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SUMMARY:Il mondo dei quasi | Colpi di scena
DESCRIPTION:Il mondo dei quasi di Fernando Melo debutta in prima nazionale al Festival Colpi di Scena.\nNata all’interno di Alla Ricerca della Meraviglia\, percorso di ricerca del CCN/Aterballetto dedicato alla creazione di produzioni per l’infanzia\, la nuova creazione di Fernando Melo debutta il 23 giugno 2026 al festival di teatro ragazzi Colpi di Scena. \nIn uno spazio in continua trasformazione\, due figure appaiono\, scompaiono e si cercano. Si avvicinano e si allontanano\, si perdono e si ritrovano\, mentre tutto intorno a loro cambia forma: le pareti si muovono\, lo spazio gioca\, ogni incontro è una piccola sorpresa. \nAttraverso il movimento e l’immaginazione\, lo spettacolo invita il giovane pubblico a entrare in un mondo in cui nulla è mai del tutto fermo\, e incontrarsi è sempre un’avventura. Al centro del lavoro\, il bisogno di connessione: come ci avviciniamo agli altri\, come la vicinanza si costruisce attraverso curiosità\, pazienza e gioco. I bambini sono invitati a riflettere sull’empatia\, sulla comunicazione e sulla gioia dello stare insieme. \n  \n\nCREDITI \nCoreografia\, scena\, costumi: Fernando Melo\nMusiche: Bill Evans\, Laurent Dury\nRealizzazione costumi: Nuvia Valestri\nAssistente alla coreografia: Ivana Mastroviti\nDanzatori: Matilde Di Ciolo\, Matteo Capetola \nProduzione: Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nin collaborazione con Stazione Utopia \nFernando Melo \nCoreografo brasiliano attivo in Europa\, sviluppa un linguaggio “magico”\, capace di metabolizzare una forte presenza fisica dell’interprete\, per trasformala in visione quasi onirica e illusionismo. Le sue creazioni si distinguono per una forte qualità visiva e per una scrittura coreografica che intreccia energia\, relazione e narrazione non lineare.
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SUMMARY:Made in Italy 38.0
DESCRIPTION:Agora Coaching Project – foto Nicola Stasi \n\nI giovani talenti di Agora Coaching Project per Danza in Fonderia.\nProtagonisti della serata sono i danzatori di Agora Coaching Project\, un progetto di alta formazione promosso e sostenuto dalla MM Contemporary Dance Company e dall’A.S.D Progetto Danza di Reggio Emilia con la direzione artistica di Michele Merola ed Enrico Morelli. Iniziato nel 2010\, il corso sta ottenendo pieno riconoscimento nel mondo della danza europea e vanta collaborazioni con insegnanti e coreografi di fama internazionale. \nMade in Italy 38.0 raccoglie tre creazioni: CHOPIN / INTO US – BRUCIARE di Adriano Bolognino\, FANDAN GO! di Paolo Mohovich e ELEGIA di Enrico Morelli. \nMartedì 23 giugno ore 21.00 \nMercoledì 24 giugno ore 21.00 \nCHOPIN / INTO US - BRUCIARE \nCoreografia: Adriano Bolognino\nAssistente alla coreografia:Rosaria Di Maro\nMusica: Frédéric Chopin \nDurata: 25 minuti \nLa musica di Frédéric Chopin rispecchia elementi centrali del lavoro coreografico di Adriano Bolognino: imprevisti\, silenzi e pause. “Bruciare” è inteso come trasformazione: lasciare il vecchio per fare spazio al nuovo\, senza dimenticarlo. Le creazioni di Bolognino nascono da un impulso istintivo\, da un fuoco che attraversa l’artista e si alimenta costantemente. È un modo di trasformare dolori\, ansie e preoccupazioni in qualcosa di più sopportabile\, di scappare dalla realtà e bruciarla\, per assorbirne solo l’energia che non può fare del male. \nIl lavoro presentato in scena consiste in una selezione di estratti dello spettacolo completo\, originariamente andato in scena al Teatro Rossetti di Trieste con musica dal vivo. \n \nFANDAN GO! \nCoreografia: Paolo Mohovich\nMusica: Antonio Soler \nDurata: 22 minuti \nSulle celebri note del Fandango di Antonio Soler\, eseguite nella prima parte alla chitarra (La Corte) e nella seconda al clavicembalo (Il Conflitto)\, lo spettacolo descrive liberamente con ironia un ambiente del Secolo d’Oro spagnolo\, ma riproducibile ovunque: intrighi di corte\, giochi amorosi\, meccanismi di potere e conflitti. \n \nELEGIA \nCoreografia: Enrico Morelli\nMusiche: Frédéric Chopin\, Giuseppe Villarosa\nDisegno luci: Carlo Cerri\nCostumi: Nuvia Valestri\nVoce recitante: Isidora Balberini\nAssistente alla coreografia: Paolo Lauri \nDurata: 35 minuti \nPersone alla ricerca della propria strada e della propria identità\, accomunate dalla medesima inclusione in un periodo storico\, in un’epoca come quella attuale\, che porta vertigine e smarrimento. Individui che tracciano nuove traiettorie e che ricercano inedite strade per recuperare la propria rotta\, in un momento di esilio dalla normalità. Un racconto di momenti e rapporti perduti\, insieme alla ricerca\, nella propria memoria\, di immagini e paesaggi che ci erano familiari e di conforto. Un viaggio onirico per ritrovare il proprio essere ormai smarrito. Una danza corale che ci immerge in un vortice di linee e traiettorie che si incontrano e si intrecciano\, in un apparente caos primordiale fino al ritorno della quiete\, che porta in sé la scelta di abbandonarsi alla speranza ritrovata\, in vista di una nuova rinascita. Un elogio della cura\, del prestare attenzione agli altri\, amplificato dalle parole tratte dalle poesie di Mariangela Gualtieri. \n \nAGORA COACHING PROJECT \nAGORA COACHING PROJECT è un progetto annuale di perfezionamento nella danza rivolto a danzatori di età compresa fra i 18 e i 22 anni\, che ha sede a Reggio Emilia. Nato nel 2010\, è diretto da Michele Merola ed Enrico Morelli\, ed è promosso e sostenuto dalla MM Contemporary Dance Company e dal Centro Permanente Danza di Reggio Emilia. Si prefigge di formare artisti pronti ad affrontare in maniera flessibile la varietà del mercato internazionale della danza\, artisti capaci di rispondere alle richieste di diversa natura\, tecnico/stilistica\, che provengono da questo stesso mercato. Il progetto vuole offrire un ampio ventaglio di stimoli\, di carattere tecnico\, culturale e di scambio tra allievi e coreografi\, ciascuno