Percorso di creazione per l’infanzia e il tout public

Nel 2026 il CCN/Aterballetto avvia un nuovo e significativo percorso di ricerca e produzione dedicato all’infanzia, confermando e rafforzando un’attenzione che negli ultimi anni è diventata parte integrante della propria identità artistica. Non si tratta semplicemente di creare uno spettacolo “per bambini”, ma di lavorare in una prospettiva tout public, capace di parlare all’infanzia come spazio dello sguardo, della percezione e dell’immaginazione, e allo stesso tempo di coinvolgere ogni età.

Questo nuovo progetto rappresenta un investimento artistico, produttivo e culturale. Investire sull’infanzia significa interrogarsi sui linguaggi necessari oggi, sulle forme capaci di generare meraviglia, pensiero e partecipazione, e su come la danza possa diventare uno spazio di rigenerazione dello sguardo.

Con Alla ricerca della meraviglia, il CCN/Aterballetto sceglie di approfondire il proprio percorso nell’ambito della danza per l’infanzia, assumendo questo campo non come linea parallela, ma come parte strutturale della propria visione artistica. L’infanzia, in questa prospettiva, non è un target: è un punto di vista. Uno spazio di libertà percettiva che chiede autenticità, chiarezza e radicalità.

Radicalità significa arrivare all’essenza, eliminare il superfluo, proporre un linguaggio diretto e potente che sappia parlare senza semplificare o banalizzare, rispettando la curiosità, l’intelligenza e la sensibilità dei più piccoli. È una sfida che riguarda anche lo spettatore adulto: creare una danza capace di sorprendere, interrogare e rinnovare il modo di guardare.

Il progetto coinvolge tre coreografi dalla forte identità autoriale e dalla diversa provenienza poetica ed estetica: Fernando Melo, Jacopo Jenna e Francesco Marilungo. Invitati a lavorare con una coppia di danzatori del CCN/Aterballetto in una fase di workshop e primo studio, i tre artisti sono chiamati a scegliere liberamente tema, linguaggio e immaginario, in un tempo di ricerca aperto e necessario.

Tre coreografi, tre sguardi

Fernando Melo

Fernando Melo, coreografo brasiliano attivo in Europa, sviluppa un linguaggio “magico”, capace di trasformare la forte presenza fisica dell’interprete in una visione quasi onirica, attraversata da illusionismo, energia e relazione. Le sue creazioni si distinguono per una spiccata qualità visiva e per una scrittura coreografica che intreccia immaginazione e narrazione non lineare.

Nel progetto, la sua ricerca si colloca in un territorio dove la meraviglia prende forma attraverso il corpo, il ritmo dell’azione e la capacità della scena di evocare immagini inattese.

Jacopo Jenna

Jacopo Jenna concentra la sua ricerca sull’analisi del movimento e sulla relazione tra danza, immagini e dispositivi visivi. Il suo lavoro attraversa archivi, cultura pop, storia della danza e media contemporanei, costruendo opere che interrogano il modo in cui guardiamo e siamo guardati, con un approccio concettuale ma sempre profondamente fisico.

Nel contesto di Alla ricerca della meraviglia, il suo sguardo apre un dialogo fertile tra percezione, visione e presenza, suggerendo nuove possibilità di incontro tra creazione coreografica e pubblico dell’infanzia.

Francesco Marilungo

Francesco Marilungo porta avanti una ricerca radicale sul corpo e sulla rappresentazione, affrontando spesso temi legati all’identità, al rito e alla trasformazione. Il suo linguaggio è stratificato, ironico e a tratti perturbante, capace di aprire spazi di riflessione attraverso una forte tensione scenica.

All’interno di Alla ricerca della meraviglia, il suo contributo amplia il campo della creazione per l’infanzia, mostrando come anche i linguaggi più intensi e non convenzionali possano incontrare uno sguardo giovane, libero e disponibile all’immaginazione.

Al termine di questa prima fase, i tre studi verranno presentati a porte chiuse anche a un pubblico di bambini. Il confronto diretto con lo sguardo dell’infanzia — libero, esigente, non mediato — diventerà parte integrante del processo: non un semplice test, ma un’occasione di ascolto reale tra creazione e spettatore.

Tra i tre studi verrà scelto quello su cui il CCN/Aterballetto deciderà di investire per la produzione completa. Il lavoro selezionato debutterà in prima nazionale al festival Colpi di Scena, diventando la nuova produzione dedicata a questo filone.

Negli ultimi anni l’attenzione allo sguardo dell’infanzia ha già generato esperienze significative, da La stella nascosta a Stravaganze in sol minore. Con Alla ricerca della meraviglia, il CCN/Aterballetto compie un ulteriore passo in questa direzione: creare uno spettacolo capace di parlare ai bambini senza rinunciare alla profondità, e agli adulti senza perdere la meraviglia.