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SUMMARY:CENERI - prova aperta
DESCRIPTION:Lunedì 5 ottobre\, alle 18.00\, il pubblico della Fonderia potrà incontrare il coreografo e assistere alla preparazione di Ceneri\, nuova creazione di Marcos Morau che debutterà a novembre al Teatro Valli di Reggio Emilia nella cornice del Festival Aperto. \nLe prove aperte sono momenti unici in cui è possibile assistere alla realizzazione di uno spettacolo\, dialogare con gli artisti e sorprendersi con l’arte della danza: un’occasione speciale che lascia entrare il pubblico nella routine quotidiana dei danzatori e dei coreografi. \n 
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SUMMARY:Dream Team
DESCRIPTION:Gauthier Dance Juniors apre la stagione autunnale in Fonderia con Dream Team.\nGiovedì 8 ottobre ore 20.30 / Venerdì 9 ottobre ore 20.30 \nSei giovani danzatori\, sei coreografi internazionali\, sei universi artistici: Dream Team è il nuovo spettacolo di Gauthier Dance JUNIORS//Theaterhaus Stuttgart\, la giovane compagnia fondata da Eric Gauthier per dare spazio alla nuova generazione della danza e accompagnarla nel suo percorso artistico e professionale. \nDal dinamismo di Lickety-Split di Alejandro Cerrudo alla travolgente FURIA di Marco Goecke\, dalla rilettura del Boléro di Ohad Naharin alla fisicità di Aszure Barton\, fino alle interpretazioni di Mauro de Candia e Virginie Brunelle\, il programma attraversa linguaggi\, atmosfere e visioni profondamente diverse. Un Dream Team nel senso più autentico del termine dove giovani interpreti sono chiamati a misurarsi con alcuni dei nomi più interessanti della coreografia contemporanea internazionale. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. High Moon – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. FURIA – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. La morte del cigno – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. Bolero – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. Lascilo Perdere / Duet – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. Lickety Split- Ph. Jeanette Bak\n				\n		\n\nCREDITI \nAlejandro Cerrudo: Lickety-Split\nCoreografia: Alejandro Cerrudo\nAssistente del coreografo: Pablo Piantino\nMusica: Devendra Banhart\nCostumi: Alejandro Cerrudo\, Rebecca Shouse\nDisegno luci: Ryan O‘Gara\nPrima mondiale: Hubbard Street Dance Chicago\, Harris Theater for Music and Dance\, Chicago-IL\, 27.09.2006 \nNonostante il titolo\, Lickety-Split si presenta come un lavoro piuttosto rilassato e\, soprattutto\, molto umano e ironico. Sulle note ipnotiche del cantautore indie californiano Devendra Banhart\, Alejandro Cerrudo\, all’epoca coreografo residente della Hubbard Street Dance Company di Chicago\, mette in scena l’incontro di tre coppie: molto sensuale\, raffinato e con una vena leggermente eccentrica. \nEd è proprio il rapporto tangibile tra le tre coppie a far sì che questo lavoro rimanga nella memoria molto tempo dopo la fine dello spettacolo. Il critico di danza britannico David Mead lo ha definito così nella sua recensione: «una connessione lì\, visibile a tutti». \nMarco Goecke: FURIA (for Gudrun)\nCoreografia: Marco Goecke\nMusica: Jakob David Rattinger\, Lina Tur Bonet & Musica Narrans – Folia Variations (After M. Marais & A. Corelli)\nDisegno luci: Marco Goecke & Ludovico Pace\nCostumi: Michaela Springer\nDirezione delle prove: Ludovico Pace\nPrima mondiale: Theaterhaus Stuttgart\, 23.01.2026 \nMarco Goecke ha dedicato la sua prima mondiale alla costumista e cofondatrice del Theaterhaus Stuttgart Gudrun Schretzmeier\, scomparsa nel settembre 2025. \nCreata nell’arco di un estenuante periodo di prove di soli sei giorni\, FURIA rappresenta un tentativo di catturare il tempo. Come modello musicale\, il coreografo\, artista residente di lunga data di Gauthier Dance\, ha scelto le variazioni barocche della Folia di Marin Marais e Arcangelo Corelli: due composizioni appartenenti a un’epoca artisticamente ossessionata dalla natura fugace del tempo. \n«Dovete lottare per il tempo che passa»\, ha detto il coreografo ai danzatori durante le