dei quali proviene da e opera in realtà diverse tra le più interessanti del panorama internazionale. Agora infatti fa incontrare i ragazzi con affermati coreografi di orientamento stilistico diverso\, e ha visto in questi anni la presenza di tanti nomi illustri: con Michele Merola ed Enrico Morelli collaborano alla realizzazione del progetto diversi docenti\, dotati\, ciascuno\, di provata e qualificata esperienza nel settore. \n \nMICHELE MEROLA \nMichele Merola è direttore artistico della MM Contemporary Dance Company\, compagnia di danza contemporanea da lui fondata nel 1999 a Reggio Emilia. Con essa Merola ha portato sulla scena\, sia in Italia che allestero\, molte sue coreografie\, tra cui La metà dell’ombra\, vincitrice del premio Anita Bucchi nel 2010 e Bolero\, Premio Europaindanza 2017 – Premio al Merito alla coreografia. \nDal 2000 numerose sono le sue creazioni per altre compagnie\, tra cui l’Aterballetto\, il Teatro San Carlo di Napoli\, la Dominic Walsh Dance Theatre\, il Teatro Massimo di Palermo\, lo Junior Balletto di Toscana\, il Teatro Nazionale di Belgrado\, la Tanzcompagnie Landesbühnen Sachsen di Dresda\, il Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2003 vince il Concorso Internazionale di Coreografia di Hannover\, nel 2008 il Premio Positano Leonide Massine per l’Arte della Danza\, nel 2016 il Premio Giornale della Danza Award come Migliore Coreografo italiano\, nel 2018 il Premio Incontro con la Danza di Basilicata ArteDanza\, e nel 2019 il Premio Metti le ali al Talento per la carriera e la direzione artistica della MMCDC. \nDal 2010 Merola è\, con Enrico Morelli\, direttore artistico di Agora Coaching Project\, progetto di perfezionamento professionale per danzatori che ha sede a Reggio Emilia. \n \nINTERPRETI AGORA COACHING PROJECT \nRiccardo Basile\, Sara Bianchi\, Tommaso Brintazzoli\, Alisa Businaro\, Anita Campanini\, Simone Casella\, Giovanni Cennamo\, Giulia Chiletti\, Margherita Ciardi\, Alessandra Fusco\, Giulia Giannini\, Samuele Iannacchero\, Louis Franck Kamta\, Marica Lisco\, Elena Manfredini\, Nicolò Marroccu\, Linda Massai\, Sofia Oliva\, Alessia Romeo\, Paula Salinas Alvarez\, Alice Scarangelli\, Loris Schirinzi\, Gabriel Sprovieri\, Chiara Tonussi\, Claudio Tornesi\, Carolina Torrini\, Michelle Tuani\, Eva Vannini\, Camilla Veronesi \n \nINFO E BIGLIETTI \nBIGLIETTI\nIntero: 10 euro\nRidotto under 30\, scuole di danza\, Liceo Coreutico Matilde di Canossa\, over 65\, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro\nRidotto under 8: 3 euro \nACQUISTO BIGLIETTI \nI biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo \nI biglietti non sono numerati \nCONTATTI \nCell e whatsapp 3341023554 \nEmail biglietteria@aterballetto.it
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DESCRIPTION:Bucarest è la tappa finale del tour di Notte Morricone in Romania di Aterballetto.\nAterballetto arriva infine nella capitale romena per gli ultimi due spettacoli il 24 e 25 giugno 2026. \n“Io\, Ennio Morricone\, sono morto”\, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica\, invece\, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci\, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi\, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo\, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.\nNotte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo\, che solo e stordito davanti ai suoi fogli\, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.\nMarcos Morau – Regista e coreografo \n\nImpossibile descrivere Notte Morricone\, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore\, lo abbraccia con onde emotive\, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica\, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture\, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.\nMaria Luisa Buzzi – Danza&Danza \nScopri di più » \nDurata 90′\n 
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Nel 2003 vince il Concorso Internazionale di Coreografia di Hannover\, nel 2008 il Premio Positano Leonide Massine per l’Arte della Danza\, nel 2016 il Premio Giornale della Danza Award come Migliore Coreografo italiano\, nel 2018 il Premio Incontro con la Danza di Basilicata ArteDanza\, e nel 2019 il Premio Metti le ali al Talento per la carriera e la direzione artistica della MMCDC. \nDal 2010 Merola è\, con Enrico Morelli\, direttore artistico di Agora Coaching Project\, progetto di perfezionamento professionale per danzatori che ha sede a Reggio Emilia. \n \nINTERPRETI AGORA COACHING PROJECT \nRiccardo Basile\, Sara Bianchi\, Tommaso Brintazzoli\, Alisa Businaro\, Anita Campanini\, Simone Casella\, Giovanni Cennamo\, Giulia Chiletti\, Margherita Ciardi\, Alessandra Fusco\, Giulia Giannini\, Samuele Iannacchero\, Louis Franck Kamta\, Marica Lisco\, Elena Manfredini\, Nicolò Marroccu\, Linda Massai\, Sofia Oliva\, Alessia Romeo\, Paula Salinas Alvarez\, Alice Scarangelli\, Loris Schirinzi\, Gabriel Sprovieri\, Chiara Tonussi\, Claudio Tornesi\, Carolina Torrini\, Michelle Tuani\, Eva Vannini\, Camilla Veronesi \n \nINFO E BIGLIETTI \nBIGLIETTI\nIntero: 10 euro\nRidotto under 30\, scuole di danza\, Liceo Coreutico Matilde di Canossa\, over 65\, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro\nRidotto under 8: 3 euro \nACQUISTO BIGLIETTI \nI biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo \nI biglietti non sono numerati \nCONTATTI \nCell e whatsapp 3341023554 \nEmail biglietteria@aterballetto.it
