Andrea Costanzo Martini è un coreografo e performer italiano, nato e cresciuto in Piemonte. Inizia la sua formazione presso Danzicherie a Cuneo e il Teatro Nuovo di Torino, per poi proseguire gli studi di danza classica presso l’Accademia di Balletto Heinz-Bosl Stiftung a Monaco di Baviera. A 19 anni si trasferisce in Germania e nel 2004 inizia la carriera professionale presso l’Aalto Staats-Theater di Essen.
Nel 2006 entra a far parte della Batsheva Dance Company a Tel Aviv, dove danza nei lavori di Ohad Naharin e Sharon Eyal, insegnando anche Gaga e sviluppando le sue prime coreografie attraverso il progetto Dancers Create. Successivamente, danza con il Cullberg Ballet (2008–2010), interpretando opere di Benoît Lachambre, Alexander Ekman, Crystal Pite, Jefta van Dinther e Tillman O’Donnell, e crea il suo primo pezzo, For Men Only. Nel 2012 torna in Israele, unendosi alla compagnia di Inbal Pinto & Avshalom Pollak, e inizia a concentrarsi sulla propria ricerca coreografica.
Dal 2013, Andrea Costanzo Martini firma e interpreta le sue creazioni in ambito internazionale. Tra i suoi lavori più noti: What Happened in Torino (2013, Primo Premio Stuttgart Solo Dance Competition), SCARABEO (Aerowaves 2018), PayPer Play (2021) e Mood Shifters (2021). Le sue creazioni più recenti includono Première (commissionato dal Balletto di Roma), Wild Thoughts (per NDCWales), Life in Lycra (2023, premiato al RIDCC 2024), Animal In (2024, commissionato da Art Project Bora, Corea del Sud), Life in Lycra (vincitore die due partner awards al RIDCC 2024), Blaubart 2.0 (2025, commissionato da MIR Dance Company, Germania), DANCEPLAING (2025, commissionato da Conny Jannsen Danst), Pas de Cheval (con Francesca Foscarini – selezionato NID 2026 – Torino) e BODYBE (commissionato da VERVE, Leeds, 2026).
Il suo linguaggio coreografico fonde fisicità estrema e narrazione teatrale, giocando con ironia e umorismo per sovvertire le aspettative sulla danza contemporanea. Esplora le dinamiche di potere tra performer e spettatore, il desiderio di catturare l’attenzione e il rischio dell’oggettificazione. Le sue opere sfumano i confini tra danza e performance art, integrando oggetti, testo, video e interazione con il pubblico.
Dal 2007 è insegnante certificato di Gaga e conduce workshop in tutto il mondo.