prove\, «lottare per trattenere il tempo\, anche quando vi rendete conto che sta scorrendo via». \nOhad Naharin: B/olero\nCoreografia: Ohad Naharin\nMusica: arrangiamento di Isao Tomita del Boléro di Maurice Ravel\nDisegno luci: Avi Yona (Bambi) Bueno\nCostumi: Eri Nakamura\nRiallestimento: Rachael Osborne e Ian Robinson \nÈ difficile pensare a un brano musicale che sia stato tradotto in danza così spesso\, in modi tanto diversi e creativi\, quanto il Boléro di Maurice Ravel. Anche Ohad Naharin si è lasciato ispirare da questo brano iconico\, ma a modo suo… \nNon solo il titolo B/olero contiene una barra\, ma il «Padrino della Gaga» ha scelto anche un arrangiamento per sintetizzatore del compositore giapponese Isao Tomita. \nAszure Barton: Lascilo Perdere / Duet\nCoreografia: Aszure Barton\nMusica: Antonio Vivaldi – Cum dederit (Andante) da Nisi Dominus (Salmo 126)\, R.608\nCostumi: Deanna Berg MacLean\nRiallestimento: Tobin Del Cuore \nLascilo Perdere / Duet fa parte di un lavoro della durata di un’intera serata\, originariamente creato da Aszure Barton & Artists e presentato per la prima volta al Joyce SoHo nel 2005. \nCon il suo pas de deux tratto da Lascilo Perdere (A Journey of Letting Go)\, originariamente creato per la sua compagnia AB&A nel 2005\, Aszure Barton potrebbe aver stabilito un record per il momento di bacio più lungo e audace mai visto in un’opera di danza. \nPer tutta la durata dell’ipnotico Nisi Dominus – Cum Dederit di Antonio Vivaldi\, la nuova artista residente avvolge una coppia in una prova fisica quasi impossibile. Vivaldi non era mai stato certamente tradotto nella danza in questo modo! \nMauro de Candia: La morte del Cigno\nCoreografia\, luci e costumi: Mauro de Candia\nMusica: Camille Saint-Saëns – Le Cygne da Le Carnaval des animaux\nPrima mondiale: GBM Giovane Balletto Mediterrano\, Teatro Guglielmi\, Massa (Italia)\, 5 gennaio 2009 \nOriginariamente creato nel 1905 per la prima ballerina Anna Pavlova\, l’assolo di Michel Fokine sulla musica sognante di Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns è diventato l’emblema del balletto classico. \nCon La morte del Cigno\, il coreografo italiano Mauro de Candia propone una visione radicalmente nuova di questo lavoro iconico. Nella sua interpretazione\, il cigno morente non è impersonato da una delicata ballerina in tutù\, bensì da un danzatore uomo. Senza piume bianche\, quasi nudo\, fiero e ribelle persino nella morte. \nVirginie Brunelle: High Moon\nCoreografia e costumi: Virginie Brunelle\nAssistente della coreografa: Sophie Breton\nComposizione: Laurier Rajotte\nDisegno luci: Mario Daszenies\nPrima mondiale: Theaterhaus Stuttgart\, 23.01.2025 \nVirginie Brunelle è considerata una delle grandi promesse della danza canadese e anche Eric Gauthier attinge regolarmente al talento della sua connazionale. High Moon è la sua terza creazione per la compagnia ed è diventata uno dei maggiori successi dei JUNIORS: una coreografia giovane e dinamica senza compromessi\, dall’atmosfera da club e accompagnata dalle musiche originali di Laurier Rajotte\, ispirate al Boléro di Maurice Ravel. \nIl critico di danza della Stuttgarter Zeitung ha scritto: «Quadri viventi si dissolvono nella nebbia; i movimenti selvaggi e scattanti sulle battute techno fanno danzare le giacche oversize\, il dream team rimbalza e ondeggia letteralmente come in trance. Il pubblico era incantato. Una standing ovation!» \nGauthier Dance Juniors \nGauthier Dance JUNIORS//Theaterhaus Stuttgart\, nato nel gennaio 2022 per iniziativa di Eric Gauthier\, è un progetto che offre a bambini e ragazzi occasioni di movimento e socialità e\, al tempo stesso\, crea nuove opportunità di formazione e crescita professionale per i giovani danzatori. L’impegno dei JUNIORS non si limita però all’attività educativa: la compagnia offre ai giovani danzatori un percorso di crescita artistica e professionale. Nel gennaio 2024 è andato in scena RENAISSANCE\, il primo spettacolo interamente prodotto dai JUNIORS\, con nuove creazioni di Rena Butler e Barak Marshall e coreografie di Sharon Eyal\, Andonis Foniadakis e Marco Goecke\, oltre