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DESCRIPTION:DÉCOUVERTE: CARACALLA\nCARACALLA DANZA 2026 – SITE SPECIFIC\n\n\nVENERDÌ 26\, SABATO 27 e DOMENICA 28 GIUGNO 2026\nTre volte al giorno: alle 18:00\, alle 19:15 e alle 20:30\nDurata 50 minuti\n\n\nUna nuova creazione in site-specific\, prodotta appositamente per le Terme di Caracalla e coreografata da Diego Tortelli\, a partire dall’ormai strutturata esperienza del CCN nella creazione di percorsi performativi per spazi museali e del patrimonio\, come le MicroDanze (qui un breve video dell’edizione 2022 a Castel Sant’Angelo). \nDÉCOUVERTE: CARACALLA \nDécouverte: Caracalla è una performance dall’indubbio valore artistico e dall’alto tasso di coinvolgimento emotivo\, con danzatori e una violoncellista che attraverseranno con gruppi di visitatori/spettatori gli spazi delle Terme\, dallo specchio d’acqua al mitreo sotterraneo. Una sorta di visita guidata alle Terme di Caracalla\, tra le architetture interrotte\, i volumi mancanti\, e proprio questa assenza diventa materia. La coreografia si costruisce a partire da qui: non riempie lo spazio\, lo ascolta; non impone una forma\, si lascia attraversare da ciò che persiste; non è una ricostruzione\, ma un atto di presenza. \nEppure\, al centro di tutto\, c’era l’acqua. Un’acqua che continua a determinare la percezione dello spazio. L’acqua scorreva\, avvolgeva\, rifletteva\, amplificava i suoni e i corpi. Era materia viva\, instabile\, impossibile da trattenere. In questo lavoro l’acqua non viene rappresentata\, ma evocata: nei flussi del movimento\, nelle transizioni\, nella qualità del tempo. È una presenza\, una forza che ha lasciato tracce senza lasciare forma. All’origine\, il percorso termale era un rituale preciso\, quasi una partitura del corpo. Guardato con occhi contemporanei\, rivela una struttura sorprendentemente coreografica: un passaggio continuo tra attivazione\, espansione\, intensità\, rilascio\, shock ed equilibrio. \nIn Découverte: Caracalla questa sequenza viene incarnata. Attraversa i corpi e gli spazi come un principio interno\, come una memoria che agisce senza bisogno di essere dichiarata. I performer abitano lo spazio come presenze intermittenti\, mai del tutto stabili. Non costruiscono immagini\, ma attivano relazioni: tra corpo e rovina\, tra calore e pietra\, tra memoria e presente. \nDécouverte: Caracalla uno stato\, un tempo sospeso\, il corpo come strumento di percezione. L’intenzione è quella di attivare una contemplazione che non sia distante o puramente visiva\, ma profondamente incarnata. Lo spettatore non è chiamato a osservare una storia\, ma a entrare in una condizione sensoriale\, in cui il passato non viene rappresentato\, ma riemerge come eco fisica\, come temperatura che ancora si avverte senza poterne più individuare l’origine. \nCrediti \nCoreografia e messa in scena Diego Tortelli \nCostumi Diego Tortelli \nVioloncellista Daniela Savoldi \nDanzatori CCN/Aterballetto: Veronica Biondini\, Edoardo Brovardi\, Matteo Capetola\, Matilde Di Ciolo\, Vittoria Franchina\, Julien Guibourg\, Clément Haenen \nAllievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato
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DESCRIPTION:IMPROMPTUS\nCARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA\n\n\nMARTEDÌ 30 GIUGNO 2026\nInizio ore 20:30\nDurata 50 minuti\n\n\n\nNel 2025 il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni hanno dato vita al progetto Impromptus. Arie\, danze e improvvisazioni\, dove danza e musica si incontrano\, si intrecciano e si trasformano in performance inedite. La volontà è quella di creare uno spazio creativo in cui coreografi e musicisti lavorino fianco a fianco\, dando forma a opere che nascono dall’improvvisazione e dalla reciproca ispirazione. \nL’obiettivo del progetto è di esplorare nuovi modi di interazione tra movimento\, suono e spazio\, favorendo una relazione fluida e spontanea tra le discipline. Danzatori e musicisti attraverso la sperimentazione artistica si spingono oltre i confini tradizionali della composizione\, creando brevi performance che esprimano l’intensità di questo incontro. \n\n\n\n\n\nCREDITI\nDanzatori: Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola \nMusicisti: Simone Zanchini (fisarmonica) e Michele Rabbia (percussioni) \n\n\n\n\n 
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SUMMARY:PRELUDIO / AN ECHO\, A WAVE / BLISS. Caracalla Danza 2026
DESCRIPTION:PRELUDIO DI DIEGO TORTELLI\nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ\nBLISS DI JOHAN INGER\nCARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA\n\nVENERDÌ 3\, SABATO 4 e DOMENICA 5 LUGLIO 2026\nInizio ore 20:30\nDurata complessiva 60 minuti\n\nPRELUDIO DI DIEGO TORTELLI \nCreazione per 5 interpreti\, Preludio è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave\, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. \nIn questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore\, il “credo”\, la dipendenza\, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia\, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. \nIn uno dei suoi brani ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: Mah Sanctum (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena. \nPreludio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \nDiego Tortelli \nCrediti\nCoreografia: Diego Tortelli \nMusica: Nick Cave \nAssistente alla coreografia: Casia Vengoechea \nPer 5 danzatori \nDurata 16 minuti \nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. \nSul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. \nQuelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano il mare da sempre. \nGuardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. \nCrediti\nCoreografia di Philippe Kratz \nSound Designer Tommaso Michelini \nPer due danzatori \nDurata 10 minuti \nBLISS DI JOHAN INGER \nBLISS è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto che ha sempre ammaliato il pubblico in ogni parte del mondo. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo\, in occasione del suo 10° anniversario dal debutto nel 2016. \nIl punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett\, che\, oltre che il sottoscritto\, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. \nIl mio compito\, insieme a quello dei danzatori\, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi\, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. \nOggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro\, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e\, insieme\, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. \nQuindi eccoci qui\, tutti quanti\, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principianti” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro. \nJohan Inger \nCrediti\nCoreografia Johan Inger \nMusica Keith Jarrett \nScene Johan Inger \nCostumi Johan Inger e Francesca Messori \nAssistente alla coreografia Yvan Dubreuil \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nPremio Danza&Danza 2016 “Produzione italiana dell’anno” \nPer tutta la compagnia \nDurata 27 minuti
