ed ‘E.sperimenti Dance Craft’ (2015) all’ International Friends of the Arts Festival.\nNel 2015 l’International Festival Between the Seas ha ospitato a New York un applauditissimo ‘Per…Inciso’. Uno short di ‘Convergenze’ è stato molto apprezzato al “2015 Women in Dance Leadership” (Baton Rouge\, LA – USA) e nel 2016 al Quinzena de Danca de Almada in Portogallo.\n‘HOPERA’\, scelto per la NID Platform 2015\, è andato in scena nel 2016 al Beijing Dance Festival\, al Vantaa Gala di Helsinki e al Sziget Festival di Budapest.\n‘E.sperimenti Dance Craft’ è stato presentato a Shanghai nel 2016\, al Minsheng Art Museum. \nNel dicembre 2017 la Compagnia è stata protagonista di una applauditissima tournèe che il GDO ha organizzato grazie al sostegno del MAE\, del MIBACT e delle numerose sedi diplomatiche coinvolte\, in Cina\, Indonesia ed Asia con repliche di ‘HOPERA’ al Grand Theatre di Shanghai e di ‘Attacchi di Pane’ a Kualalumpur\, Jakarta ed Hong Kong. \nNel maggio 2018 ‘Attacchi di Pane’ è stato ospite dell’Ambasciata italiana a Bangkok in occasione delle Celebrazioni dei 150 anni di amicizia “Italia – Thailandia”.
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SUMMARY:MM Contemporary Dance Company
DESCRIPTION:SCHUBERT FRAMES\nCoreografia Enrico Morelli\nMusica Franz Schubert\nCostumi Carlotta Montanari\nLuci Cristina Spelti \n  \n\n  \nGERSHWIN SUITE\nConcept Michele Merola e Cristina Spelti\nCoreografia Michele Merola\nMusica George Gershwin\, Stefano Corrias\nAdattamento musiche e recomposing Stefano Corrias\nCostumi Carlotta Montanari\nLuci e ideazione scenografie Cristina Spelti\nRealizzazione scenografie Alice De Lorenzi\nAssistente alla coreografia Paolo Lauri \n  \nUna serata dedicata alla musica è quella proposta dalla compagnia diretta da Michele Merola.  Alla musica straordinaria di Franz Schubert Enrico Morelli ha voluto affidare la sua coreografia: un collage di veri e propri capolavori di infinita bellezza\, denso di immagini poetiche\, dove l’amore lascia il posto al disinganno\, il distacco alla condivisione\, la passione al timore\, in un andare e venire fra crescendo e diminuendo\, a rivelare interi universi e legami segreti.\nMichele Merola ha realizzato Gershwin Suite\, partendo dai migliori brani del compositore. Ispirati direttamente ai quadri di Hopper\, sfilano l’intimità dei passi a due e degli assoli\, a cui si aggiungono le scene di insieme\, dove voglia di vivere e riscatto dal quotidiano prendono il sopravvento insieme ai continui cambi di scene\, come in un set cinematografico. \nProduzione MM Contemporary Dance Company\nCoproduzione Teatro Ristori di Verona\ncon il sostegno di Regione Emilia-Romagna\, Teatro Asioli di Correggio\, ASD Progetto Danza – Reggio Emilia\, SoDanca\nPartner tecnico Pro Music
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SUMMARY:DaCru Dance Company
DESCRIPTION:theKITCHENtheory\n\n  \nDanzatori dalla tecnica pulita ed estremamente virtuosa\, intrepreti dotati di immediatezza comunicativa\, i DaCru hanno il talento di trasformare la danza urbana in un vero e proprio racconto teatrale. E il racconto di questo spettacolo è ambientato in una cucina\, primo luogo da raggiungere al mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire. Una zona di transito vivace o solitaria ma sempre e comunque piena di odori\, ricordi\, sensazioni\, attese e infiniti stati sospesi. La stanza delle parole: escono dalla bocca come dervisci rotanti\, capaci di schivare\, sfiorando dolcemente o conficcarsi come lame. Restano lì sospese per anni\, quasi diventano un’eredità\, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie. \n  \nLo spettacolo \nIl primo luogo da raggiungere al mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire.\nUna zona di transito vivace o solitaria ma sempre e comunque piena di odori\, ricordi\, sensazioni\, attese e infiniti stati sospesi. Dura tutta la vita questa relazione densa e profumata fatta di rumori fluidi e familiari\, di spazi imparati a memoria e su ogni cosa\, potenti come sovrane\, regnano le parole. \nLa stanza delle parole: escono dalla bocca come dervisci rotanti\, capaci di schivare\, sfiorando dolcemente o conficcarsi come lame. Restano lì sospese per anni\, quasi diventano un’eredità\, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie.\nLa cucina è l’area prescelta per affondare i denti e i sensi in preziosi nutrimenti ma soprattutto è lo spazio dove si parla. \nParole. Parole.\nUn fiume in piena\, ognuna diversa dall’altra\, lunghe ed elastiche come alghe o rigide e appuntite\, si impossessano della bocca per urlare l’incomprensione o la denuncia della solitudine o parlare dell’amore. Numerose come chicchi di riso\, necessarie tutte per dire in mille modi la stessa cosa e troppo poche per riuscirci. \nAl linguaggio tecnico dei danzatori\, pulito ed estremamente virtuoso\, si affianca una forza interpretativa e scenica\, umana\, comunicativa ed emozionante.\nÈ un racconto teatrale.\nLe danze urbane difficilmente\, per loro stessa natura\, trovano una collocazione immediata sul palcoscenico: quest’opera\, così come tutte le produzioni della compagnia\, tende a sottolineare e a dimostrare quanto\, oggi\, il suo linguaggio sia in costante evoluzione fino al punto da diventare comprensibile\, fruibile\, drammaturgica\, emozionante e onirica\, e di fatto fortemente legata al teatro. \nLa gestualità dei DaCru affascina le nuove generazioni per il contesto culturale e artistico al quale esse sentono di appartenere e\, al contempo\, giunge veloce anche ad un pubblico adulto ed eterogeneo\, di certo catturato anche dalla scelta musicale\, eclettica e dotata di immediatezza comunicativa. \nLocandina \nConcept e regia Marisa Ragazzo\nCoreografie Marisa Ragazzo e Omid Ighanì\nDisegno luci Giuseppe Filipponio\nScelta musicale Marisa Ragazzo\nAllestimenti Roberto Rini\nInterpreti Omid Ighanì\, Samar Khorwash\, Alessandro Marconcini\, Serena Stefani\, Claudia Taloni\, Tiziano Vecchi \nCon il sostegno di Centro Danza Canal / Teatros del Canal Madrid e Compagnia Naturalis Labor\nIn collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Madrid \nApprofondimenti \nMarisa Ragazzo e Omid Ighani iniziano la loro collaborazione artistica nel 1996\, mescolando sistematicamente le personali curiosità artistiche\, il proprio background\, i propri talenti\, attenti a mantenere integre le diversità e spesso riuscendo ad esaltarle. \nLa loro diversa formazione artistica\, accademica per Marisa (Prebil\, Trayanova\, Lupov\, Peter Goss\, Sebron) e street per Omid (freestyler\, come molti talenti nati e cresciuti nella cultura hip hop degli anni ’80)\, produce un codice artistico fortemente innovativo e di certo singolare. \nInnamorati entrambi della sperimentazione estrema e delle contaminazioni di stili e linguaggi\, creano una dimensione coreografica insolita\, restando allo stesso tempo assolutamente raggiungili. Amano la velocità\, il virtuosismo tecnico\, la fusione dello spazio teatrale con il codice artistico della strada\, dalla quale attingono le spinte verso l’arte nei diversi suoi aspetti\, cosa che li porta spesso a collaborare con musicisti underground e visual artist. \nIl loro primario obiettivo resta quello di uscire dagli spazi convenzionali\, attraverso originalità\, invenzione\, innovazione e ricerca. \nNel 1996 Marisa Ragazzo e Omid Ighani aprono due scuole di formazione professionale di hip hop\, tutt’ora in attività\, nel Lazio ed in Sardegna\, alle quali si aggiungono\, negli anni\, altre 8 sedi condivise nell’ organizzazione con Cruisin Arts (MC Hip Hop School: Milano\, Verona\, Jesi\, Firenze\, Roma\, Bari\, Catania\, Cagliari)\, ed una scuola di specializzazione per il Video Dance e l’House (Cruisin’ Urban Dance Hdemy: Modena e Roma). \nOltre alle scuole di formazione professionale\, svolgono un’intensa attività d’insegnamento\, in Italia e all’estero. \n\n 
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SUMMARY:Wolf-BLISS
DESCRIPTION:Aterballetto danza al Teatro Diego Fabbri di Forlì due dei suoi successi\, Wolf di Hofesh Shechter e BLISS di Johan Inger\, bellissima coreografia che ha vinto il Premio Danza&Danza Miglior produzione 2016. \n  \n\n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Christos Papadopoulos
