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Event Series Event Series: Le Palestriti

Le Palestriti

Girls just wanna have… STRENGHT

Le Palestriti di Simona Bertozzi: per la Dance Week che omaggia la creatività femminile uno spettacolo che riflette sulla potenza delle donne.

Quattro performer donne trasformano l’allenamento ginnico in festa collettiva, creando un linguaggio di gesti, suoni e corpi che celebra forza, grazia e potenza condivisa.

Doppia replica

venerdì 6 e sabato 7 marzo ore 19.00

Progetto e coreografia Simona Bertozzi

Preparazione vocale Meike Clarelli

Creato con e danzato da Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi

Musica Originale Meike Clarelli, Davide Fasulo

Disegno luci e assistenza tecnica Rocio Espana Rodriguez

Organizzazione Miriana Erario

Ufficio stampa Michele Pascarella

Foto e video Luca Del Pia

Produzione Nexus 2024-2025 

Con il sostegno di MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Con il supporto di Festival Danza Estate
In collaborazione con ALMASTUDIOS Bologna

Le Palestriti prende forma all’interno del progetto ATHLETES, aprendo nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità – elementi fondanti dell’intero progetto.

Il lavoro si ispira al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale, a Piazza Armerina, una rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità.

Qui, le atlete, con attrezzi ginnici, non solo esaltano la bellezza e la potenza del gesto individuale, ma fanno festa celebrando la vincitrice e trasformando l’atletismo in un atto di affermazione collettiva.

Nel quadro coreografico Le Palestriti, il radunarsi e il convergere verso un’esperienza comune e vertiginosa dei corpi emerge come necessità irrinunciabile, per allenare le anatomie e per farle deflagrare.

Le performer disseminano una grammatica di gesti, suoni e vocalità in cui l’affiorare delle singole presenze diventa occasione per espandere la percezione individuale e trasfigurarla in un atto di reciprocità e espansione del corpo collettivo.

Le Palestriti sviluppa una fisicità cruda e fluida, con ondate ferine che trasformano lo spazio: da palestra a territorio poroso, ibrido, un crocevia di relazioni, ritualità e alfabeti gestuali sospesi tra forza e grazia.

In questa dinamica, la scena si configura come un playground di traiettorie, dove i corpi si muovono in un ostinato esercizio di ascolto, elevando l’allenamento e la cura del gesto a pratiche di resistenza e trasformazione.

Coreografa, danzatrice e performer, Simona Bertozzi è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea.

Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra.
Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione.
Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente.
Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.
Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

CONTATTI

Cell e whatsapp 3341023554

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