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Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. \nIn uno dei suoi brani ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: Mah Sanctum (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena. \nPreludio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \nDiego Tortelli \nCrediti\nCoreografia: Diego Tortelli \nMusica: Nick Cave \nAssistente alla coreografia: Casia Vengoechea \nPer 5 danzatori \nDurata 16 minuti \nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. 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SUMMARY:PRELUDIO / AN ECHO\, A WAVE / BLISS. Caracalla Danza 2026
DESCRIPTION:PRELUDIO DI DIEGO TORTELLI\nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ\nBLISS DI JOHAN INGER\nCARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA\n\nVENERDÌ 3\, SABATO 4 e DOMENICA 5 LUGLIO 2026\nInizio ore 20:30\nDurata complessiva 60 minuti\n\nPRELUDIO DI DIEGO TORTELLI \nCreazione per 5 interpreti\, Preludio è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave\, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. \nIn questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore\, il “credo”\, la dipendenza\, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia\, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro\, a un concerto\, a un museo\, per comprendere\, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi\, per analizzare noi stessi. \nIn uno dei suoi brani ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: Mah Sanctum (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”\, credo nella sua fragilità e forza\, nel suo limite e nella sua espansione\, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione\, credo nella sua contemporaneità\, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni\, compulsioni\, dipendenze\, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne\, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena. \nPreludio è la mia preghiera profana\, la mia lettera d’amore al corpo\, il mio credo di oggi. \nDiego Tortelli \nCrediti\nCoreografia: Diego Tortelli \nMusica: Nick Cave \nAssistente alla coreografia: Casia Vengoechea \nPer 5 danzatori \nDurata 16 minuti \nAN ECHO\, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ \nProbabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita\, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri\, quanto piccoli e limitati\, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia\, di sogni e promesse\, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza\, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. \nSul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti\, ispirate da scoperte\, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze\, tragedie insopportabili e straordinari incontri. \nQuelle onde hanno attraversato la storia\, sono sempre state occasioni di partenze\, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano il mare da sempre. \nGuardando il fluire del movimento di un danzatore\, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi\, emozioni contrastanti\, vicinanza e distanza. \nCrediti\nCoreografia di Philippe Kratz \nSound Designer Tommaso Michelini \nPer due danzatori \nDurata 10 minuti \nBLISS DI JOHAN INGER \nBLISS è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto che ha sempre ammaliato il pubblico in ogni parte del mondo. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo\, in occasione del suo 10° anniversario dal debutto nel 2016. \nIl punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett\, che\, oltre che il sottoscritto\, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. \nIl mio compito\, insieme a quello dei danzatori\, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi\, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. \nOggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro\, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e\, insieme\, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. \nQuindi eccoci qui\, tutti quanti\, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principianti” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro. \nJohan Inger \nCrediti\nCoreografia Johan Inger \nMusica Keith Jarrett \nScene Johan Inger \nCostumi Johan Inger e Francesca Messori \nAssistente alla coreografia Yvan Dubreuil \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nPremio Danza&Danza 2016 “Produzione italiana dell’anno” \nPer tutta la compagnia \nDurata 27 minuti
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SUMMARY:Rhapsody in blue / An Echo\, A Wave / Reconciliatio / Solo Echo
DESCRIPTION:Aterballetto è a Fürstenfeldbruck\, in Germania\, il 9 luglio 2026.\nIl CCN/Aterballetto propone un vero e proprio concerto in danza. Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich è una coreografia divertente\, vivace\, come l’omonimo brano di Gershwin. In An echo\, a wave di Philippe Kratz il fluire dei movimento dei due danzatori richiama il moto del mare. Reconciliatio è un delicato passo a due femminile di Angelin Preljocaj sulle note del Chiaro di luna di Beethoven. Solo Echo di Crystal Pite\, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms\, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. \n\n\n 
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SUMMARY:Il Combattimento di Tancredi e Clorinda e Eppur si muove