DESCRIPTION:OPUS \nCoreografia Christos Papadopoulos\nMusica L’Arte della Fuga di Johan Sebastian Bach\nEditing musicale Kornilios Selamsis\nDisegno luci Miltiadis Athanasiou\nInterpreti Amalia Kosma\, Maria Bregianni\, Georgios Kotsifakis\, Ioanna Paraskevopoulou \n  \nLo spettacolo Opus è all’interno di RETURN TRIP\, progetto finanziato dalla Stavros Niarchos Foundation\n\n \n  \n\n  \nChristos Papadopoulos\, coreografo greco membro fondatore della compagnia Leon and the Wolf\, con la quale conduce una ricerca sulla natura del gesto a cavallo tra danza e performance. \nOpus\, la sua ultima coreografia\, indaga la relazione che intercorre tra musica e visione\, cercando di fuggire ogni clichè e pantomimica rappresentazione del suono. Ciò che interessa Papadopoulos\, infatti\, è la ricerca di uno status di verità e di realtà del performer\, qui intento a vivere ed esperire insieme al pubblico l’Arte della Fuga di Johan Sebastian Bach. \nQuattro i danzatori in scena per visualizzare questo capolavoro della cultura musicale occidentale\, esplorare le nostre reazioni automatiche e impulsive quando ascoltiamo la musica\, trascinarci in un luogo immacolato capace di estrarci dalla quotidianità e\, contemporaneamente (come nella composizione di Bach)\, lasciarci percepire un senso del divino incarnato dalla natura\, dal corpo e dal suo movimento. \n  \n\n 
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SUMMARY:Déjà Donné | Studio XL
DESCRIPTION:Non ci sono per un’ora \nConcept Virginia Spallarossa\nCoreografia Virginia Spallarossa e Laura Matano\nMusiche Autori Vari\nInterpreti Compagnia Déjà Donné e Formazione StudioXLInternationalContemporaryDanceEducation \nProduzione Déjà Donné \n  \nNON CI SONO PER UN’ORA\, la nuova produzione 2019 della Compagnia Déjà Donné verrà rivisitata e affrontata dalle due coreografe Virginia Spallarossa e Laura Matano\, mettendo in azione alcuni danzatori della Compagnia e gli studenti del corso di Formazione Studio XL.\nDue realtà all’unisono che rielaborano lo stesso tema scandagliando spunti ed interpreti differenti per generare una crescita rivolta alla ricerca e la sperimentazione\, condividendo le rispettive visioni e mutando\, alle volte\, processi gia tracciati o non ancora scoperti. \nUn’idea produttiva che intende relazionarsi in modo attivo con il momento formativo attraverso il coinvolgimento\, a più riprese\, e in più tappe\, di giovani danzatori in formazione. \nUn modello di produzione che guarda allo scambio artistico attraverso lo stimolo alla creazione\, indirizzata e guidata da solida esperienza e consolidata visione creativa. \n  \n \n  \nIncontrarsi e condividere ciò di cui siamo fatti.\nPrima della danza\, prima del corpo\, il desiderio di riposizionare il soggetto al centro per avvicinare il suo mistero\, la sua capacità di trasformarsi e adattarsi in un mondo frammentato che spersonalizza.\nAttraverso la composizione di ritratti\, i cui rapporti procedono attraverso il contatto e il movimento\, cerchiamo una riflessione di come si possa essere soggetto in diverse età della vita. \nIl semplice desiderio di condividere e agire in uno spazio di gioco attraverso l’immediatezza del gesto\, sviluppando un dialogo in movimento.\nRivelarsi attraverso la pelle\, superficie aperta e suolo intercorporeo che diventa luogo di scambio e conoscenza di se stessi e degli altri.\nUna superficie profonda che rivela la vita che abbiamo scritto\, cancellato e riscritto inseguendo i nostri desideri.
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SUMMARY:L'Eolienne | Compagnie Libertivore
DESCRIPTION:L’EOLIENNE\nCirque chorégraphié – Florence Caillon\nBreath \nIdea originale\, scrittura coreografica e creazione musicale Florence Caillon\nScrittura coreografica\, ballerina/acrobata Julie Tavert\nAccompagnamento Clemence Coconnier\nRegia Xavier Bernard\nRespiro e registrazione Florence Caillon\nVioloncello Florence Hennequin\nMixage Xavier Bernard \nPartner Espace Culturel André Malraux / Le Kremlin Bicêtre / Le Volcan scène nationale / Le Havre \nBreath è un inno al corpo che respira\, alla vita.\nIn una sobrietà che sottolinea la presenza solitaria del performer\, Breath mette in scena un’acrobata che vibra al ritmo di una partitura vocale composta da ritmi soffocati e violoncello. C’è qualcosa di misterioso nel respiro: “questo” respira dentro di noi indipendentemente dalla nostra volontà. L’alito respira la vita\, distribuisce l’energia nel corpo e ci avvicina ai mondi interiori.\nDa questa danza intensa e acrobatica\, sia fluida che combattiva\, scaturisce un’energia comunicativa. \n  \n\n  \nCompagnie Libertivore\nPhasmes \nCoreografia e regia Fanny Soriano\nMusiche Thomas Barrière\nCostumi Sandrine Rozier\nLuci Cyril Leclerc\nInterpreti Voleak Ung e Vincent Brière \nSpettacolo di circo e danza \nIn una suggestiva penombra\, una misteriosa entità ci osserva. Una chimera muta si muove e interagisce con l’ambiente\, dando vita a forme animali\, minerali e vegetali. Lo spettatore viene affascinato da illusioni ottiche e apparizioni: una creatura senza testa diventa un delicato insetto che\, a sua volta\, diventa un’architettura aliena e strisciante.\nAd un certo punto\, si rivela agli occhi dello spettatore che l’entità sono in realtà due corpi che si comportano come uno; un corpo che cresce e si commuove\, che rappresenta figure astratte e affascinanti.\nGli artisti in scena moltiplicano le possibilità\, invertendo le forze naturali con giochi di equilibrio e simmetrie\, in cerca di un comune centro di gravità.\nSensuale e inquietante\, brutale e fragile\, Phasmes inventa nuovi linguaggi acrobatici\, sviluppati dai corpi crudi\, tattili\, trasmutabili\, per interrogarci su quale sia il posto degli esseri umani nella natura. \nProduzione Libertivore\nCoproduzioni Archaos\, National Circus Arts Center (Marseille\, France)\, Le Merlan\, National Theatre (Marseille\, France)\, La Passerelle\, National Theatre (Gap\, France)\, Friche la Belle de Mai\, Theater Arts Center (Marseille\, France) \n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Compagnie Libertivoire
DESCRIPTION:Coreografia e regia Fanny Soriano\nMusiche Thomas Barrière\nInterpreti Voleak Ung e Vincent Brière \nSpettacolo di circo e danza \nIn una suggestiva penombra\, una misteriosa entità ci osserva. Una chimera muta si muove e interagisce con l’ambiente\, dando vita a forme animali\, minerali e vegetali. Lo spettatore viene affascinato da illusioni ottiche e apparizioni: una creatura senza testa diventa un delicato insetto che\, a sua volta\, diventa un’architettura aliena e strisciante.\nAd un certo punto\, si rivela agli occhi dello spettatore che l’entità sono in realtà due corpi che si comportano come uno; un corpo che cresce e si commuove\, che rappresenta figure astratte e affascinanti.\nGli artisti in scena moltiplicano le possibilità\, invertendo le forze naturali con giochi di equilibrio e simmetrie\, in cerca di un comune centro di gravità.\nSensuale e inquietante\, brutale e fragile\, Phasmes inventa nuovi linguaggi acrobatici\, sviluppati dai corpi crudi\, tattili\, trasmutabili\, per interrogarci su quale sia il posto degli esseri umani nella natura. \n 
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LOCATION:Teatro Masini\, Piazza Nenni\, 3\, Faenza\, RA\, 48018\, Italia
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SUMMARY:Compagnie Libertivoire
DESCRIPTION:Coreografia e regia Fanny Soriano\nMusiche Thomas Barrière\nInterpreti Voleak Ung e Vincent Brière \nSpettacolo di circo e danza \nIn una suggestiva penombra\, una misteriosa entità ci osserva. Una chimera muta si muove e interagisce con l’ambiente\, dando vita a forme animali\, minerali e vegetali. Lo spettatore viene affascinato da illusioni ottiche e apparizioni: una creatura senza testa diventa un delicato insetto che\, a sua volta\, diventa un’architettura aliena e strisciante.\nAd un certo punto\, si rivela agli occhi dello spettatore che l’entità sono in realtà due corpi che si comportano come uno; un corpo che cresce e si commuove\, che rappresenta figure astratte e affascinanti.\nGli artisti in scena moltiplicano le possibilità\, invertendo le forze naturali con giochi di equilibrio e simmetrie\, in cerca di un comune centro di gravità.\nSensuale e inquietante\, brutale e fragile\, Phasmes inventa nuovi linguaggi acrobatici\, sviluppati dai corpi crudi\, tattili\, trasmutabili\, per interrogarci su quale sia il posto degli esseri umani nella natura.