a un cortometraggio di Eric Gauthier. Nella stagione 2024/25 la compagnia ha presentato due produzioni\, tra cui Dream Team\, con prime mondiali di Virginie Brunelle e Barak Marshall\, lavori di Alejandro Cerrudo e Nacho Duato e un podcast di Eric Gauthier. Nel luglio 2025\, Barker di Barak Marshall è diventato uno dei grandi successi del COLOURS International Dance Festival e\, dalla stagione 2025/26\, è stato adattato anche in un formato mobile destinato alle scuole. La stampa ha accolto con entusiasmo il percorso dei JUNIORS\, sottolineando la qualità dei giovani danzatori\, la varietà e la forza dei programmi e definendo l’esperienza «un promettente inizio per una giovane compagnia di cui\, auspicabilmente\, sentiremo e vedremo ancora molto». \nSono bastati pochi anni a Eric Gauthier per passare da carismatico solista dello Stuttgart Ballet a coreografo di fama internazionale e direttore artistico di una delle compagnie di danza di maggior successo in Germania. Grazie anche alle sue straordinarie capacità di networking\, coreografi di fama mondiale e talenti da ogni parte del mondo collaborano regolarmente con Gauthier Dance\, tra cui gli artisti residenti Marco Goecke\, Hofesh Shechter\, Barak Marshall e Aszure Barton. Le creazioni di Gauthier sono entrate nel repertorio di importanti compagnie internazionali\, tra cui lo Staatsballett Berlin\, lo Stuttgart Ballet\, lo Scapino Ballet Rotterdam\, l’Het Nationale Ballet Amsterdam e il Ballet Nacional de Cuba. Le sue ironiche parodie del mondo della danza Ballet 101\, Ballet 102 e ABC sono diventate successi internazionali. Gauthier si è inoltre cimentato in altri generi artistici\, realizzando coreografie per spettacoli teatrali\, videoclip musicali\, cinema e grandi produzioni come ARISE al Friedrichstadtpalast di Berlino. Nel 2023 ha debuttato alla regia con La Fest\, commissionato dalla Staatsoper Stuttgart\, mentre come conduttore ed esperto di danza della serie documentaria SWR Dance Around the World accompagna il pubblico alla scoperta delle grandi città della danza nel mondo. Tra i suoi riconoscimenti figurano il German Dance Prize «Future» 2011 per la coreografia e due titoli assegnati dalla rivista tanz: «Grande speranza» nel 2016 e «Pioniere» nel 2022. \nAperitivo \nDalle ore 19.30 alle ore 20.30\nAperitivo in collaborazione con Georgette. \n \nINFO & BIGLIETTI \nBIGLIETTI \nIntero: 10 euro\nRidotto under 30\, scuole di danza\, Liceo Coreutico Matilde di Canossa\, over 65\, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro\nRidotto under 8: 3 euro \nACQUISTO BIGLIETTI \nI biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it. \nIl servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. \nI biglietti non sono numerati. \nCONTATTI \nCell e whatsapp 3341023554
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DESCRIPTION:Le MicroDanze al Festival Verdi del Teatro Regio di Parma\nVenerdì 9 ottobre ore 17.00 / 18.00 / 19.00 \nDomenica 11 ottobre ore 15.00 / 16.00 / 17.00 \nIl Festival Verdi del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 6 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono  Afterimage di Philippe Kratz\, Eppur si muove di Francesca Lattuada\, Platform02 di Ina Lesnakowski\, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e Soft P. di Diego Tortelli. La sesta MicroDanza è una prima assoluta commissionata dal festival\, firmata dalla coreografa Dunja Jocić\, The Great Silence. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nAFTERIMAGE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi  \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nSOFT P. \n \nCoreografia Diego Tortelli\nMusica Tindersticks\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nSoft P. è un lavoro per due corpi e uno sguardo ravvicinato. Il pubblico osserva da vicino\, entrando in una relazione diretta\, quasi tattile. È una danza pensata per abitare spazi sempre diversi\, luoghi non concepiti per accoglierla\, ma che vengono trasformati dalla sua presenza. La sensualità diventa il dispositivo attraverso cui questi spazi vengono attraversati e resi abitabili. \n  \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCommissionata da Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