DESCRIPTION:Il Combattimento di Tancredi e Clorinda è all’Haydn’s Summer 2026\nCastello del Buonconsiglio – Trento\, lunedì 13 luglio 2026 ore 18.30 e 20.00 \nIl Combattimento di Tancredi e Clorinda sarà ospitato all’Haydn’s Summer 2026 in doppia replica lunedì 13 luglio alle ore 18.30 e alle ore 20.00. Lo spettacolo sarà accompagnato dalla MicroDanza di Francesca Lattuada Eppur si muove. \n  \n\nIl tema dell’amore travolto dalla guerra e dalla morte\, ispirato alla vicenda di Tancredi e Clorinda raccontata da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata e messa in musica da Claudio Monteverdi (1624)\, conserva un’attualità sorprendente. Il CCN/Aterballetto interpreta questa eredità attraverso la danza\, suo linguaggio privilegiato per restituire l’intensità e la drammaticità dell’opera\, con una performance  firmata da Fabio Cherstich e Philippe Kratz\, interpretata dai danzatori Alessia Giacomelli e Kiran Gezels\, dal controtenore Nicolò Balducci\, dal violinista Stefano Ferrario\, dal violoncellista Luca Pasqual e dal clavicembalista Francesco Luigi Trivisano. \nCREDITI \nRegia e visual: FABIO CHERSTICH\nCoreografia e movimenti scenici: PHILIPPE KRATZ\nMusica: IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA di CLAUDIO MONTEVERDI\nDanzatori: ALESSIA GIACOMELLI\, KIRAN GEZELS\nCantante: NICOLÒ BALDUCCI\nViolino: STEFANO FERRARIO\nVioloncello: LUCA PASQUAL\nClavicembalo: FRANCESCO LUIGI TRIVISANO \nCoproduzione: FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO\, TEATRO REGIO DI PARMA / FESTIVAL VERDI\, TORINODANZA FESTIVAL – TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE\, GHISLIERIMUSICA – CENTRO DI MUSICA ANTICA \nNato a settembre 2024\, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda è un progetto per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e nei luoghi della cultura promosso dalla Direzione generale Musei e cofinanziato della Direzione generale Spettacolo. \nPer la realizzazione del progetto\, i Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria – e in particolare il Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto – hanno istituito\, con il supporto della Direzione generale Musei\, un partenariato condiviso da altri cinque importanti luoghi della cultura: Villa Pisani a Stra\, il Castello e Parco di Racconigi\, il Castello Svevo di Bari\, la Certosa di San Martino a Napoli e il Parco archeologico di Venosa; a questi si è aggiunto Castel Sant’Angelo a Roma\, che ha ospitato l’iniziativa nell’ambito della rassegna estiva Sotto l’angelo di Castello 2024. \n \n  \nIl progetto si inserisce all’interno di Italia Danza\, coprogettazione a cura di Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Maeci e CCN/Aterballetto per la promozione del patrimonio artistico italiano all’estero. \nEPPUR SI MUOVE \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDanzatore Vittoria Franchina \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, una danzatrice si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \n\n 
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SUMMARY:Il Combattimento di Tancredi e Clorinda e Eppur si muove
DESCRIPTION:Il Combattimento di Tancredi e Clorinda è all’Haydn’s Summer 2026\nCastel Thun – Vigo di Ton\, martedì 14 luglio 2026 ore 18.30 e 20.00 \nIl Combattimento di Tancredi e Clorinda sarà ospitato all’Haydn’s Summer 2026 in doppia replica martedì 14 luglio alle 0re 18.30 e alle ore 20.00. Lo spettacolo sarà accompagnato dalla Microdanza di Francesca Lattuada Eppur si muove. \n  \n\nIl tema dell’amore travolto dalla guerra e dalla morte\, ispirato alla vicenda di Tancredi e Clorinda raccontata da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata e messa in musica da Claudio Monteverdi (1624)\, conserva un’attualità sorprendente. Il CCN/Aterballetto interpreta questa eredità attraverso la danza\, suo linguaggio privilegiato per restituire l’intensità e la drammaticità dell’opera\, con una performance  firmata da Fabio Cherstich e Philippe Kratz\, interpretata dai danzatori Alessia Giacomelli e Kiran Gezels\, dal controtenore Nicolò Balducci\, dal violinista Stefano Ferrario\, dal violoncellista Luca Pasqual e dal clavicembalista Francesco Luigi Trivisano. \nCREDITI \nRegia e visual: FABIO CHERSTICH\nCoreografia e movimenti scenici: PHILIPPE KRATZ\nMusica: IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA di CLAUDIO MONTEVERDI\nDanzatori: ALESSIA GIACOMELLI\, KIRAN GEZELS\nCantante: NICOLÒ BALDUCCI\nViolino: STEFANO FERRARIO\nVioloncello: LUCA PASQUAL\nClavicembalo: FRANCESCO LUIGI TRIVISANO \nCoproduzione: FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO\, TEATRO REGIO DI PARMA / FESTIVAL VERDI\, TORINODANZA FESTIVAL – TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE\, GHISLIERIMUSICA – CENTRO DI MUSICA ANTICA \nNato a settembre 2024\, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda è un progetto per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e nei luoghi della cultura promosso dalla Direzione generale Musei e cofinanziato della Direzione generale Spettacolo. \nPer la realizzazione del progetto\, i Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria – e in particolare il Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto – hanno istituito\, con il supporto della Direzione generale Musei\, un partenariato condiviso da altri cinque importanti luoghi della cultura: Villa Pisani a Stra\, il Castello e Parco di Racconigi\, il Castello Svevo di Bari\, la Certosa di San Martino a Napoli e il Parco archeologico di Venosa; a questi si è aggiunto Castel Sant’Angelo a Roma\, che ha ospitato l’iniziativa nell’ambito della rassegna estiva Sotto l’angelo di Castello 2024. \n \n  \nIl progetto si inserisce all’interno di Italia Danza\, coprogettazione a cura di Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Maeci e CCN/Aterballetto per la promozione del patrimonio artistico italiano all’estero. \nEPPUR SI MUOVE \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDanzatore Vittoria Franchina \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \n\n 