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LOCATION:Teatro Diego Fabbri\, Corso A. Diaz\, 47\, Forlì\, FC\, 47121\, Italia
CATEGORIES:Programmazione,Spettacoli,Stagione Forlì 2018-2019
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SUMMARY:Compagnia EGRIBIANCODANZA
DESCRIPTION:Apparizioni \nIdeazione e coreografia Raphael Bianco\nMusica Diego Mingolla\, Luther Adam John\, Arvo Part\, Salvatore Sciarrino\nCostumi Melissa Boltri\nLuci Enzo Galia\nAssistente alla coreografia Elena Rolla\nMaitre de Ballet Vincenzo Galano\nInterpreti Elisa Bertoli\, Simona Bogino\, Maela Boltri\, Vincenzo Criniti\, Cristian Magurano\, Paolo Piancastelli\, Alessandro Romano \nProduzione Fondazione Egri per la Danza\ncon il sostegno di MIBAC\, Regione Piemonte\, Città di Torino\, Fondazione CRT\, Compagnia di San Paolo \n  \n“In questo balletto dal titolo Apparizioni vorrei sollecitare la fantasia degli spettatori. Questa serata è una riflessione su ciò che appare e scompare ai nostri occhi in forma concreta o impalpabile. Cinque differenti quadri di danza sulla percezione dell’animo umano rispetto a eventi\, persone\, sogni e pensieri che pervadono la nostra vita\, con una considerazione: qual è il limite fra realtà e irrealtà? In questa occasione ho voluto una danza priva di narrazione\, ma profondamente intrisa di significati\, in parte oscuri e misteriosi\, ma forse\, proprio per questo motivo\, in grado di stimolare diverse riflessioni e emozioni negli spettatori”.\nRaphael Bianco \n 
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SUMMARY:Protein | Marche Teatro
DESCRIPTION:FOOD. Può contenere tracce di… \nCreato da Luca Silvestrini e Orlando Gough\nPerformer Simone Donati e Virginia Scudeletti\nCast originale Sonya Cullingford\, Martin George\, Carl Harrison\, Michael Henry\, Saara Hurme\, Donna Lennard\, Louise Sofield e Matthew Winston\nhanno collaborato alla creazione Jeremy Avis\, Sara Black\, Jonathan Glew\, Antonia Grove\, Sally Marie\, Melanie Pappenheim\, Peter Willcock e Jonathan Williams\nMusica originale Orlando Gough\nRegia e coreografia Luca Silvestrini\nScene e costumi Yann Seabra\nDisegno luci Jackie Shemesh\nAssistente regia Eryck Brahmania \n  \n…”Un’appetitosa fusione di musica\, danza\, teatro e pomodorini” The Guardian \n…”Aggiunge un significato completamente nuovo al binomio cena/teatro” The Stage \n  \nSiete mai stati influenzati dalla confezione di un nuovo prodotto alimentare? È davvero preferibile acquistare prodotti a kilometro zero? O forse bisognerebbe diventare vegetariani? Siete invitati a sedervi ai tavoli di un originale ristorante in cui i vostri coinvolgenti e talentuosi ospiti sapranno catturare la vostra attenzione con un divertente insieme di danza\, teatro\, musica e comicità. Tutto questo è FOOD! \n  \n\n  \n“Un’esperienza sensoriale e partecipata con al centro il cibo e il nostro sempre più articolato rapporto con il mangiare. Questo è quello che Orlando ed io volevamo realizzare e che\, dopo mesi di ricerca e di prove\, è diventato May Contain Food. Non avevamo però previsto le tante questioni e gli ambiti tematici che mano a mano venivano affiorando e che toccavano nel profondo le esperienze e le sensibilità nostre e dei nostri performer. Ad un certo punto abbiamo capito che questa seppur piacevole e leggera serata\, seduti ad un tavolo e tra un assaggio e l’altro\, poteva anche diventare un modo per raccontare storie\, esperienze ed attitudini in grado di provocare emozioni e ricordi tra il pubblico/ospite. FOOD è la versione italiana del duetto May Contain Food\, May Contain You\, creato a un anno di distanza dal pezzo originale. Questa versione a due scaturisce dal desiderio di portare un progetto come questo in spazi non necessariamente teatrali\, in una dimensione più intima e conviviale. Ringrazio Velia Papa e l’intero team di Marche Teatro per aver creduto e lavorato con tanta passione affinché FOOD potesse essere visto e gustato anche in Italia”. Luca Silvestrini \n“Era da vent’anni che aspiravo ad una collaborazione dove il canto e la danza potessero stare insieme e contare allo stesso modo; un’opera che riuscisse ad enfatizzare la fisicità e la teatralità delle due discipline. Allo stesso tempo\, sono un appassionato di cucina e mi interessano gli aspetti politici\, sociali e culturali relativi al mangiare. Per questo May Contain Food è stato per me un progetto da sogno”. Orlando Gough \n 
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DESCRIPTION:FOOD. Può contenere tracce di… \nCreato da Luca Silvestrini e Orlando Gough\nPerformer Simone Donati e Virginia Scudeletti\nCast originale Sonya Cullingford\, Martin George\, Carl Harrison\, Michael Henry\, Saara Hurme\, Donna Lennard\, Louise Sofield e Matthew Winston\nhanno collaborato alla creazione Jeremy Avis\, Sara Black\, Jonathan Glew\, Antonia Grove\, Sally Marie\, Melanie Pappenheim\, Peter Willcock e Jonathan Williams\nMusica originale Orlando Gough\nRegia e coreografia Luca Silvestrini\nScene e costumi Yann Seabra\nDisegno luci Jackie Shemesh\nAssistente regia Eryck Brahmania \n  \n…”Un’appetitosa fusione di musica\, danza\, teatro e pomodorini” The Guardian \n…”Aggiunge un significato completamente nuovo al binomio cena/teatro” The Stage \n  \nSiete mai stati influenzati dalla confezione di un nuovo prodotto alimentare? È davvero preferibile acquistare prodotti a kilometro zero? O forse bisognerebbe diventare vegetariani? Siete invitati a sedervi ai tavoli di un originale ristorante in cui i vostri coinvolgenti e talentuosi ospiti sapranno catturare la vostra attenzione con un divertente insieme di danza\, teatro\, musica e comicità. Tutto questo è FOOD! \n  \n\n  \n“Un’esperienza sensoriale e partecipata con al centro il cibo e il nostro sempre più articolato rapporto con il mangiare. Questo è quello che Orlando ed io volevamo realizzare e che\, dopo mesi di ricerca e di prove\, è diventato May Contain Food. Non avevamo però previsto le tante questioni e gli ambiti tematici che mano a mano venivano affiorando e che toccavano nel profondo le esperienze e le sensibilità nostre e dei nostri performer. Ad un certo punto abbiamo capito che questa seppur piacevole e leggera serata\, seduti ad un tavolo e tra un assaggio e l’altro\, poteva anche diventare un modo per raccontare storie\, esperienze ed attitudini in grado di provocare emozioni e ricordi tra il pubblico/ospite. FOOD è la versione italiana del duetto May Contain Food\, May Contain You\, creato a un anno di distanza dal pezzo originale. Questa versione a due scaturisce dal desiderio di portare un progetto come questo in spazi non necessariamente teatrali\, in una dimensione più intima e conviviale. Ringrazio Velia Papa e l’intero team di Marche Teatro per aver creduto e lavorato con tanta passione affinché FOOD potesse essere visto e gustato anche in Italia”. Luca Silvestrini \n“Era da vent’anni che aspiravo ad una collaborazione dove il canto e la danza potessero stare insieme e contare allo stesso modo; un’opera che riuscisse ad enfatizzare la fisicità e la teatralità delle due discipline. Allo stesso tempo\, sono un appassionato di cucina e mi interessano gli aspetti politici\, sociali e culturali relativi al mangiare. Per questo May Contain Food è stato per me un progetto da sogno”. Orlando Gough \n 
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SUMMARY:Abiectio-"O"-MAPS