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DESCRIPTION:Gauthier Dance Juniors apre la stagione autunnale in Fonderia con Dream Team.\nGiovedì 8 ottobre ore 20.30 / Venerdì 9 ottobre ore 20.30 \nSei giovani danzatori\, sei coreografi internazionali\, sei universi artistici: Dream Team è il nuovo spettacolo di Gauthier Dance JUNIORS//Theaterhaus Stuttgart\, la giovane compagnia fondata da Eric Gauthier per dare spazio alla nuova generazione della danza e accompagnarla nel suo percorso artistico e professionale. \nDal dinamismo di Lickety-Split di Alejandro Cerrudo alla travolgente FURIA di Marco Goecke\, dalla rilettura del Boléro di Ohad Naharin alla fisicità di Aszure Barton\, fino alle interpretazioni di Mauro de Candia e Virginie Brunelle\, il programma attraversa linguaggi\, atmosfere e visioni profondamente diverse. Un Dream Team nel senso più autentico del termine dove giovani interpreti sono chiamati a misurarsi con alcuni dei nomi più interessanti della coreografia contemporanea internazionale. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. High Moon – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. FURIA – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. La morte del cigno – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. Bolero – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. Lascilo Perdere / Duet – Ph. Jeanette Bak\n				\n			\n				\n			\n				\n				Gauthier Dance JUNIORS\, Dream Team. Lickety Split- Ph. 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Il critico di danza britannico David Mead lo ha definito così nella sua recensione: «una connessione lì\, visibile a tutti». \nMarco Goecke: FURIA (for Gudrun)\nCoreografia: Marco Goecke\nMusica: Jakob David Rattinger\, Lina Tur Bonet & Musica Narrans – Folia Variations (After M. Marais & A. Corelli)\nDisegno luci: Marco Goecke & Ludovico Pace\nCostumi: Michaela Springer\nDirezione delle prove: Ludovico Pace\nPrima mondiale: Theaterhaus Stuttgart\, 23.01.2026 \nMarco Goecke ha dedicato la sua prima mondiale alla costumista e cofondatrice del Theaterhaus Stuttgart Gudrun Schretzmeier\, scomparsa nel settembre 2025. \nCreata nell’arco di un estenuante periodo di prove di soli sei giorni\, FURIA rappresenta un tentativo di catturare il tempo. Come modello musicale\, il coreografo\, artista residente di lunga data di Gauthier Dance\, ha scelto le variazioni barocche della Folia di Marin Marais e Arcangelo Corelli: due composizioni appartenenti a un’epoca artisticamente ossessionata dalla natura fugace del tempo. \n«Dovete lottare per il tempo che passa»\, ha detto il coreografo ai danzatori durante le prove\, «lottare per trattenere il tempo\, anche quando vi rendete conto che sta scorrendo via». \nOhad Naharin: B/olero\nCoreografia: Ohad Naharin\nMusica: arrangiamento di Isao Tomita del Boléro di Maurice Ravel\nDisegno luci: Avi Yona (Bambi) Bueno\nCostumi: Eri Nakamura\nRiallestimento: Rachael Osborne e Ian Robinson \nÈ difficile pensare a un brano musicale che sia stato tradotto in danza così spesso\, in modi tanto diversi e creativi\, quanto il Boléro di Maurice Ravel. Anche Ohad Naharin si è lasciato ispirare da questo brano iconico\, ma a modo suo… \nNon solo il titolo B/olero contiene una barra\, ma il «Padrino della Gaga» ha scelto anche un arrangiamento per sintetizzatore del compositore giapponese Isao Tomita. \nAszure Barton: Lascilo Perdere / Duet\nCoreografia: Aszure Barton\nMusica: Antonio Vivaldi – Cum dederit (Andante) da Nisi Dominus (Salmo 126)\, R.608\nCostumi: Deanna Berg MacLean\nRiallestimento: Tobin Del Cuore \nLascilo Perdere / Duet fa parte di un lavoro della durata di un’intera serata\, originariamente creato da Aszure Barton & Artists e presentato per la prima volta al Joyce SoHo nel 2005. \nCon il suo pas de deux tratto da Lascilo Perdere (A Journey of Letting Go)\, originariamente creato per la sua compagnia AB&A nel 2005\, Aszure Barton potrebbe aver stabilito un record per il momento di bacio