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DESCRIPTION:Il Combattimento di Tancredi e Clorinda è al Bolzanodanza 2026\nCastel Mareccio – Bolzano\, giovedì 16 luglio 2026 ore 17.30 \nNella cornice del Bolzanodanza giovedì 16 luglio alle ore 17.30 sarà ospitato Il Combattimento di Tancredi e Clorinda. Sempre in questa occasione verranno presentate anche alcune microdanze: Soft P. di Diego Tortelli\, Terra Piccola di Antonella Bertoni ed Eppur si muove di Francesca Lattuada. \n\nIl tema dell’amore travolto dalla guerra e dalla morte\, ispirato alla vicenda di Tancredi e Clorinda raccontata da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata e messa in musica da Claudio Monteverdi (1624)\, conserva un’attualità sorprendente. Il CCN/Aterballetto interpreta questa eredità attraverso la danza\, suo linguaggio privilegiato per restituire l’intensità e la drammaticità dell’opera\, con una performance  firmata da Fabio Cherstich e Philippe Kratz\, interpretata dai danzatori Alessia Giacomelli e Kiran Gezels\, dal controtenore Nicolò Balducci\, dal violinista Stefano Ferrario\, dal violoncellista Luca Pasqual e dal clavicembalista Francesco Luigi Trivisano. \nCREDITI \nRegia e visual: FABIO CHERSTICH\nCoreografia e movimenti scenici: PHILIPPE KRATZ\nMusica: IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA di CLAUDIO MONTEVERDI\nDanzatori: ALESSIA GIACOMELLI\, KIRAN GEZELS\nCantante: NICOLÒ BALDUCCI\nViolino: STEFANO FERRARIO\nVioloncello: LUCA PASQUAL\nClavicembalo: FRANCESCO LUIGI TRIVISANO \nCoproduzione: FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO\, TEATRO REGIO DI PARMA / FESTIVAL VERDI\, TORINODANZA FESTIVAL – TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE\, GHISLIERIMUSICA – CENTRO DI MUSICA ANTICA \nNato a settembre 2024\, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda è un progetto per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e nei luoghi della cultura promosso dalla Direzione generale Musei e cofinanziato della Direzione generale Spettacolo. \nPer la realizzazione del progetto\, i Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria – e in particolare il Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto – hanno istituito\, con il supporto della Direzione generale Musei\, un partenariato condiviso da altri cinque importanti luoghi della cultura: Villa Pisani a Stra\, il Castello e Parco di Racconigi\, il Castello Svevo di Bari\, la Certosa di San Martino a Napoli e il Parco archeologico di Venosa; a questi si è aggiunto Castel Sant’Angelo a Roma\, che ha ospitato l’iniziativa nell’ambito della rassegna estiva Sotto l’angelo di Castello 2024. \n \n  \nIl progetto si inserisce all’interno di Italia Danza\, coprogettazione a cura di Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Maeci e CCN/Aterballetto per la promozione del patrimonio artistico italiano all’estero. \nSOFT P. \nCoreografia Diego Tortelli\nMusica Tindersticks\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 6 minuti / due danzatori \nÈ una danza pensata per abitare spazi sempre diversi\, luoghi non concepiti per accoglierla\, ma che vengono trasformati dalla sua presenza. La sensualità diventa il dispositivo attraverso cui questi spazi vengono attraversati e resi abitabili. \nNel farsi osservare e nell’osservare si genera una tensione emotiva sottile\, condivisa\, fatta di rispetto e vulnerabilità reciproca. Una prossimità che non invade\, ma sfiora. \nTERRA PICCOLA \nCoreografia di Antonella Bertoni\nMusica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta. \nEPPUR SI MUOVE \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDanzatore Clément Haenen \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \n\n 
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SUMMARY:MicroDanze
DESCRIPTION:CCNAterballetto -Terra Piccola – ph. Claudio Montanari \nLe MicroDanze a Entroterre Festival\nGiardino della Rocca – Bertinoro (FC)\, domenica 26 luglio 2026 ore 18.30 / ore 19.30 / ore 20.30 \nDomenica 26 luglio Entroterre Festival accoglie 4 MicroDanze: An Echo\, a Wave di Philippe Kratz\, A Gig di Diego Tortelli\, Eppur si muove di Francesca Lattuada e Terra Piccola di Antonella Bertoni. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nAN ECHO\, A WAVE \n \nCoreografia di Philippe Kratz\nSound Designer Tommaso Michelini\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUn duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri\, partenze e trasformazioni\, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia\, vicinanza e distanza. \nA GIG \n \nCoreografia Diego Tortelli\nCostumi Diego Tortelli\nRealizzazione costumi Nuvia Valestri\nMusica Atom TM\, Son Lux\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUn GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci. \nIn “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo\, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile\, le vibrazioni e l’intensità della band. \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nTERRA PICCOLA \n \nCoreografia di Antonella Bertoni\nMusica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta. \n\n 
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DESCRIPTION:Le MicroDanze al Verdi Off del Teatro Regio di Parma\nVenerdì 9 e domenica 11 ottobre 2026 ore 21.00 \nIl Verdi Off Festival del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 7 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono Terra Piccola di Antonella Bertoni\, Afterimage di Philippe Kratz\, Eppur si muove di Francesca Lattuada\, Platform02 di Ina Lesnakowski\, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e A Gig di Diego Tortelli. La settima MicroDanza è una prima assoluta creata per il Verdi off\, firmata dalla coreografa Dunja Jocić\, The Great Silence. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nTERRA PICCOLA \n \nCoreografia di Antonella Bertoni\nMusica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta \nAFTERIMAGE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi  \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nA GIG \n \nCoreografia Diego Tortelli\nCostumi Diego Tortelli\nRealizzazione costumi Nuvia Valestri\nMusica Atom TM\, Son Lux\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUn GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci. \nIn “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo\, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile\, le vibrazioni e l’intensità della band. \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