DESCRIPTION:Serata che esalta la creatività coreografica di tre danzatori di Aterballetto. \nDamiano Artale presenta la sua ultima creazione\, Abiectio\, un passo a due sulle note della Passione di Giovanni di Bach e il Requiem Pies Jesus di Fauré. Un breve e coinvolgente racconto di due individui spaventati e feriti che rispondono al mondo esterno attaccando. \nL’idea alla base di “O” di Philippe Kratz è l’eternità e come raggiungerla è l’obiettivo finale dell’umanità. Philippe e Ivana Mastroviti si muovono verso il ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili in una coreografia che è stata premiata al prestigioso concorso di Hannover 2018. \nNato dall’incontro tra Saul Daniele Ardillo e il pittore Jorge R. Pombo\, Maps è una creazione che mette in dialogo danza e arti visive. Il pubblico è testimone di un torrente di energia in movimento\, di instabilità\, di vulnerabilità emotiva: in breve dell’atto creativo\, vissuto come un processo incontrollabile di liberazione e cambiamento. \n\n  \nLocandina \nABIECTIO\nCoreografia Damiano Artale\nMusica Johann Sebastian Bach e Gabriel Faurè\nCostumi Francesca Messori\nInterpreti Damiano Artale e Arianna Kob \n“O”\nCoreografia Philippe Kratz\nMusica Mark Pritchard e The Field\nCostumi Francesca Messori\nInterpreti Philippe Kratz e Ivana Mastroviti \n  \nMAPS\nCoreografia Saul Daniele Ardillo\nOpere Jorge R. Pombo\nMusica Fryderik Chopin\nSound Design Alessandro Grisendi\nCostumi Lazzaro Mussini\nLuci Carlo Cerri\nInterpreti Damiano Artale\, Ina Lesnakowski\, Grace Lyell\, Ivana Mastroviti\, Roberto Tedesco
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SUMMARY:MM Contemporary Dance Company
DESCRIPTION:Agora Coaching Project è un progetto annuale di perfezionamento nella danza rivolto a danzatori di età compresa fra i 17 e i 24 anni\, che ha sede a Reggio Emilia. Nato nel 2010\, il corso è diretto da Michele Merola ed Enrico Morelli\, risiede ed è promosso e sostenuto e dall’A.S.D. Progetto Danza di Reggio Emilia con la MM Contemporary Dance Company. Si prefigge di formare artisti pronti ad affrontare in maniera flessibile la varietà del mercato internazionale della danza\, artisti capaci di rispondere alle richieste di diversa natura\, tecnico/stilistica\, che provengono da questo stesso mercato. Il corso vuole offrire un ampio ventaglio di stimoli\, di carattere tecnico\, culturale e di scambio tra allievi e coreografi\, ciascuno dei quali proviene da e opera in realtà diverse tra le più interessanti del panorama internazionale. Agora infatti fa incontrare i ragazzi con affermati coreografi di orientamento stilistico diverso\, e ha visto in questi anni la presenza di tanti nomi illustri: con Michele Merola ed Enrico Morelli collaborano alla realizzazione del progetto diversi docenti\, dotati\, ciascuno\, di provata e qualificata esperienza nel settore.
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DESCRIPTION:NEXT STOP_ PALCOSCENICO \nContenitore di creazioni contemporanee che aprono le porte al mondo professionale performativo. \n4 mini opere \nCoreografie Simona Bucci\, Damian Munoz\, Taulan Shehu\, Laura Matano \nInterpeti Formazione StudioXL International Contemporary Dance Education \nDirezione Artistica Laura Matano\, Emanuela Baratin\nProdotto da XLAssociazione\, Co/Prodotto Compagnia Simona Bucci \nLight Design Gessica Germini\nMusica autori vari \nIF di Simona Bucci \nElaborazione del movimento a cura delle danzatrici\nInterpreti: Diletta Antolini\, Bianca Berger\, Melissa Bortolotti\, Sarah Cortivo\, Noemi Garofalo\, Helena Hestermann\, Chiara Riva\, Rachele Sabbatino\, Sofia Tito \nIF (se) congiunzione dal valore condizionale\, ipotetico\, potenziale.\nQuanti “se” nel nostro pensare e ripensare agli accadimenti passati e in divenire. Quanti “se” nell’ipotizzare le proprie scelte e quanto potenziale contiene questa congiunzione.\nIn questo breve studio il “se” è osservato come possibilità\, come opportunità di scegliere\, di percepire il potenziale proprio e di quello che ci circonda.\nIn una piccola congiunzione\, un’occasione\, per porsi dei pensieri\, per darsi del tempo per trovarsi e trovare.\nUn gruppo di ragazzi\, tra l’adolescenza e la maturità\, in quell’arco della vita così unico e così breve\, così violento\, potenziale\, passionale\, vulnerabile\, incosciente\, creativo e immerso nei “se”. \nNOW di Laura Matano \nInterpreti: Melissa Bortolotti\, Noemi Garofalo\, Chiara Riva \nEvado dalla realtà\, sospendo e sono sospeso.\nSono alla ricerca di qualcosa di diverso. Di piacere o non piacere.\nAscolto\, dialogo\, condivido. Cerco in linguaggio comune\, un arricchimento nella diversità. Cerco di catturare sorprese\, crearne memoria per ritrovarmi e ritrovare qualcosa di vero.\nUn istante dove il tempo si dilata e posso osservarne le molteplici possibilità\, conservarne le tracce da cui attingere per non dover più fuggire. \nHURRICANES di Damiàn Muñoz \nVideo a cura di Damiàn Muñoz\nInterpreti: Diletta Antolini\, Bianca Berger\, Melissa Bortolotti\, Sarah Cortivo\, Noemi Garofalo\, Helena Hestermann\, Chiara Riva\, Rachele Sabbatino\, Sofia Tito \nHurricanes riflette sul precipizio del nuovo.\nLa caduta\, la perdita\, il cambiamento\, ti gettano nell’abisso vitale\, nel territorio della libertà per il quale non siamo educati o preparati.\nLa certezza di essere sulla strada e con un orizzonte chiaro\, e all’improvviso ti trovi in uno stato di squilibrio davanti al mondo e agli altri\, proprio prima della grande caduta.\nLa vertigine dell’evoluzione sorprendente ti mette dove sei più vulnerabile. Le verità e il terreno su cui calpesti stanno collassando per lasciarti paralizzato e instabile\, confrontato con la vita senza abbastanza strumenti\, per avvicinarti alla forza che ti trascinerà nel vuoto.\nCome sopportare la forza che il cambiamento ti porta? \nFRAU di Taulant Shehu \nInterpreti: Diletta Antolini\, Bianca Berger\, Melissa Bortolotti\, Sarah Cortivo\, Noemi Garofalo\, Helena Hestermann\, Chiara Riva\, Rachele Sabbatino\, Sofia Tito \nDesideravo creare una coreografia per le donne\, per le loro emozioni\, le infinite peculiarità che compongono la loro bellezza. Una donna è grazia\, potere\, sensibilità\, in certi momenti distaccata\, talvolta addirittura insopportabile\, ma ne vale sempre la pena. È irresistibile\, amorevole. Direi che è la creazione che più si avvicina a un qualcosa di divino. Il mio scopo è pensare a diverse donne\, permettere al pubblico di ricevere delle sensazioni\, dei sentimenti attraverso la danza contemporanea\, incarnare i colori della loro unicità nel movimento e far sì che ognuno possa portare con sé qualcosa dal loro punto di vista e dal modo in cui le persone lo percepiscono. Mettere tutte queste emozioni nel movimento e nel contatto esprimendo il mondo interiore femminile senza dire una parola\, è un’altra forma d’arte.
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SUMMARY:MM Contemporary Dance Company
DESCRIPTION:Agora Coaching Project è un progetto annuale di perfezionamento nella danza rivolto a danzatori di età compresa fra i 17 e i 24 anni\, che ha sede a Reggio Emilia. Nato nel 2010\, il corso è diretto da Michele Merola ed Enrico Morelli\, risiede ed è promosso e sostenuto e dall’A.S.D. Progetto Danza di Reggio Emilia con la MM Contemporary Dance Company. Si prefigge di formare artisti pronti ad affrontare in maniera flessibile la varietà del mercato internazionale della danza\, artisti capaci di rispondere alle richieste di diversa natura\, tecnico/stilistica\, che provengono da questo stesso mercato. Il corso vuole offrire un ampio ventaglio di stimoli\, di carattere tecnico\, culturale e di scambio tra allievi e coreografi\, ciascuno dei quali proviene da e opera in realtà diverse tra le più interessanti del panorama internazionale. Agora infatti fa incontrare i ragazzi con affermati coreografi di orientamento stilistico diverso\, e ha visto in questi anni la presenza di tanti nomi illustri: con Michele Merola ed Enrico Morelli collaborano alla realizzazione del progetto diversi docenti\, dotati\, ciascuno\, di provata e qualificata esperienza nel settore.
