BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.fndaterballetto.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20280326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20281029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261009T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261009T220000
DTSTAMP:20260930T130236
CREATED:20260625T102902Z
LAST-MODIFIED:20260925T103759Z
UID:10004420-1791579600-1791583200@www.fndaterballetto.it
SUMMARY:MicroDanze
DESCRIPTION:Le MicroDanze al Verdi Off del Teatro Regio di Parma\nVenerdì 9 e domenica 11 ottobre 2026 ore 21.00 \nIl Verdi Off Festival del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 6 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono  Afterimage di Philippe Kratz\, Eppur si muove di Francesca Lattuada\, Platform02 di Ina Lesnakowski\, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e Soft P. di Diego Tortelli. La sesta MicroDanza è una prima assoluta creata per il Verdi off\, firmata dalla coreografa Dunja Jocić\, The Great Silence. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nAFTERIMAGE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi  \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nSOFT P. \n \nCoreografia Diego Tortelli\nMusica Tindersticks\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nSoft P. è un lavoro per due corpi e uno sguardo ravvicinato. Il pubblico osserva da vicino\, entrando in una relazione diretta\, quasi tattile. È una danza pensata per abitare spazi sempre diversi\, luoghi non concepiti per accoglierla\, ma che vengono trasformati dalla sua presenza. La sensualità diventa il dispositivo attraverso cui questi spazi vengono attraversati e resi abitabili. \n  \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
URL:https://www.fndaterballetto.it/evento/microdanze-aterballetto-parma/
LOCATION:Teatro Regio\, Strada Giuseppe Garibaldi\, 16/a\, Parma\, 43121\, Italia
CATEGORIES:Aterballetto,MicroDanze,Stagione 26/27,Terra piccola
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fndaterballetto.it/wp-content/uploads/2026/06/250629-CCN-Aterballetto-MicroDanzas-Platform-Aljibes-F.-Rodriguez-Acosta-T.-Bermejas-Fermin-Rodriguez_089.jpg
GEO:44.803247;10.326797
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Teatro Regio Strada Giuseppe Garibaldi 16/a Parma 43121 Italia;X-APPLE-RADIUS=500;X-TITLE=Strada Giuseppe Garibaldi\, 16/a:geo:10.326797,44.803247
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261011T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261011T220000
DTSTAMP:20260930T130236
CREATED:20260910T074401Z
LAST-MODIFIED:20260930T110117Z
UID:10004421-1791752400-1791756000@www.fndaterballetto.it
SUMMARY:MicroDanze
DESCRIPTION:Le MicroDanze al Verdi Off del Teatro Regio di Parma\nVenerdì 9 e domenica 11 ottobre 2026 ore 21.00 \nIl Verdi Off Festival del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 6 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono  Afterimage di Philippe Kratz\, Eppur si muove di Francesca Lattuada\, Platform02 di Ina Lesnakowski\, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e Soft P. di Diego Tortelli. La sesta MicroDanza è una prima assoluta creata per il Verdi off\, firmata dalla coreografa Dunja Jocić\, The Great Silence. \nMicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo\, quasi confidenziale. \nAFTERIMAGE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi  \nCoreografia e set design Philippe Kratz\nMusica Pablo’s Eye\nVideoproiezioni OOOPSTUDIO \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nAfterimage (cioè “l’immagine residua”\, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento\, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate. \nIn questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente\, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente. \nEPPUR SI MUOVE \nFND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)  \nCoreografia Francesca Lattuada\nMusica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)\nCostumi Bruno Fatalot\nDurata 5 minuti / un danzatore \nAvvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot\, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo\, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce\, imponente come un canto di preghiera. \nPLATFORM02 \n© Festival de Granada | Fermín Rodríguez  \nCoreografia Ina Lesnakowski\nMusica Loscil\nSet design Carlo Cerri \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nPlatform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.\nÈ la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze\, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.\nAlcune domande\, che non possono che diventare sempre più attuali\, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.\nQuanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?\nTutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi\, per la natura\, per le arti.