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Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta \nAFTERIMAGE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. 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Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nA GIG \n \nCoreografia Diego Tortelli\nCostumi Diego Tortelli\nRealizzazione costumi Nuvia Valestri\nMusica Atom TM\, Son Lux\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUn GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci. \nIn “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo\, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile\, le vibrazioni e l’intensità della band. \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
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L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nTERRA PICCOLA \n \nCoreografia di Antonella Bertoni\nMusica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta \nAFTERIMAGE \n \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nA GIG \n \nCoreografia Diego Tortelli\nCostumi Diego Tortelli\nRealizzazione costumi Nuvia Valestri\nMusica Atom TM\, Son Lux\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUn GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci. \nIn “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo\, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile\, le vibrazioni e l’intensità della band. \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nAN ECHO\, A WAVE \n \nCoreografia di Philippe Kratz\nSound Designer Tommaso Michelini\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUn duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri\, partenze e trasformazioni\, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia\, vicinanza e distanza. \n\n 
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L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nTERRA PICCOLA \n \nCoreografia di Antonella Bertoni\nMusica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta \nAFTERIMAGE \n \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nA GIG \n \nCoreografia Diego Tortelli\nCostumi Diego Tortelli\nRealizzazione costumi Nuvia Valestri\nMusica Atom TM\, Son Lux\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUn GIG è un numero di apertura o di chiusura. 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SUMMARY:NOTTE MORRICONE
DESCRIPTION:Il 28 e 29 novembre il CCN/Aterballetto danza Notte Morricone nella stagione del Teatro Comunale di Bologna\, per la prima volta in Italia accompagnato dall’orchestra. \nIl 28 e 29 novembre 2026\, al Teatro EuropAuditorium di Bologna\, Aterballetto presenta l’omaggio alla musica di Ennio Morricone all’interno della stagione danza del Teatro Comunale di Bologna. Per la prima volta in Italia queste due repliche sono suonate dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la bacchetta del Maestro Maurizio Billi. \n“Io\, Ennio Morricone\, sono morto”\, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica\, invece\, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci\, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi\, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo\, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.\nNotte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo\, che solo e stordito davanti ai suoi fogli\, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.\nMarcos Morau – Regista e coreografo \n\nImpossibile descrivere Notte Morricone\, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore\, lo abbraccia con onde emotive\, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica\, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture\, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.\nMaria Luisa Buzzi – Danza&Danza \nScopri di più » \nDurata 90′\n 
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DESCRIPTION:Il 28 e 29 novembre il CCN/Aterballetto danza Notte Morricone nella stagione del Teatro Comunale di Bologna\, per la prima volta in Italia accompagnato dall’orchestra. \nIl 28 e 29 novembre 2026\, al Teatro EuropAuditorium di Bologna\, Aterballetto presenta l’omaggio alla musica di Ennio Morricone all’interno della stagione danza del Teatro Comunale di Bologna. Per la prima volta in Italia queste due repliche sono suonate dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la bacchetta del Maestro Maurizio Billi. \n“Io\, Ennio Morricone\, sono morto”\, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica\, invece\, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci\, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi\, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo\, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.\nNotte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo\, che solo e stordito davanti ai suoi fogli\, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.\nMarcos Morau – Regista e coreografo \n\nImpossibile descrivere Notte Morricone\, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore\, lo abbraccia con onde emotive\, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica\, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture\, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.\nMaria Luisa Buzzi – Danza&Danza \nScopri di più » \nDurata 90′\n 