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SUMMARY:Compagnia Artemis Danza
DESCRIPTION:IL BARBIERE DI SIVIGLIA_BALLETTO D’AZIONE\nUno\, dieci\, cento Figaro in azione. Determinati\, potenti\, coraggiosi\, in un gioco camaleontico ricco di imprevisti e repentini mutamenti. Un balletto d’azione in chiave post moderna con l’ironia dissacrante e l’energia instancabile di una squadra speciale disposta a tutto\, o quasi. \n  \nCrediti \nCoreografia\, scene\, luci Monica Casadei\nMusiche Gioachino Rossini\nElaborazione musicale e brani originali Luca Vianini\nCostumi Daniela Usai\nAssistente alla drammaturgia musicale e costumi Davide Tagliavini\nAssistenti al coreografo Antonio Bissiri\, Vittorio Colella\, Teresa Morisano \nProduzione Compagnia Artemis Danza in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro\nCoproduzione Italian Festival in Bangkok\, Festival Orizzonti\, Armonie d’Arte Festival\nin collaborazione con Rossini Opera Festival e Teatro Comunale di Bologna\nSi ringrazia A.N.G.E.L.O. Vintage Palace\nCon il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura \nApprofondimenti \nIn occasione dei centocinquant’anni dalla morte di Gioachino Rossini\, Monica Casadei con la Compagnia Artemis Danza affronta uno dei titoli più celebri del maestro pesarese\, “Il Barbiere di Siviglia”\, con un’interpretazione coreografica che ha debuttato a Pesaro\, nello storico Teatro Rossini\, in collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Pesaro. \nUno spettacolo che Monica Casadei ha immaginato come un avveniristico “balletto d’azione” e che\, come di consueto\, coinvolge in una contaminazione di linguaggi tutto il corpo creativo di Artemis\, che si arricchisce dei costumi realizzati dall’artista visiva Daniela Usai e delle elaborazioni musicali del compositore Luca Vianini\, che si confronta con Rossini. \nMa chi è davvero Figaro? Nella lettura di Monica Casadei Figaro è il prototipo dell’uomo di successo nel mondo di oggi. L’eroe rossiniano diventa l’emblema di chi riesce a soddisfare con efficacia\, vivacità e savoir faire le aspettative di una società che impone ogni giorno di raggiungere i propri obiettivi ottimizzando tempi ed energie. \nSul piano coreografico\, il personaggio di Figaro si moltiplica nei corpi dell’intera compagnia\, dove\, senza distinzioni di gender\, gli interpreti agiscono con la determinazione\, l’energia e il rigore di una squadra speciale: tonici\, grintosi e iper-concentrati\, la loro danza manipola il tempo e lo spazio senza tregua\, tesse e scioglie in continuazione una rete infinita di cambi di direzioni\, incroci di traiettorie e intarsi di movimenti. Quasi seguissero le rotte di affollatissime e rumorose highways\, i danzatori si districano con lucidità ed energia marziale\, ingranaggi sapienti del folle meccanismo del vivere sociale. \nNe risulta una performance d’azione\, caratterizzata da un’atmosfera sospesa tra un passato-ombra e un presente lampeggiante e frenetico: l’immagine irraggiungibile di un uomo perfetto appare e scompare sotto gli occhi del pubblico per moltiplicarsi nei danzatori e nei loro virtuosismi tecnici.  \nI costumi storici sono il frutto di una collaborazione con il Rossini Opera Festival e con il Teatro Comunale di Bologna\, mentre i gli abiti sartoriali sono stati realizzati in collaborazione con A.N.G.E.L.O Vintage Palace (Lugo di Romagna)\, polo di riferimento del vintage in Italia.\nLo spettacolo ha visto la coproduzione dell’Italian Festival in Thailand di Bangkok\, del Festival Orizzonti di Chiusi e di Armonie d’Arte Festival di Borgia. \nCOMPAGNIA ARTEMIS DANZA \nDi origine ferrarese e laureata con lode con una tesi su Platone e la danza\, Monica Casadei\, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica\, si dedica allo studio della danza classica e moderna\, prima in Italia\, poi a Londra\, infine a Parigi\, dove incontra i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz e il maestro André Cognard Hanshi So shihan\, con il quale tutt’ora pratica l’arte marziale dell’Aikido. Fonda in Francia la compagnia Artemis Danza\, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 dando vita a un’intensa attività di produzione che conta\, ad oggi\, oltre quaranta creazioni originali. Dal 1998 al 2007 la Compagnia è in residenza alla Fondazione Teatro Due di Parma\, mentre dal 2014 è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Artemis Danza è stata invitata nei più importanti teatri e Festival italiani\, in numerose tournée e festival internazionali. \nFondamentali nella ricerca artistica di Monica Casadei sono la contaminazione con differenti territori artistici\, culturali e geografici\, oltre all’esplorazione di luoghi e spazi urbani che divengono teatro di azioni performative. \nAccanto all’attività di produzione\, Artemis sostiene\, produce e promuove giovani autori e realizza molteplici attività per la formazione del pubblico. \nartemisdanza.com \n\nFood&Drink \nDalle 18.30 alle 20.15 \nAGRIAPERITIVO\nPreparati a scoprire sapori e profumi diversi\, che insieme alla danza renderanno unica la tua esperienza in Fonderia. \nGrazie all’Agriaperitivo a cura di Agricucina La Bottega Italiana di Reggio Emilia\, in collaborazione con Campagna Amica\, potrai gustare i migliori prodotti a Km 0 prima dell’inizio dello spettacolo. \n\n 
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CATEGORIES:Programmazione,Spettacoli,Stagione settembre-dicembre 2019
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SUMMARY:DANCEHAUSPIù / CZD / ATERBALLETTO
DESCRIPTION:  \n \nI Wandered Lonely As A Cloud_X2_”O”\nUna serata che mette in risalto le peculiari cifre distintive dei tre Centri di Produzione della Danza italiani. Apre la serata DanceHaus Company / DanceHauspiù di Milano con I Wandered Lonely As A Cloud del coreografo Matteo Bittante: i versi del poeta inglese Wordsworth fanno da sfondo al rito bucolico ed errabondo dei tre danzatori in cui la forza vitale e la quiete idilliaca della natura si contrappongono ai turbamenti e alla confusione della città. Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza di Catania presenta in prima nazionale x2\, atto d’amore artistico che Roberto Zappalà vuole dedicare al grande compositore Johann Sebastian Bach. Chiude la serata la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto di Reggio Emilia con “O”: Philippe Kratz e Ivana Mastroviti si muovono verso il ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili in una coreografia entrata da poco nel repertorio della compagnia\, ma già molto applaudita in molti teatri. \n  \nI WANDERED LONELY AS A CLOUD \nCoreografia Matteo Bittante\nMusiche autori vari\nInterpreti Fabio Calvisi\, Alice Carrino\, Giovanni Leone\nProduzione DanceHaus Company / DanceHauspiù \n“Vagavo solitario come una nuvola” è l’incipit di una delle poesie più famose del romanticismo inglese scritta all’inizio dell’Ottocento da William Wordsworth. In questa nuova creazione del coreografo Matteo Bittante\, co-direttore e artista residente del Centro Nazionale di Produzione della danza\, DANCEHAUSpiù\, i versi del poeta fanno da sfondo al rito bucolico ed errabondo dei tre danzatori in cui la forza vitale e la quiete idilliaca della natura si contrappongono ai turbamenti e alla confusione della città. Nella poesia\, come nello spettacolo\, i veri protagonisti non sono però gli uomini ma gli elementi della natura come il lago\, i narcisi o le nuvole con cui i corpi dei danzatori tentano una possibile metamorfosi. \nNote del coreografo\nHo vissuto la mia fanciullezza su una collina\, in mezzo alla natura\, correndo da un prato all’altro; arrampicandomi sugli alberi\, ero sempre in un contatto costante\, quasi simbiotico con Lei.\nSin dall’antichità la campagna\, e la vita rurale sono servite come fonte di ispirazione a molti artisti.\nUn luogo idilliaco di evasione\, un rifugio dai negozi della vita\, un tempo per l’esplorazione del sé.