\nCosì\, partendo da qui\, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio\, la piattaforma che ci viene data e il movimento\, le sue qualità\, le sue possibilità o i suoi limiti. \nIna Lesnakowski \nNEAR LIFE EXPERIENCE \n \nCoreografia Angelin Preljocaj\nMusica Air (Jean-Benoit Dunckel\, Nicolas Godin) \nDurata 9 minuti / 2 danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto\ncoproduzione Fondazione Palazzo Magnani\nnell’ambito di An ideal city\, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene\, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea \nNear life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo\, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza\, a cui accediamo quando sveniamo\, oppure in trance\, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento\, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove\, portato via da se stesso\, è rapito. Near life experience evoca tutto questo\, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io\, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo. \nAngelin Preljocaj \nSOFT P. \n \nCoreografia Diego Tortelli\nMusica Tindersticks\nDurata 6 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \nSoft P. è un lavoro per due corpi e uno sguardo ravvicinato. Il pubblico osserva da vicino\, entrando in una relazione diretta\, quasi tattile. È una danza pensata per abitare spazi sempre diversi\, luoghi non concepiti per accoglierla\, ma che vengono trasformati dalla sua presenza. La sensualità diventa il dispositivo attraverso cui questi spazi vengono attraversati e resi abitabili. \n  \nTHE GREAT SILENCE \nCoreografia Dunja Jocić\nDurata 10 minuti / due danzatori \nUna produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi \nThe Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi\, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza\, silenzio e connessione tra universi possibili\, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore. \n\n 
URL:https://www.fndaterballetto.it/evento/microdanze-aterballetto-parma-2/
LOCATION:Teatro Regio\, Strada Giuseppe Garibaldi\, 16/a\, Parma\, 43121\, Italia
CATEGORIES:Aterballetto,MicroDanze,Stagione 26/27,Terra piccola
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fndaterballetto.it/wp-content/uploads/2026/06/250629-CCN-Aterballetto-MicroDanzas-Platform-Aljibes-F.-Rodriguez-Acosta-T.-Bermejas-Fermin-Rodriguez_089.jpg
GEO:44.803247;10.326797
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Teatro Regio Strada Giuseppe Garibaldi 16/a Parma 43121 Italia;X-APPLE-RADIUS=500;X-TITLE=Strada Giuseppe Garibaldi\, 16/a:geo:10.326797,44.803247
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20270430T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270430T220000
DTSTAMP:20260930T130236
CREATED:20260925T104939Z
LAST-MODIFIED:20260928T093050Z
UID:10004634-1809117000-1809122400@www.fndaterballetto.it
SUMMARY:CENERI / DOPPIOGIOCO
DESCRIPTION:Il CCN/Aterballetto presenta la nuova serata composta da CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz al Teatro Regio di Parma.\nTeatro Regio di Parma – venerdì 30 aprile 2027 ore 20.30 \nIl Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta in prima assoluta una serata composta da due nuove creazioni firmate da alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea: Ceneri di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz con drammaturgia e scene di Fabio Cherstich. \nUna serata che segna il ritorno di Marcos Morau al CCN/Aterballetto dopo il successo di Notte Morricone. Per la nuova creazione Ceneri\, il coreografo trae ispirazione da Le ceneri di Gramsci\, trasposizione musicale della raccolta poetica di Pier Paolo Pasolini\, composta in forma di oratorio per coro da Giovanna Marini\, per avviare una riflessione sulla comunità\, sulla sua perdita e su ciò che resta quando una forma collettiva si dissolve. Accanto\, Philippe Kratz\, ex danzatore di punta della compagnia e coreografo consolidato sulla scena internazionale\, crea DOPPIOGIOCO\, una nuova opera per otto danzatori in cui il basket diventa metafora di conflitto\, appartenenza e sincronizzazione improvvisa. Due linguaggi diversi per interrogare insieme come i corpi si organizzano\, si dividono\, si ricompongono. \nCENERI \nCENERI \nRegia e coreografia Marcos Morau\nMusica Le ceneri di Gramsci di Giovanna Marini. Edizione Discografica “I Dischi di Angelica” – Ed. Block Nota 2006\nSound design e composizioni originali Alex Röser Vatiché\, Ben Meerwein\nCostumi Silvia Delagneau\nLuci CUBE.bz\nAssistenti alla coreografia Shay Partush\, Fabio Calvisi\nSi ringrazia per la collaborazione Sartoria Fondazione I Teatri \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia\nIn collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale – Bologna \nCiò che inizia come una celebrazione collettiva si trasforma progressivamente in una cerimonia di commiato. Alcuni corpi vengono allontanati\, velati e simbolicamente sepolti da coloro che restano. Cenere e acqua cadono su di loro in un gesto che oscilla tra la punizione\, il lutto e la benedizione. \nFin dall’antichità\, le comunità hanno costruito rituali per onorare i propri morti e custodirne la memoria. Seppellire\, coprire\, lavare o vegliare un corpo non è mai stato soltanto