più lungo e audace mai visto in un’opera di danza. \nPer tutta la durata dell’ipnotico Nisi Dominus – Cum Dederit di Antonio Vivaldi\, la nuova artista residente avvolge una coppia in una prova fisica quasi impossibile. Vivaldi non era mai stato certamente tradotto nella danza in questo modo! \nMauro de Candia: La morte del Cigno\nCoreografia\, luci e costumi: Mauro de Candia\nMusica: Camille Saint-Saëns – Le Cygne da Le Carnaval des animaux\nPrima mondiale: GBM Giovane Balletto Mediterrano\, Teatro Guglielmi\, Massa (Italia)\, 5 gennaio 2009 \nOriginariamente creato nel 1905 per la prima ballerina Anna Pavlova\, l’assolo di Michel Fokine sulla musica sognante di Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns è diventato l’emblema del balletto classico. \nCon La morte del Cigno\, il coreografo italiano Mauro de Candia propone una visione radicalmente nuova di questo lavoro iconico. Nella sua interpretazione\, il cigno morente non è impersonato da una delicata ballerina in tutù\, bensì da un danzatore uomo. Senza piume bianche\, quasi nudo\, fiero e ribelle persino nella morte. \nVirginie Brunelle: High Moon\nCoreografia e costumi: Virginie Brunelle\nAssistente della coreografa: Sophie Breton\nComposizione: Laurier Rajotte\nDisegno luci: Mario Daszenies\nPrima mondiale: Theaterhaus Stuttgart\, 23.01.2025 \nVirginie Brunelle è considerata una delle grandi promesse della danza canadese e anche Eric Gauthier attinge regolarmente al talento della sua connazionale. High Moon è la sua terza creazione per la compagnia ed è diventata uno dei maggiori successi dei JUNIORS: una coreografia giovane e dinamica senza compromessi\, dall’atmosfera da club e accompagnata dalle musiche originali di Laurier Rajotte\, ispirate al Boléro di Maurice Ravel. \nIl critico di danza della Stuttgarter Zeitung ha scritto: «Quadri viventi si dissolvono nella nebbia; i movimenti selvaggi e scattanti sulle battute techno fanno danzare le giacche oversize\, il dream team rimbalza e ondeggia letteralmente come in trance. Il pubblico era incantato. Una standing ovation!» \nGauthier Dance Juniors \nGauthier Dance JUNIORS//Theaterhaus Stuttgart\, nato nel gennaio 2022 per iniziativa di Eric Gauthier\, è un progetto che offre a bambini e ragazzi occasioni di movimento e socialità e\, al tempo stesso\, crea nuove opportunità di formazione e crescita professionale per i giovani danzatori. L’impegno dei JUNIORS non si limita però all’attività educativa: la compagnia offre ai giovani danzatori un percorso di crescita artistica e professionale. Nel gennaio 2024 è andato in scena RENAISSANCE\, il primo spettacolo interamente prodotto dai JUNIORS\, con nuove creazioni di Rena Butler e Barak Marshall e coreografie di Sharon Eyal\, Andonis Foniadakis e Marco Goecke\, oltre a un cortometraggio di Eric Gauthier. Nella stagione 2024/25 la compagnia ha presentato due produzioni\, tra cui Dream Team\, con prime mondiali di Virginie Brunelle e Barak Marshall\, lavori di Alejandro Cerrudo e Nacho Duato e un podcast di Eric Gauthier. Nel luglio 2025\, Barker di Barak Marshall è diventato uno dei grandi successi del COLOURS International Dance Festival e\, dalla stagione 2025/26\, è stato adattato anche in un formato mobile destinato alle scuole. La stampa ha accolto con entusiasmo il percorso dei JUNIORS\, sottolineando la qualità dei giovani danzatori\, la varietà e la forza dei programmi e definendo l’esperienza «un promettente inizio per una giovane compagnia di cui\, auspicabilmente\, sentiremo e vedremo ancora molto». \nSono bastati pochi anni a Eric Gauthier per passare da carismatico solista dello Stuttgart Ballet a coreografo di fama internazionale e direttore artistico di una delle compagnie di danza di maggior successo in Germania. Grazie anche alle sue straordinarie capacità di networking\, coreografi di fama mondiale e talenti da ogni parte del mondo collaborano regolarmente con Gauthier Dance\, tra cui gli artisti residenti Marco Goecke\, Hofesh Shechter\, Barak Marshall e Aszure Barton. Le creazioni di Gauthier sono entrate nel repertorio di importanti compagnie internazionali\, tra