\nUn paesaggio dell’anima\, oggi da difendere e proteggere contro le ideologie di un’epoca che contaminano e desertificano la Madre Terra. \nMatteo Bittante \nx2 \nPrima nazionale \nCoreografia Roberto Zappalà\nMusica Johann Sebastian Bach\nDanzatori Maud de la Purification\, Roberto Provenzano\nCostumi e luci Roberto Zappalà\nRealizzazione costumi Debora Privitera\nDirettore tecnico Sammy Torrisi\nProduzione Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza \nInizia con questo breve episodio l’atto d’amore artistico che Roberto Zappalà vuole dedicare al grande compositore Johann Sebastian Bach. Nessun tipo di drammaturgia\, nessun tipo di ragionamento intellettuale\, soltanto una stretta relazione tra musica e danza. D’altronde Zappalà ha fatto proprio il pensiero di Charles Baudelaire: “Glorificare il culto dell’immagine e dell’estetica è il mio obiettivo ancor prima che il significato”. \nLa creazione rappresenta una delle fasi di un percorso articolato in tre diversi momenti/episodi : x2\, x4\, che sono anche i rispettivi numeri di danzatori in scena\, mentre\, il terzo episodio sarà una creazione per l’intera Compagnia e vedrà il suo debutto nell’autunno 2020. Il progetto finale prenderà spunto dalle diverse versioni che sono state realizzate e “rifatte” nel tempo. \n''O'' \nCoreografia Philippe Kratz\nMusica Mark Pritchard e The Field\nCostumi Francesca Messori\nLuci Carlo Cerri\nInterpreti Philippe Kratz e Ivana Mastroviti\nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nPrimo premio al 32° Concorso Coreografico di Hannover – giugno 2018\nPhilippe Kratz è membro di stARTacademy della Bayer Arts & Culture. \nL’idea alla base di “O” è l’eternità e come raggiungerla è l’obiettivo finale dell’umanità. Come per esempio nell’estate del 2017 a Hong Kong\, quando per la prima volta due robot umanoidi hanno interagito l’un con l’altro. È diventato chiaro a tutti che un futuro\, in cui l’intera conoscenza umana viene trasmessa da materiale inorganico comunicante\, è a portata di mano. \n“O” può essere visto come due esseri umani o due robot che celebrano questo avvenimento in uno stato di trascendenza e realizzazione emotiva\, in cui entrambi si muovono insieme al ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili. Oppure\, come il computer dell’astronave Hal nel film di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio” quando dice in modo illusorio: “So di aver preso alcune decisioni molto scarse di recente\, ma posso darti la mia completa assicurazione che il mio lavoro tornerà alla normalità. Ho ancora il massimo entusiasmo e fiducia nella missione. E voglio aiutarti.” \n  \n\nFood&Drink \nDalle 18.30 alle 20.15 \nAGRIAPERITIVO\nPreparati a scoprire sapori e profumi diversi\, che insieme alla danza renderanno unica la tua esperienza in Fonderia. \nGrazie all’Agriaperitivo a cura di Agricucina La Bottega Italiana di Reggio Emilia\, in collaborazione con Campagna Amica\, potrai gustare i migliori prodotti a Km 0 prima dell’inizio dello spettacolo. \n\n  \n\n 
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SUMMARY:E.sperimenti Dance Company
DESCRIPTION:CONVERGENZE\nConvergenze si configura in un astratto quanto coinvolgente ed energetico rapporto tra la musica elettronica ed il suolo\, la luce ed il ritmo\, la potenza e la gioia della dinamica. \n  \nCrediti \nDanzatori E.sperimenti Dance Company\nCoreografie Federica Galimberti\nMusiche AVV ed elaborazioni elettroniche\nCostumi Noemi Intino\nLuci EDC \nProduzione by gruppodanzaoggi di Patrizia Salvatori  \nApprofondimenti \nLuce ed ombra\, ombra e luce … dall’alternarsi di esse è scandita la vita dell’essere umano\, da sempre: un ritmo ancestrale che risveglia l’animale atavico dentro ciascuno di noi e riscopre la forza travolgente del maschio in armonia con la natura\, nella sua fragilità davanti alla grandezza di essa. \nCONVERGENZE mette in luce la scissione dell’animo umano tra ragione ed istinto ritrovato nella tribalità\, nella riscoperta delle radici insite nel ritmo della ‘terra’\, come nel volo dell’animale libero\, bello di una bellezza pura perché naturalmente selvaggio\, in armonia con la Natura.\nInteressante la creazione di Federica Galimberti\, che scrive un linguaggio del tutto personale\, pulsante\, nuovo\, contaminato nel fascino di luce e buio.\nL’interazione con lo spazio si sviluppa in maniera astratta e visionaria da cui prendono vita forme pure di luce che si dividono e riflettono\, componendo spazi nella immaginazione dello spettatore. \nUn ritmo primordiale che si materializza in una danza fisica\, di terra\, nell’estrema sfida di se stessi e dell’altro proprio in un astratto quanto coinvolgente ed energetico rapporto tra la musica elettronica ed il suolo\, la luce ed il ritmo\, la potenza della danza maschile e la gioia della dinamica. Una scelta consapevole e precisa quella che la coreografa fa di configurare questa tematica con un ensemble tutto al maschile\, di grande impatto scenico\, ma anche altrettanto capace di esprimerne la fragilità infinita davanti all’immenso. E la rappresentazione di temi così antichi\, eppure così contemporanei\, affascina dando vita ad una pièce molto convincente. \n \nE.sperimenti Dance Company  \nE.sperimenti gdo Dance Company\, compagnia di punta di GDO\, è uno spumeggiante ensamble dalle dinamiche più diverse e dagli stili più vari che spaziano dal breakin’ al contemporaneo\, dal modern al floorwork\, dal teatrodanza all’acrobatica. Esprime un linguaggio contaminato\, coinvolgente\, geniale pronto al ‘sorriso’ in ogni sua espressione artistica. \nI componenti sono performers di estrazione e vissuti differenti che mantengono la propria individualità\, ma sono un tutt’uno quando lavorano insieme. Questa effervescente eccellenza italiana ‘under 35’\, generosa ed innovativa artisticamente veicola il ‘made in Italy’ oltre confine con onore. \nNell’ultimo quinquennio i suoi performers sono stati presenti all’Estero per l’Anno della Cultura Italiana in Brasile\, Stati Uniti\, Russia ed ancora in Thailandia\, Giordania\, Palestina oltre che\, nel 2012\, all’EXPO di Yeosu per la Cerimonia di passaggio consegne a Milano 2015. \nUna preziosa alchimia contraddistingue ogni performance di questa particolare Compagnia che con disinvoltura e talento contamina tecniche e linguaggi appropriandosene per generarne uno proprio\, convincente\, ‘vero’ e disegna così una geografia stilistica nuova\, che esprime i suoi momenti di sperimentazione\, ricerca\, creazione\, con teatralità ed attenzione estrema a veicolare il messaggio con raffinatezza\, buon gusto\, genialità e soprattutto l’immancabile ironia che li caratterizza anche nel dramma. \nUn’operazione progettuale intelligente e convincente\, che richiama il pubblico e lo fidelizza. \nwww.esperimentidancecompany.com \n\n 
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SUMMARY:DéJà DONNé | INC
DESCRIPTION:toPRAY\ntoPRAY è uno spettacolo in cui le danze urbane si mescolano a gesti contemporanei\, producendo una danza fuori dagli schemi\, dal tempo. La scrittura coreografica attinge da calligrafie multiculturali\, risultando un linguaggio universale: come il racconto dell’anima dell’uomo. \n  \nCrediti \nCoreografia Afshin Varjavandi\nDanzatori Luca Calderini\, Mattia Maiotti\, Jenny Mattaioli\, Elia Pangaro\nDisegno luci Fabio Galeotti\nDisegno sonoro Angelo Benedetti\nProduzione Déjà Donné  \nApprofondimenti \n“Chi conosce il potere della danza abita in Dio”. Rumi \nEsiste un momento per ognuno\, a partire dal quale si impara a guardare dentro sé stessi: esiste anche una costante che chiamiamo T\, per la quale quel momento è intimo e individuale\, riferito al singolo\, non moltiplicabile e non tramandabile. Sono solo i propri occhi ad esercitare quella visione.  La costante T è un numero trascendente. toPRAY non parla della costante T\, ma racconta il punto di vista dal quale si osserva. toPRAY è un corridoio: a volte per arrivare all’animo umano il percorso è lungo e stretto. Altre volte l’uomo contemporaneo non trova il tempo per scegliere le strade complesse\, per attraversarle il tempo che si impiega corrisponde alla costante T. Attraversiamo i simboli che nella storia abbiamo attribuito a quello che non riusciamo a vedere\, per dare alla vita un valore diverso\, per riconoscere oltre la FORMA un diverso livello. \nCosa vuol dire ‘pregare’? Cerchiamo una risposta in ogni AZIONE. Forse l’agire stesso è un atto di culto: l’uomo contemporaneo agisce sul corpo traendone un culto. Cerchiamo sempre una risposta\, domandandoci se alla fine siamo un’anima che possiede un corpo. Se quello che abbiamo di più sacro è l’immaginazione attraverso cui riusciremo a identificare l’anima nel corso della vita. \ntoPRAY è uno spettacolo in cui le danze urbane si mescolano a gesti contemporanei\, producendo una danza fuori dagli schemi\, dal tempo. La scrittura coreografica attinge da calligrafie multiculturali\, risultando un linguaggio universale: come il racconto dell’anima dell’uomo. toPRAY è un percorso umano costruito e vissuto con alti e bassi\, analogamente al percorso di crescita di un uomo. A noi danzatori sono state poste più domande\, alle quali abbiamo risposto con gesti e movimenti; erano domande che contenevano concetti complessi\, personali.  