un atto di addio\, ma anche un modo per riconoscere che l’esistenza individuale continua a vivere nella storia collettiva. I morti rimangono tra i vivi attraverso il ricordo\, i racconti condivisi e i gesti che una comunità decide di preservare. \nIn Ceneri\, la cenere rimanda tanto alla scomparsa quanto alla permanenza. È ciò che resta dopo il passaggio del tempo\, ma è anche la traccia materiale di una vita che si rifiuta di svanire completamente. L’acqua\, invece\, agisce come elemento di transizione e trasformazione: purifica\, accompagna\, benedice e permette il passaggio da uno stato all’altro. Insieme\, cenere e acqua trasformano la scena in un rito ambiguo\, nel quale non sappiamo se stiamo assistendo a un’espulsione\, a un funerale o a un gesto d’amore collettivo. \nLa danza\, la parola\, la musica e la forza del coro trasformano il palcoscenico in uno spazio di confronto politico ed emotivo. Come in Pasolini\, le ceneri non sono soltanto il residuo di qualcosa che è scomparso. Sono la traccia persistente di una domanda che continua ad accompagnarci. \nL’immagine più contemporanea dell’opera non è soltanto quella di una comunità che si immunizza contro l’altro\, ma quella di una generazione che cerca disperatamente di appartenere a qualcosa mentre teme di perdere ciò che la rende unica. In questa tensione convergono Gramsci\, Pasolini e il nostro presente. \nMarcos Morau – regista e coreografo \nDOPPIOGIOCO \nDOPPIOGIOCO \nCoreografia Philippe Kratz\nDrammaturgia e scene Fabio Cherstich\nMusiche aggiuntive Autori vari\nSound design e composizioni originali Luca Maria Baldini\nCostumi Patricia Villirillo\nRealizzazione costumi Nuvia Valestri\nLuci Valerio Tiberi \nProduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto\nCoproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia \nDentro una scatola nera\, lo spazio è inciso da strisce di luce bianca: un ring\, un campo\, un confine che pretende di decidere chi siamo. Due canestri gemelli\, doppi\, sono sentinelle immobili\, totem di conquista e fallimento\, obiettivi che brillano e si oscurano a seconda di chi li guarda. Tutto è pronto e nulla è stabile: il gioco può cominciare in qualsiasi momento\, anche quando nessuno è pronto davvero. \nI corpi entrano\, si riconoscono\, diffidano l’uno dell’altra\, si dividono in squadre senza saperne il motivo\, si alleano per istinto\, si tradiscono per necessità. Ogni gesto è un tentativo\, vibra come un presagio\, ogni passo è un calcolo o un tremito. Il riscaldamento non prepara\, ma rivela: le tensioni\, i sospetti\, i silenzi prima dello scatto. \nAl centro\, la palla. Peso\, promessa\, minaccia. Quando cade\, esplode: non è un rimbalzo\, è una bomba che apre crepe nel terreno\, nel respiro\, nel rapporto tra i corpi. Ogni passaggio è un rischio\, ogni tiro una confessione. Ci si affida all’altro per istinto\, o lo si colpisce con la precisione di un gesto necessario. Ci si protegge e ci si ferisce con la stessa energia. \nI tiri alla cieca attraversano l’aria come preghiere o sfide rivolte al vuoto: chi lancia non può sapere se colpirà il bersaglio o la memoria di un intento mancato. In quell’attimo sospeso tutti trattengono il fiato: non è il canestro a contare\, ma il coraggio di non guardare\, di lasciare andare ciò che non può essere controllato. \nE poi il gruppo esplode\, implode\, si divora\, si sostiene. Uno contro tutti. Tutti contro uno. Folla contro solitudine\, e solitudine che a volte grida più forte della folla. Le regole esistono solo per essere infrante\, il ring è una gabbia solo per chi non osa attraversarlo. Ci si spinge\, ci si solleva\, ci si ostacola come in ogni giorno delle nostre vite\, dove l’amore e la competizione convivono nello stesso gesto. \nMa a un certo punto\, senza preavviso\, i corpi si sincronizzano. Le due squadre si sciolgono\, si ricompongono in un’unica creatura respirante. È un attimo fragile e assoluto: la geometria del campo diventa una guida\, non più una barriera. Il conflitto si fa danza\, la lotta diventa ascolto. Non c’è più vittoria da cercare\, solo un equilibrio improvviso\, prezioso come una tregua.\nPoi il caos ritorna\, perché è nella nostra natura. Le alleanze si disfano\, la traiettoria del pallone si spezza di nuovo nell’aria\, si moltiplica come i dubbi\, come i tentativi. I palloni cadono uno dopo l’altro\, bombe lente che raccontano ciò che è stato perso e ciò che potrebbe ancora accadere. \nFabio Cherstich – drammaturgia e scene
URL:https://www.fndaterballetto.it/evento/ceneri-doppiogioco-parma/
LOCATION:Teatro Regio\, Strada Giuseppe Garibaldi\, 16/a\, Parma\, 43121\, Italia
CATEGORIES:Aterballetto,Ceneri,Doppiogioco,Produzioni,Stagione 26/27
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.fndaterballetto.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto-morau-Kratz-e-Cherstich.jpg
GEO:44.803247;10.326797
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Teatro Regio Strada Giuseppe Garibaldi 16/a Parma 43121 Italia;X-APPLE-RADIUS=500;X-TITLE=Strada Giuseppe Garibaldi\, 16/a:geo:10.326797,44.803247
END:VEVENT
END:VCALENDAR