Probabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri, quanto piccoli e limitati, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia, di sogni e promesse, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale.
Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti, ispirate da scoperte, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze, tragedie insopportabili e straordinari incontri.
Quelle onde hanno attraversato la storia, sono sempre state occasioni di partenze, incontri e abbandoni.
Guerre e conoscenze lo attraversano da sempre.
Guardando il fluire del movimento di un danzatore, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza.
È partendo da queste suggestioni che Philippe Kratz ha costruito un duetto per il CCN / Aterballetto, che considera la sua prima casa. Vi ha lavorato per anni, come danzatore e coreografo, prima di intraprendere da coreografo una carriera internazionale, che lo ha portato proprio quest’anno al debutto scaligero.
Sua è una delle creazioni più preziose del repertorio di Aterballetto, il duetto “O”. Ma sono ormai molte le coreografie da lui firmate, in Italia e all’estero.
Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori
Philippe Kratz, coreografo
Nato nel 1985 a Leverkusen, Philippe Kratz ha incontrato per la prima volta la danza attraverso il tanztheater tedesco e da allora è rimasto affascinato da ciò che fa muovere le persone. Ha studiato danza classica all’École Supérieure de Danse du Québec a Montréal e alla Staatliche Ballettschule di Berlino. Come ex danzatore di lunga data della compagnia italiana Aterballetto ha danzato in creazioni di Ohad Naharin, William Forsythe, Michele Di Stefano, Hofesh Shechter, Rihoko Sato, Cristina Rizzo e altri, prima di decidere di intraprendere la carriera di coreografo e approfondire la sua comprensione del movimento e della composizione.
Nel suo lavoro l’attenzione è rivolta alla resilienza e alla sua miriade di manifestazioni in processi come la distruzione, la decostruzione e la ricomposizione. Sempre interessato a instaurare un dialogo e uno scambio diretto con ogni performer, ha creato o sta creando lavori con Aterballetto, Gauthier Dance Company, Bayerisches Staatsballett, TanzMainz e Teatro alla Scala di Milano. Nel 2018 ha creato “O”, un duetto che celebra l’eternità in uno stato trascendentale, che ha vinto il Primo Premio al Concorso Coreografico di Hannover e una residenza con l’Australian Dance Theatre di Adelaide. La rivista tedesca TANZ lo ha ripetutamente nominato “one to watch” e nel 2020 è stato premiato come “miglior coreografo” dalla rivista italiana Danza&Danza per il suo lavoro cloud|materia per Aterballetto.






