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Serie di eventi Event Series: Il piccolo re dei fiori

Il piccolo re dei fiori

SPETTACOLO PER BAMBINI (4-8 anni)

Il piccolo Re dei Fiori è anche una storia che racconta di due giovani che abitano uno di fronte all’altra. Così vicini eppure così lontani da non aver mai incrociato i loro sguardi. Una mattina però lei lo vede, tutto malinconico, prendersi cura di una piccola aiuola davanti alle loro case, con quell’attenzione che si rivolge solo ai desideri più profondi. È così, osservandolo di nascosto, che inizia a scrivere per lui, su dei piccoli biglietti, la fiaba che li condurrà al loro felice incontro.

Fiaba per musica, ombre e danza da Il piccolo Re dei Fiori di KVĚTA PACOVSKÁ

Una creazione di VALERIO LONGO e FABRIZIO MONTECCHI
Con Marcello Giovani e Isabella Minosi

Drammaturgia: Enrica Carini e Fabrizio Montecchi
Coreografie: Valerio Longo
Regia e scene: Fabrizio Montecchi
Musiche: Paolo Codognola
Sagome: Nicoletta Garioni e Agnese Meroni (tratte dai disegni di Květa Pacovská)
Costumi: Sara Bartesaghi Gallo e Nicoletta Garioni
Voci: Valeria Barreca e Tiziano Ferrari
Luci: Anna Adorno

Collaborazione alla drammaturgia: Valerio Longo e Francesca Magnini
Realizzazione scene e oggetti scenici: Giovanni Mutti, Nicoletta Garioni e Agnese Meroni

Produzione: Balletto di Roma, Teatro Gioco Vita

Debutto Live Streaming: 14 febbraio 2021, Teatro Filodrammatici, Piacenza

Pubblico: da 4 a 8 anni
Durata: 50 minuti

Il piccolo Re dei Fiori è il testo di Květa Pacovská intorno al quale si sono ritrovate due storiche strutture del teatro e della danza come Balletto di Roma, che ha celebrato nel 2020 i sessant’anni dalla fondazione, e Teatro Gioco Vita che nel 2021 celebra i cinquant’anni e che, alla fine degli anni Settanta, ha incontrato il teatro d’ombre dando un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi. Il progetto esplora una forma di contaminazione tra linguaggi come la danza, l’ombra e la musica, pensandola espressamente per i più piccoli.

Il piccolo Re dei Fiori è una fiaba. Della fiaba c’è il classico “C’era una volta” e anche l’immancabile “Re” che però qui è piccolo e curioso, vive in solitudine, ama il suo giardino e ha le tasche piene di bulbi di tulipano. Della fiaba c’è anche il tema “dell’attesa”, la lunga attesa del Re prima dello sbocciare dei fiori e anche quello della “mancanza”. Mancanza di cosa? Il Re non lo sa, ma sa che i suoi tulipani, pur bellissimi, non riescono a renderlo felice. E allora ecco il “viaggio” alla ricerca di ciò che può colmare la sua mancanza. Un viaggio che è come un sogno, su rotte nuove e sconosciute al Re, che dura solo un giorno e una notte ma che sembra racchiudere il tempo di una vita.

Nella luce del mattino il Re sente una voce sottile provenire da un fiore di tulipano appena dischiuso che ripete “sono qui, sono qui…”. Davanti a una piccola principessa il re pieno di meraviglia si chiede “È forse lei che ho tanto a lungo cercato?”.
Come in ogni fiaba che si rispetti non manca nemmeno il “e vissero tutti felici e contenti” e questo ci fa pensare che sì, era proprio lei che il Re aveva tanto a lungo desiderato.

Il piccolo Re dei Fiori è anche una storia che racconta di due giovani che abitano uno di fronte all’altra. Così vicini eppure così lontani da non aver mai incrociato i loro sguardi. Una mattina però lei lo vede, tutto malinconico, prendersi cura di una piccola aiuola davanti alle loro case, con quell’attenzione che si rivolge solo ai desideri più profondi. È così, osservandolo di nascosto, che inizia a scrivere per lui, su dei piccoli biglietti, la fiaba che li condurrà al loro felice incontro.

Il piccolo Re dei Fiori è uno spettacolo in cui il tema della ricerca della felicità è reso con leggerezza e poesia, grazie a una trama semplice ed essenziale e un immaginario esuberante e fantasioso. Con il contrappunto di poche ma importanti parole, il racconto prende forma scenica grazie a un ricco tessuto musicale che accompagna e sostiene le spettacolari immagini d’ombra di Teatro Gioco Vita, tratte dalle splendide illustrazioni di Květa Pacovská, e gli espressivi gesti dei due danzatori interpreti del Balletto di Roma, frutto delle originali coreografie di Valerio Longo.

Il potere di una fiaba è racchiuso nella sua capacità di essere incredibilmente lontana e allo stesso tempo vicina al nostro vivere quotidiano. Quello che ci viene richiesto per accedere a una fiaba è di accettare di farci piccoli, piccolissimi, passare attraverso ingressi magici e inaspettati, saper attendere e, nell’attesa, prestare attenzione a ogni parola, a ogni gesto, a ogni ombra per poter essere dalla fiaba stessa meravigliati. Così dunque è anche per noi. In questa fiaba, quasi archetipica, un Re, un giardino incantato, l’attesa, un desiderio sconosciuto, un viaggio, un ritrovarsi nella felicità, si animano nelle ombre attraverso la musica e la danza, e permettono ai sentimenti di ognuno di rivelarsi in essa. Così, come ogni fiaba, parola dopo parola, anima i desideri di coloro che la ascoltano, così la vita, inaspettatamente, li conduce a realizzarli.

 

Balletto di Roma, fondato nel 1960 da Franca Bartolomei e Walter Zappolini, promuove da sempre la produzione e la diffusione della danza d’autore italiana in Europa e nel mondo, con un repertorio attento oggi all’innovazione e alla ricerca pur mantenendo forte l’attenzione alla storia e alla tradizione che lo hanno reso famoso. Negli anni, la struttura romana ha visto susseguirsi prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative e l’attività produttiva è cresciuta, sia in termini di quantità che di qualità delle opere allestite nel corso delle stagioni, con un crescente consenso di pubblico. A partire dal 2018, il direttore generale Luciano Carratoni porta un significativo cambio generazionale al vertice della struttura nominando alla direzione artistica Francesca Magnini, docente universitaria presso la Sapienza di Roma. La nuova figura artistica rafforza gli schemi e amplia gli obiettivi d’internazionalizzazione coinvolgendo enti e istituzioni: tra le collaborazioni anche quella con Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della Sapienza Università di Roma.

ballettodiroma.com

Teatro Gioco Vita (direzione artistica Diego Maj) nasce nel 1971 dall’esperienza dell’animazione teatrale e con il suo modo peculiare di fare e di vivere il teatro dà un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi. Incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta e matura un’esperienza unica nel suo genere che gli vale riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo. La Compagnia d’ombre, con Fabrizio Montecchi e Nicoletta Garioni responsabili artistici, è impegnata oltre che nella produzione di spettacoli in attività di laboratorio e nella formazione professionale. Teatro Gioco Vita affianca l’attività sul territorio (Stagione di Prosa del Teatro Municipale di Piacenza, rassegne teatrali, festival e altri eventi culturali, ospitalità, laboratori, formazione) ad una dimensione sempre più internazionale che ha portato i suoi spettacoli di teatro d’ombre ad essere rappresentati, oltre che in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, Messico, Canada, Giappone, Cina, Israele, Taiwan, Turchia, Giordania e Senegal.

teatrogiocovita.it

 

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