Ma oltre all’intenso valore emotivo dei momenti personali\, in principio\, c’è un’intimità particolare\, tra noi danzatori sulla scena e il coreografo\, nei momenti di estrema rigorosità coreografica\, di cui è caratterizzato lo spettacolo in tutta la sua durata. \n \nDéjà Donné \nLa compagnia di danza contemporanea Déjà Donné nasce nel 1997 a Praga; nel 2000 la sede si trasferisce in Umbria dove è iniziata un’intensa attività di creazione e di circuitazione di spettacoli\, sia in Italia che all’estero. Durante l’anno 2015 si compie una trasformazione che avvia un nuovo percorso della compagnia\, immaginato dalla direzione artistica di Virginia Spallarossa e Gilles Toutevoix. \nIl loro lavoro intende guidare Déjà Donné verso nuove potenzialità\, contribuendo a un rinnovamento profondo del segno e dei linguaggi mediante la creazione di propri spettacoli. \nLe principali attività di Déjà Donné prevedono: creazione e produzione di spettacoli e performance di danza contemporanea; distribuzione regionale\, nazionale e internazionale dei lavori prodotti; attività formative per professionisti e non professionisti; creazione di progetti volti alla promozione della danza contemporanea e alla formazione del pubblico anche attraverso il coinvolgimento di altri soggetti artistici\, in Italia e all’estero. \nI lavori della compagnia sono stati presentati in 26 Paesi\, in Nord e Sud America\, in Asia e in Europa.\nL’attività di Déjà Donné è sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dalla Regione Umbria. \nwww.dejadonne.com \nINC InNprogressCollective  \nIl gruppo nasce nel 2006 a seguito della creazione “HEIM”\, che sarà vincitrice unica assoluta della Settimana Internazionale della Danza di Spoleto\, attirando l’interessamento di numerosi addetti del settore. La coreografia Heim sarà ospitata nei più grandi Festivals italiani\, tra i quali Amores (Bologna)\, Cross Roads (Firenze)\, Giffoni Film Festival (Giffoni)\, Notte Bianca (Roma)\, Fringe Festival (Spoleto).\nDa lì l’idea di costituire un gruppo stabile di giovani artisti\, promotori di nuove forme di street art contemporanea\, danze urbane e tendenze. \nSeguiranno le produzioni: Departure (2007)\, Underskin (2008 – vincitore della Settimana Internazionale della Danza di Spoleto)\, Protest! (2009-2010 – vincitore S.I.D. Spoleto\, LatinArte\, premio UISP\, premio Positano Leonide Massine)\, Oceania (2012 – in produzione con La- MaMa Umbria\, presentato al Festival LaMaMa Moves presso Ellen Stewart Theater di New York). \nNel 2015 la produzione toPRAY debutta alla 58a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Il regista Giuseppe Tornatore sceglie la compagnia INC per una scena danzata del suo film “La Corrispondenza”\, in uscita nelle sale cinematografiche a gennaio 2016. \nCaratterizzati dalla sorprendente giovane età e da un forte affiatamento artistico\, sono i sostenitori di un’alleanza\, dove talenti e competenze vengono condivise\, miscelate e ricomposte verso traguardi collettivi. Danzano le produzioni di Afshin Varjavandi e insieme a lui inventano creazioni\, styling e concept per performance\, istallazioni\, video.\nDal 2017 si avvia una collaborazione con Déjà Donné come progetto produttivo associato. \nwww.innprogresscollective.com \n\n  \nFood&Drink \nDalle 18.30 alle 20.15 \nAGRIAPERITIVO\nPreparati a scoprire sapori e profumi diversi\, che insieme alla danza renderanno unica la tua esperienza in Fonderia. \nGrazie all’Agriaperitivo a cura di Agricucina La Bottega Italiana di Reggio Emilia\, in collaborazione con Campagna Amica\, potrai gustare i migliori prodotti a Km 0 prima dell’inizio dello spettacolo. \n\n 
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SUMMARY:Inter-view: Emanuele e Clément
DESCRIPTION:Un danzatore di Aterballetto\, Clément Haenen. Uno schermidore paralimpico\, il giovane Emanuele Lambertini. Dal loro incontro è scaturito un primo studio di Diego Tortelli\, coreografo residente della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\, dedicato all’esplorazione di rituali scenici e virtuosismi fuori dai canoni tradizionali. La breve performance\, sostenuta da Credem Banca\, Reggio Emilia Città Senza Barriere e Oscar Romero Consorzio in Polveriera\, ha rappresentato il primo lavoro di Danza e Fragilità\, nostro progetto rivolto all’esplorazione del rapporto tra danza e disabilità. \nTre recite:\nore 18.00 – 18.45 – 19.30\nDurata 20 minuti a recita
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DESCRIPTION:PULCINELLA\nNel realizzare la propria versione di Pulcinella\, Michele Merola rispetta il passato\, ma si muove per una propria strada. La colonna sonora è composta da alcuni brani del balletto e dalle “escursioni” del compositore Stefano Corrias. La contaminazione della partitura originale è dettata dall’esigenza di disporre di momenti più intimi per poter chiarire chi sia veramente Pulcinella: il coreografo ha voluto evidenziare il versante solitario e malinconico dell’alfiere napoletano. \n“Pulcinella – dice Merola – è un’immagine anche di solitudine\, che non muore mai: sembra morire più volte durante lo spettacolo\, ma poi sempre si rialza\, perché la sua libertà potrebbe essere soffocata\, ma sempre torna a vivere.” \nLo spettacolo sarà introdotto dal professor Alessandro Pontremoli Ordinario di Storia della Danza all’Università di Torino. \nCREDITI \nConcept Michele Merola e Cristina Spelti\nCoreografia Michele Merola\nMusica Igor Stravinskij\, Stefano Corrias\nScene e disegno luci Cristina Spelti\nCostumi Patricia Villirillo\nInterpreti MM Contemporary Dance Company (9 danzatori)\nProduzione MM Contemporary Dance Company\n \nAPPROFONDIMENTI \nLa prima rappresentazione del balletto Pulcinella è all’Opéra di Parigi\, nel 1920\, ad opera dei Ballets Russes di Djagilev; le musiche\, di Igor Stravinskij\, sono ispirate da pagine di G. B. Pergolesi e di altri autori del ‘600 e ‘700. A pagine danzanti di per sé\, come tanta musica del ‘700\, il compositore imprime il proprio segno: in sintonia con il soggetto\, ne fa una garbata caricatura\, celebrata per ricchezza di ritmi e freschezza di armonie\, esaltata da Leonide Massine\, coreografo\, e Pablo Picasso\, per scene e costumi. \nNel realizzare la propria versione\, Michele Merola rispetta il passato\, e i grandi capolavori prodotti sul tema\, ma si muove per una propria strada. La colonna sonora è composta da alcuni brani del balletto e dalle “escursioni” realizzate dal compositore Stefano Corrias. La contaminazione della partitura originale è dettata dall’esigenza di disporre di momenti più intimi\, più scarni dal punto di vista musicale\, per poter chiarire chi sia veramente Pulcinella: il coreografo ha voluto mettere in evidenza in questo lavoro il versante solitario\, malinconico e drammatico dell’alfiere napoletano. \n“Pulcinella – dice il coreografo – è una persona\, è un immagine\, è un pensiero anche di solitudine. È un pensiero che non muore mai\, infatti nella coreografia questo personaggio sembra morire più volte\, ma poi sempre si rialza\, segno della sua continua possibilità di rinascita\, perché la libertà che porta in sé Pulcinella\, tutto quello che è nuovo\, tutto quello che è libertà\, tutto quello che è verità potrebbe essere soffocato\, ma sempre torna a vivere.” \nNel bianco e nero predominante dei costumi e della scena\, compare solo una punta di rosso: è Pulcinella\, il cui cuore batte al di là di ogni tentativo di farlo morire\, e continua a pulsare\, nel bene e nel male\, nel bianco e nel nero. Cosa resta\, in questo balletto\, della sua prima edizione? Ridotta all’essenziale la vicenda\, ed eliminati i personaggi accessori\, restano Pimpinella\, la giovane amata da Pulcinella\, il Mago\, che usa la luce come guida per trovare una via di uscita nel percorso della storia\, e le due coppie di amanti. Il coreografo non ha voluto infatti seguire la trama costruita nel 1920\, ma si concentra sulla personalità del protagonista e sulle vicende principali\, che ruotano attorno a lui: il suo amore per Pimpinella\, la presunta morte\, il finale\, simbolo di rinascita. \n“La scena conclusiva – dice Merola – in cui Pulcinella indossa di nuovo il suo cappello\, che tante volte ha all’interno dello spettacolo\, ma che spesso si toglie per essere simile al resto della società\, simboleggia la sua scelta: si rende conto che essere come la società lo vorrebbe non lo porta da nessuna parte\, e quindi sceglie di essere se stesso\, sceglie la verità”. \nMM CONTEMPORARY DANCE COMPANY \nLa MM Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola\, nata nel 1999 come centro di produzione di eventi e spettacoli e come promotrice di rassegne e workshop con l’obiettivo di favorire scambi e alleanze fra artisti italiani ed internazionali\, testimoni e portavoce della cultura contemporanea.