cui lo Staatsballett Berlin\, lo Stuttgart Ballet\, lo Scapino Ballet Rotterdam\, l’Het Nationale Ballet Amsterdam e il Ballet Nacional de Cuba. Le sue ironiche parodie del mondo della danza Ballet 101\, Ballet 102 e ABC sono diventate successi internazionali. Gauthier si è inoltre cimentato in altri generi artistici\, realizzando coreografie per spettacoli teatrali\, videoclip musicali\, cinema e grandi produzioni come ARISE al Friedrichstadtpalast di Berlino. Nel 2023 ha debuttato alla regia con La Fest\, commissionato dalla Staatsoper Stuttgart\, mentre come conduttore ed esperto di danza della serie documentaria SWR Dance Around the World accompagna il pubblico alla scoperta delle grandi città della danza nel mondo. Tra i suoi riconoscimenti figurano il German Dance Prize «Future» 2011 per la coreografia e due titoli assegnati dalla rivista tanz: «Grande speranza» nel 2016 e «Pioniere» nel 2022. \nAperitivo \nDalle ore 19.30 alle ore 20.30\nAperitivo in collaborazione con Georgette. \n \nINFO & BIGLIETTI \nBIGLIETTI \nIntero: 10 euro\nRidotto under 30\, scuole di danza\, Liceo Coreutico Matilde di Canossa\, over 65\, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro\nRidotto under 8: 3 euro \nACQUISTO BIGLIETTI \nI biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it. \nIl servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. \nI biglietti non sono numerati. \nCONTATTI \nCell e whatsapp 3341023554
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DESCRIPTION:Le MicroDanze al Festival Verdi del Teatro Regio di Parma\nVenerdì 9 ottobre ore 17.00 / 18.00 / 19.00 \nDomenica 11 ottobre ore 15.00 / 16.00 / 17.00 \nIl Festival Verdi del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 6 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono  Afterimage di Philippe Kratz\, Eppur si muove di Francesca Lattuada\, Platform02 di Ina Lesnakowski\, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e Soft P. di Diego Tortelli. La sesta MicroDanza è una prima assoluta commissionata dal festival\, firmata dalla coreografa Dunja Jocić\, The Great Silence. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nAFTERIMAGE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi  \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nSOFT P. \n \nCoreografia Diego Tortelli\nMusica Tindersticks\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nSoft P. è un lavoro per due corpi e uno sguardo ravvicinato. Il pubblico osserva da vicino\, entrando in una relazione diretta\, quasi tattile. È una danza pensata per abitare spazi sempre diversi\, luoghi non concepiti per accoglierla\, ma che vengono trasformati dalla sua presenza. La sensualità diventa il dispositivo attraverso cui questi spazi vengono attraversati e resi abitabili. \n  \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCommissionata da Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
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DESCRIPTION:In occasione del Festival Aperto il CCN/Aterballetto con le MicroDanze esplora il Teatro Ariosto di Reggio Emilia\nTeatro Ariosto\, martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026 ore 18.30 / 19.30 / 20.30 \nMartedì 13 e mercoledì 14 ottobre il Teatro Ariosto di Reggio Emilia nella cornice del Festival Aperto ospita 5 MicroDanze: Platform02 di Ina Lesnakowski\, Terra Piccola di Antonella Bertoni\, Afterimage di Philippe Kratz\, Soft P. di Diego Tortelli e la nuova produzione The Great Silence di Dunja Jocić. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nTERRA PICCOLA \n \nCoreografia di Antonella Bertoni\nMusica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)\nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nDurata 10 minuti / una danzatrice \nCorpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze\, furiosamente in trance\, e dai bruschi arresti; sprigiona\, freme\, chiede\, batte\, gira\, scappa e ride\, salta e vola. Una danza compressa\, chiusa in un recinto geografico (e culturale)\, che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta \nAFTERIMAGE \n \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nSOFT P. \n \nCoreografia Diego Tortelli\nMusica TINDERSTICKS\nDurata 6 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nSoft P. è un lavoro per due corpi e uno sguardo ravvicinato. Il pubblico osserva da vicino\, entrando in una relazione diretta\, quasi tattile. È una danza pensata per abitare spazi sempre diversi\, luoghi non concepiti per accoglierla\, ma che vengono trasformati dalla sua presenza. La sensualità diventa il dispositivo attraverso cui questi spazi vengono attraversati e resi abitabili. \n  \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
