
PRELUDIO DI DIEGO TORTELLI
AN ECHO, A WAVE DI PHILIPPE KRATZ
BLISS DI JOHAN INGER
CARACALLA DANZA 2026 – SPECCHIO D’ACQUA
VENERDÌ 3, SABATO 4 e DOMENICA 5 LUGLIO 2026
Inizio ore 20:30
Durata complessiva 60 minuti
Creazione per 5 interpreti, Preludio è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave, uno dei più grandi esponenti del Post Punk.
In questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore, il “credo”, la dipendenza, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro, a un concerto, a un museo, per comprendere, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi, per analizzare noi stessi.
In uno dei suoi brani ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: Mah Sanctum (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”, credo nella sua fragilità e forza, nel suo limite e nella sua espansione, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione, credo nella sua contemporaneità, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni, compulsioni, dipendenze, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena.
Preludio è la mia preghiera profana, la mia lettera d’amore al corpo, il mio credo di oggi.
Diego Tortelli
Crediti
Coreografia: Diego Tortelli
Musica: Nick Cave
Assistente alla coreografia: Casia Vengoechea
Per 5 danzatori
Durata 16 minuti
Probabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri, quanto piccoli e limitati, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia, di sogni e promesse, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale.
Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti, ispirate da scoperte, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze, tragedie insopportabili e straordinari incontri.
Quelle onde hanno attraversato la storia, sono sempre state occasioni di partenze, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano il mare da sempre.
Guardando il fluire del movimento di un danzatore, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza.
Crediti
Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Per due danzatori
Durata 10 minuti
BLISS è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto che ha sempre ammaliato il pubblico in ogni parte del mondo. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo, in occasione del suo 10° anniversario dal debutto nel 2016.
Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita.
Il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva.
Oggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e, insieme, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert.
Quindi eccoci qui, tutti quanti, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo “principianti” l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro.
Johan Inger
Crediti
Coreografia Johan Inger
Musica Keith Jarrett
Scene Johan Inger
Costumi Johan Inger e Francesca Messori
Assistente alla coreografia Yvan Dubreuil
Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Premio Danza&Danza 2016 “Produzione italiana dell’anno”
Per tutta la compagnia
Durata 27 minuti