\nIl repertorio della compagnia\, che ha sede a Reggio Emilia\, è ricco e variegato\, grazie ai lavori di Michele Merola e alle creazioni firmate da coreografi europei ed italiani come Mats Ek\, Gustavo Ramirez Sansano\, Karl Alfred Schreiner\, Emanuele Soavi\, Enrico Morelli. \nNel 2010 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il prestigioso Premio Danza&Danza come migliore compagnia emergente e oggi\, è\, a tutti gli effetti\, una realtà di eccellenza della danza italiana\, con una consolidata attività di spettacoli su tutto il territorio nazionale. Da alcuni anni ha conquistato un mercato internazionale con spettacoli in paesi europei ed extraeuropei (Corea\, Colombia\, Canada\, Germania\, Russia\, Marocco…).\nNel 2017 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il Premio Europaindanza 2017 – Premio al Merito alla coreografia\, per lo spettacolo Bolero di Michele Merola.\nPer il triennio 2018-20 la MM Contemporary Dance Company è compagnia associata del Circuito InDanza del Trentino Alto Adige. \nLa MMCDC è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, Regione Emilia-Romagna\, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\, Teatro Asioli di Correggio\, ASD Progetto Danza. Partner tecnico: Pro Music. \nwww.michelemerola.it \n\nFood&Drink \nDalle 18.30 alle 20.15 \nAGRIAPERITIVO\nPreparati a scoprire sapori e profumi diversi\, che insieme alla danza renderanno unica la tua esperienza in Fonderia. \nGrazie all’Agriaperitivo a cura di Agricucina La Bottega Italiana di Reggio Emilia\, in collaborazione con Campagna Amica\, potrai gustare i migliori prodotti a Km 0 prima dell’inizio dello spettacolo. \n\n 
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SUMMARY:ACCADEMIA PERDUTA
DESCRIPTION:POLLICINO\n“Come fate a dormire? Sarà la paura\, ma io non ci riesco”\, dice Pollicino ai fratelli maggiori. Il protagonista della vicenda è piccolo\, il più piccolo\, ma la sua paura\, grande\, non lo annichilisce. Ciò che\, al contrario\, lo rende vincitore di fronte alle avversità della vita è la curiosità ed il suo coraggioso desiderio di conoscere la realtà\, anche nei suoi aspetti più crudeli. \nÈ la curiosità che spinge Pollicino a vigilare su quanto dicono e fanno i genitori ed egli è in grado di avvertire con tempestività il pericolo e di attrezzarsi per farvi fronte. Dalla casa del padre a quella dell’Orco\, attraverso il bosco si avvia al mondo\, verso altri boschi ed altre case… Pollicino non fa ritorno a casa sua e non si perde: il suo viaggio continua. \nSpettacolo dedicato a tutti i pollicini che\, con leggerezza\, attraversano i boschi del mondo. Anche quelli devastati dalle bombe. \nCREDITI \ndi Marcello Chiarenza\ncon Claudio Casadio\nmusiche originali di Beppe Turletti\nregia di Gianni Bissaca\nProduzione Accademia Perduta | Romagna Teatri \nVincitore ex-aequo del Festival Momix di Kingersheim (Francia\, 2007)\nVincitore del Biglietto d’Oro Agis – ETI 2008 come spettacolo di Teatro Ragazzi più visto nella Stagione 2007/2008 \nEtà consigliata: 5 – 10 anni\nAPPROFONDIMENTI \nPollicino offre al pubblico un’occasione per confrontarsi con il sentimento della paura.\nLa storia di Pollicino è\, infatti\, una “fiaba scura”: “come fate a dormire? Sarà la paura\, ma io non ci riesco”\, dice Pollicino ai fratelli maggiori. \nIl protagonista della vicenda è piccolo\, ma la sua paura\, grande\, non lo annichilisce. Ciò che\, al contrario\, lo rende vincitore di fronte alle avversità della vita è la curiosità ed il suo coraggioso desiderio di conoscere la realtà\, anche nei suoi aspetti più crudeli.\nÈ la curiosità che spinge Pollicino a vigilare su quanto dicono e fanno i genitori ed egli è in grado di avvertire con tempestività il pericolo e di attrezzarsi per farvi fronte.\nDalla casa del padre a quella dell’Orco\, attraverso il bosco si avvia al mondo\, verso altri boschi ed altre case…\nPollicino non fa ritorno a casa sua e non si perde: il suo viaggio continua. In compagnia dei fratelli. \nSe è vero che Pollicino è solo a pensare\, è altrettanto vero che\, nel suo allontanamento da casa\, egli solo non è. La presenza dei fratelli è calda\, nel buio e nel freddo della notte. Anche nei momenti drammatici c’è qualcuno con cui giocare\, con cui litigare\, con cui affrontare l’ignoto.\nUno spettacolo dedicato a tutti i pollicini che\, con leggerezza\, attraversano i boschi del mondo. Anche quelli devastati dalle bombe. \nLo spettacolo è agito da un attore-narratore che vive e racconta la vicenda\, evocandola e rapportandosi\, a volte direttamente\, al pubblico. La narrazione ed il rapporto con gli spettatori sono ironici\, comici\, a tratti di stile popolaresco\, con frequenti parentesi dialettali in un dialogo scanzonato dalle cadenze romagnole. Gli oggetti di scena e la scrittura dello spazio offrono un esempio di “teatro di narrazione con oggetti”\, caratteristico della storica collaborazione fra Claudio Casadio e Marcello Chiarenza. \nIl lavoro offre molti spunti di riflessione ed approfondimento: sotto il profilo della fiaba classica (il ruolo del protagonista\, il bosco come spazio totale\, le case dei genitori e dell’Orco\, il topos dell’abbandono e quello del divoramento\, la catarsi finale e la soluzione positiva della vicenda); sotto il profilo del linguaggio e sotto quello psicologico nella relazione della vicenda con l’esperienza esistenziale dei bambini e la loro capacità di “salvarsi”. \nACCADEMIA PERDUTA | ROMAGNA TEATRI \nAccademia Perduta | Romagna Teatri\, già Teatro stabile di innovazione oggi riconosciuto dal MiBAC come Centro di produzione teatrale di sperimentazione e di teatro per l’infanzia e la gioventù\, nasce nel 1982 come compagnia di teatro ragazzi per iniziativa di un gruppo di attori (Ruggero Sintoni e Claudio Casadio). \nSi presenta come “network privato” con vocazione pubblica per la produzione\, la programmazione\, la formazione\, la ricerca e la progettazione teatrale in partnership con altre compagnie emiliano-romagnole (Cà Luogo D’Arte\, Il Baule Volante\, Tanti Così Progetti) e con gli enti locali del territorio romagnolo: la peculiarità che caratterizza tale rete è la creazione e lo sviluppo di “nuovi” pubblici. Da alcuni anni affianca alla produzione di teatro ragazzi\, in cui riveste un ruolo di primo piano a livello internazionale\, l’attività nella prosa (grazie alla collaborazione anche con Massimo Carlotto e Claudio Fava)\, privilegiando poetiche contemporanee e tematiche d’attualità. \nAccademia Perduta | Romagna Teatri\, oltre realizzare attività laboratoriali e percorsi con le scuole e a curare l’ospitalità e le rassegne nei teatri romagnoli\, fa circuitare i propri spettacoli anche all’estero partecipando con successo a celeberrimi festival di teatro ragazzi. \nwww.accademiaperduta.it \n\nAttività \nSabato 7 dicembre dalle ore 16.30 alle ore 19.30*\nDomenica 8 dicembre dalle ore 10.30 alle ore 19.30*\n \nMERCATO DI CAMPAGNA AMICA\nVendita diretta di prodotti agricoli e italiani\, proposte enogastronomiche con le eccellenze del nostro territorio\, giochi antichi \n*il servizio è sospeso durante la rappresentazione di Pollicino \nDomenica 8 dicembre ore 10.30 – 11.30 – 15.30 – 16.30 \nLABORATORI MANUALI\nPer bambini dai 5 anni in su.\nConsigliata la prenotazione al 335.1265976 entro venerdì 6 dicembre per predisposizione materiali \n\n 
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