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SUMMARY:POSSO SOLO CREDERE AD UNA DEA CHE DANZA
DESCRIPTION:In Fonderia\, danzatrici in rivoluzione: Marianna Basso torna agli inizi del ‘900.\nGiovedì 15 ottobre ore 20.30 – première \nFrank Wedekind ha scritto nel 1900 un racconto perfetto\, Mine Haha\, che parla di una scuola di danza\, che è anche un luogo di prigionia. A questa favola nera si è ispirato Dario Argento per Suspiria. Luca Scarlini racconta questa favola nera insieme alla rivoluzione della danza che all’inizio del 900 è stata portata da una serie di danzatrici straordinarie\, tra Stati Uniti ed Europa. Spesso non avevano avuto un training classico\, oppure attraversavano altre arti. In questo contesto\, Marianna Basso non riproduce coreografie celebri\, ma rivisita territori dell’immaginazione coreografica che hanno cambiato radicalmente il Novecento. \nCREDITI \nUna favola danzata a partire da Mine-Haha di Frank Wedekind\ne dalle danze di Charlotte Bara\, Anita Berber\, Clotilde von Derp\, Anieka Leggett\, Mary Wigman\nCoreografia: Marianna Basso\ncon: Marianna Basso\, Vitapia Motta\, Linda Pasquini\nMusiche: Spartaco Cortesi \nUna produzione di Stazione Utopia\nCon il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\nIn collaborazione con CCN/Aterballetto \nMarianna Basso \nMarianna Basso è coreografa freelance\, performer e co-direttrice del collettivo NANOUK dal 2022.\nAssociata e supportata da HOUSE OF IVONA (Pablo Girolami)\, sviluppa una ricerca sull’umano con una forte attenzione all’evoluzione autoriale\, le sue creazioni sono programmate in realtà di rilievo nazionale e internazionale come Festival Aperto\, Mas Danza Festival\, Tanzplattform Bern\, Nutida Festival\, VISAVÌ ecc.\nNasce parallelamente ACNE\, Junior Company\, dalla profonda esigenza di supportare giovani talenti inserendoli nel mondo lavorativo\, con il sostegno de Il Gecko Tarantasca ssdarl. \nINFO & BIGLIETTI \nBIGLIETTI \nIntero: 10 euro\nRidotto under 30\, scuole di danza\, Liceo Coreutico Matilde di Canossa\, over 65\, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro\nRidotto under 8: 3 euro \nACQUISTO BIGLIETTI \nI biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it. \nIl servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. \nI biglietti non sono numerati. \nCONTATTI \nCell e whatsapp 3341023554
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SUMMARY:The Wall_Dance Tribute
DESCRIPTION:In Fonderia\, MMCDC danza sulle tracce di The Wall.\nGiovedì 22 ottobre ore 20.30 \nThe Wall_Dance Tribute\, con i danzatori della MM Contemporary Dance Company\, diretta da Michele Merola\, e l’attore Jacopo Trebbi\, prende vita dallo storico concept album dei Pink Floyd (1979). \nThe Wall è un atto di protesta contro una società che nega all’individuo la possibilità di essere libero e autentico. La vicenda della rockstar Pink\, alter ego di Roger Waters\, si sviluppa attraverso le tracce dell’album: l’amore soffocante della madre\, un matrimonio segnato dall’assenza\, la droga\, la morte del padre in guerra\, le vessazioni di un insegnante frustrato e le pressioni dello show-business diventano\, uno dopo l’altro\, i mattoni di un muro che separa l’uomo dal mondo. \nNel momento più buio e alienante\, emerge però la volontà di abbattere quel muro\, liberarsi dalle oppressioni e spogliarsi delle maschere. \n  \n\nCREDITI \nCompagnia: MM Contemporary Dance Company\nCoreografia: Michele Merola\nMusica: Pink Floyd\nRegia: Manuel Renga\nDrammaturgia: Emanuele