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MicroDanze

Antonella Bertoni firma la coreografia di Terra Piccola, creata per le danzatrici Emiliana Campo e Matilde Di Ciolo del CCN/Aterballetto.

CCNAterballetto -Terra Piccola – ph. Claudio Montanari

Le MicroDanze a Sei Gradi di Fondazione Entroterre

Villa Durazzo Bombrini, Genova – venerdì 25 settembre 2026, ore 19.00 / 20.00 / 21.00

Tra gli spazi di Villa Durazzo Bombrini, a Genova, tre MicroDanze accompagneranno il pubblico in un’esperienza che intreccia danza, architettura e territorio, nell’ambito di Sei Gradi, il progetto di narrazione collettiva della città ideato da Fondazione Entroterre: Eppur si muove di Francesca Lattuada, Terra Piccola di Antonella Bertoni e Soft P. di Diego Tortelli.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

Coreografia Diego Tortelli
Musica Tindersticks
Danzatori Matteo Capetola, Veronica Galdo

Durata 6 minuti / due danzatori

Soft P. è un lavoro per due corpi e uno sguardo ravvicinato. Il pubblico osserva da vicino, entrando in una relazione diretta, quasi tattile.

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta.

 

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