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DESCRIPTION:Il CCN/Aterballetto danza Notte Morricone al Grand Théâtre Massenet di Saint-Étienne il 5 dicembre 2026. \n“Io\, Ennio Morricone\, sono morto”\, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica\, invece\, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci\, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi\, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo\, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.\nNotte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo\, che solo e stordito davanti ai suoi fogli\, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.\nMarcos Morau – Regista e coreografo \n\nImpossibile descrivere Notte Morricone\, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore\, lo abbraccia con onde emotive\, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica\, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture\, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.\nMaria Luisa Buzzi – Danza&Danza \nScopri di più » \nDurata 90′\n 
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LOCATION:Grand Théâtre Massenet\, 16 All. Shakespeare\, Saint-Étienne\, 42100\, France
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SUMMARY:Rhapsody in blue / An Echo\, A Wave / Reconciliatio / Solo Echo
DESCRIPTION:Il CCN/Aterballetto danza a Fulda\, in Germania\, il 3 febbraio 2027.\nIl CCN/Aterballetto propone un vero e proprio concerto in danza. Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich è una coreografia divertente\, vivace\, come l’omonimo brano di Gershwin. In An echo\, a wave di Philippe Kratz il fluire dei movimento dei due danzatori richiama il moto del mare. Reconciliatio è un delicato passo a due femminile di Angelin Preljocaj sulle note del Chiaro di luna di Beethoven. Solo Echo di Crystal Pite\, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms\, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. \n\n\n 
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DESCRIPTION:Aterballetto è al Teatro Fraschini di Pavia il 13 febbraio 2026.\nIl CCN/Aterballetto propone un vero e proprio concerto in danza. Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich è una coreografia divertente\, vivace\, come l’omonimo brano di Gershwin. In An echo\, a wave di Philippe Kratz il fluire dei movimento dei due danzatori richiama il moto del mare. Reconciliatio è un delicato passo a due femminile di Angelin Preljocaj sulle note del Chiaro di luna di Beethoven. Solo Echo di Crystal Pite\, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms\, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. \n\n\n 
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LOCATION:Teatro Fraschini\, Corso Strada Nuova\, 136\, Pavia\, Italia
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DESCRIPTION:Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Colonia il 20 e 21 febbraio 2026.\n“Io\, Ennio Morricone\, sono morto”\, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica\, invece\, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci\, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi\, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo\, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.\nNotte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo\, che solo e stordito davanti ai suoi fogli\, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.\nMarcos Morau – Regista e coreografo \n\nImpossibile descrivere Notte Morricone\, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore\, lo abbraccia con onde emotive\, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica\, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture\, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.\nMaria Luisa Buzzi – Danza&Danza \nScopri di più » \nDurata 90′\n 
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DESCRIPTION:Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Colonia il 20 e 21 febbraio 2026.\n“Io\, Ennio Morricone\, sono morto”\, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica\, invece\, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci\, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi\, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo\, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.\nNotte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo\, che solo e stordito davanti ai suoi fogli\, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.\nMarcos Morau – Regista e coreografo \n\nImpossibile descrivere Notte Morricone\, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore\, lo abbraccia con onde emotive\, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica\, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture\, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.\nMaria Luisa Buzzi – Danza&Danza \nScopri di più » \nDurata 90′\n 
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SUMMARY:Solo Echo / Rhapsody in blue / Glory Hall
DESCRIPTION:Aterballetto danza a Aix-en-Provence il 5\, 6 e 7 marzo 2027.\nIn scena Solo Echo di Crystal Pite che\, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms\, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. A seguire Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich\, coreografia divertente\, vivace\, come l’omonimo brano di Gershwin. L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli\, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
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DESCRIPTION:Aterballetto danza a Aix-en-Provence il 5\, 6 e 7 marzo 2027.\nIn scena Solo Echo di Crystal Pite che\, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms\, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. A seguire Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich\, coreografia divertente\, vivace\, come l’omonimo brano di Gershwin. L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli\, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
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LOCATION:Grand Théâtre de Provence\, 380 Av. Max Juvénal\, Aix-en-Provence\, 13100\, France
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