Aldrovandi\nRegia video: Fabio Massimo Iaquone\nDisegno luci: Gessica Germini\nCostumi: Nuvia Valestri\nAttore: Jacopo Trebbi\nDanzatori: Filippo Begnozzi\, Mario Genovese\, Paolo Giovanni Grosso\, Aurora Lattanzi\, Fabiana Lonardo\, Federico Musumeci\, Giorgia Raffetto\, Alice Ruspaggiari\, Diletta Savini\, Nicola Stasi\, Giuseppe Villarosa \nProduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara\, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia\, Ravenna Festival\, MM Contemporary Dance Company \nMMCDC \nLa MM Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola\, nata nel 1999 a Reggio Emilia. \nIl repertorio della compagnia è ricco e variegato\, grazie ai lavori di Michele Merola e di coreografi europei e italiani come Maguy Marin\, Mats Ek\, Mauro Bigonzetti\, Silvia Gribaudi\, Enrico Morelli e molti altri. \nNel 2010 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il prestigioso Premio Danza&Danza come migliore compagnia emergente e oggi è\, a tutti gli effetti\, una realtà di eccellenza della danza italiana\, con una consolidata attività di spettacoli su tutto il territorio nazionale. Da alcuni anni ha conquistato un mercato internazionale con spettacoli in paesi europei ed extraeuropei. \nNel 2022 la MMCDC ha vinto il premio Danza&Danza per la migliore produzione italiana con lo spettacolo Ballade (cor. Mauro Bigonzetti\, Enrico Morelli) e nel 2024 il premio Danza&Danza per la Valorizzazione del repertorio\, per lo spettacolo Grosse Fugue di Maguy Marin. \nMichele Merola \nMichele Merola è direttore artistico della MM Contemporary Dance Company\, compagnia di danza contemporanea da lui fondata nel 1999 a Reggio Emilia. Con essa Merola ha portato sulla scena\, sia in Italia che all’estero\, molte sue coreografie\, tra cui La metà dell’ombra\, vincitrice del premio Anita Bucchi nel 2010 e Bolero\, Premio Europaindanza 2017 – Premio al Merito alla coreografia. \nDal 2000 numerose sono le sue creazioni per altre compagnie\, tra cui l’Aterballetto\, il Teatro San Carlo di Napoli\, la Dominic Walsh Dance Theatre\, il Teatro Massimo di Palermo\, lo Junior Balletto di Toscana\, il Teatro Nazionale di Belgrado\, la Tanzcompagnie Landesbühnen Sachsen di Dresda\, il Teatro dell’Opera di Roma.   Nel 2003 vince il Concorso Internazionale di Coreografia di Hannover\, nel 2008 il Premio Positano Leonide Massine per l’Arte della Danza\, nel 2016 il Premio Giornale della Danza Award come Migliore Coreografo italiano\, nel 2018 il Premio Incontro con la Danza di Basilicata ArteDanza\, e nel 2019 il Premio Metti le ali al Talento per la carriera e la direzione artistica della MMCDC. \nDal 2010 Merola è\, con Enrico Morelli\, direttore artistico di Agora Coaching Project\, progetto di perfezionamento professionale per danzatori che ha sede a Reggio Emilia. \nINFO & BIGLIETTI \nBIGLIETTI \nIntero: 10 euro\nRidotto under 30\, scuole di danza\, Liceo Coreutico Matilde di Canossa\, over 65\, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro\nRidotto under 8: 3 euro \nACQUISTO BIGLIETTI \nI biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it. \nIl servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. \nI biglietti non sono numerati. \nCONTATTI \nCell e whatsapp 3341023554
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CATEGORIES:Programmazione,Spettacoli,Stagione settembre-dicembre 2026
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SUMMARY:DOPPIOGIOCO - prova aperta
DESCRIPTION:Lunedì 26 ottobre\, alle 18.00\, il pubblico della Fonderia potrà incontrare il coreografo e assistere alla preparazione di DOPPIOGIOCO\, nuova creazione di Philippe Kratz con la drammaturgia e scenografia di Fabio Cherstich\, che debutterà a novembre al Teatro Valli di Reggio Emilia nella cornice del Festival Aperto. \nLe prove aperte sono momenti unici in cui è possibile assistere alla realizzazione di uno spettacolo\, dialogare con gli artisti e sorprendersi con l’arte della danza: un’occasione speciale che lascia entrare il pubblico nella routine quotidiana dei danzatori e dei coreografi. \n 
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