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MicroDanze

In occasione del Festival Aperto il CCN/Aterballetto con le MicroDanze esplora il Teatro Ariosto di Reggio Emilia

Teatro Ariosto, martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026 ore 18.30 / 19.30 / 20.30

Martedì 13 e mercoledì 14 ottobre il Teatro Ariosto di Reggio Emilia nella cornice del Festival aperto ospita 7 MicroDanze: Platform02 di Ina Lesnakowski, Eppur si muove di Francesca Lattuada, Terra Piccola di Antonella Bertoni, Afterimage di Philippe Kratz, A Gig di Diego Tortelli, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e An Echo, A Wave di Philippe Kratz.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

Coreografia Ina Lesnakowski
Musica Loscil
Set design Carlo Cerri

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Platform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.
È la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.
Alcune domande, che non possono che diventare sempre più attuali, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.
Quanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?
Tutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi, per la natura, per le arti.
Così, partendo da qui, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio, la piattaforma che ci viene data e il movimento, le sue qualità, le sue possibilità o i suoi limiti.

Ina Lesnakowski

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta

Coreografia e set design Philippe Kratz
Musica Pablo’s Eye
Videoproiezioni OOOPSTUDIO

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Afterimage (cioè “l’immagine residua”, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate.

In questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente.

Coreografia Diego Tortelli
Costumi Diego Tortelli
Realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musica Atom TM, Son Lux
Durata 6 minuti / due danzatori

Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.

In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.

Coreografia Angelin Preljocaj
Musica Air (Jean-Benoit Dunckel, Nicolas Godin) 
Durata 9 minuti / 2 danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Near life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza, a cui accediamo quando sveniamo, oppure in trance, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove, portato via da se stesso, è rapito. Near life experience evoca tutto questo, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo.

Angelin Preljocaj

"An Echo, a wave" di Philippe Kratz: il nuovo passo a due di Aterballetto al FLIC di Lanciano sabato 22 novembre.

Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori

Un duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri, partenze e trasformazioni, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia, vicinanza e distanza.

 

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