I Chiostri di San Pietro sono il più straordinario complesso monumentale di Reggio Emilia, uno dei più suggestivi del Rinascimento italiano, con una forma che porta la mano inconfondibile di Giulio Romano.

I Chiostri di San Pietro sono la suggestiva cornice di DANZA AI CHIOSTRI, rassegna estiva curata dalla Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e dalla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia all’interno del cartellone estivo Restate del Comune di Reggio Emilia.

   

       

Dreamers

Teatro Sociale Brescia
4 Marzo H 20.30

Al Teatro Sociale di Brescia, Aterballetto danza Dreamers, serata composta dalle coreografie firmate da Tortelli, Kratz, Preljocaj e Pite.

Un unico spettacolo che riunisce la firma di Crystal Pite, la coreografa più richiesta tra Europa e America, con quelle di Diego Tortelli e Philippe Kratz, due degli autori under 40 più interessanti e apprezzati nel panorama internazionale. Completa la serata un passo a due di Angelin Preljocaj, coreografo nell’Olimpo della danza.

Dreamers si apre con Preludio del bresciano Diego Tortelli, una lettera d’amore al corpo per cinque danzatori costruita attorno ad alcuni dei più intensi poemi e brani del cantautore australiano Nick Cave, che con la sua voce inconfondibile avvolge lo spettatore.

Al centro della serata, “O” di Philippe Kratz, ex danzatore di punta di Aterballetto e ora coreografo ricercato dai più importanti teatri. In uno stato di trascendenza emotiva, assistiamo all’incontro tra l’essere umano e il robot, due entità che si muovono insieme al ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili.

Segue Reconciliatio di Angelin Preljocaj, duetto sul Chiaro di luna di Beethoven che racconta il tema della riconciliazione attraverso un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista, ispirato ad una lettura assidua ma non letterale dell’Apocalisse.

Chiude la serata la soffice bufera di neve di Solo Echo di Crystal Pite, che si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e ai versi profondi di Mark Strand. In scena si respira l’inverno dell’anima: il tempo rallenta, il corpo si fa veicolo di un’introspezione commossa e potente. Con delicatezza e intensità, Pite riflette sul tema della perdita, sull’accettazione del cambiamento e sul mistero della resilienza.

 

 

K.I.nd of Human

Fonderia Reggio Emilia
4 Marzo H 20.30

Girls just wanna have… HUMANITY

Con K.I.nd of Human di Roberta Pisu / Arcis_collective la Dance Week che omaggia la creatività femminile ha il suono del sax!

L’IA può creare arte? Quattro danzatori e quattro sassofoni rivendicano l’arte come atto profondamente umano, partendo da una riflessione sull’immenso potenziale dell’intelligenza artificiale.

Direzione artistica e coreografia: Roberta Pisu
Composizione: Leonhard Kuhn
Musica: Arcis Saxophon Quartett
Danzatori: Edoardo Cino, Fabio Calvisi, Vittoria Franchina, Sofia Casprini
Curazione costumi: Bregje van Balen
Sartoria: Lucia Zettl
Assistente coreografia: Francesca Poglie
Riprese: Florian Leuschner, Georg Stirnweiß
Montaggio video: Alfonso Fernández Sánchez
Foto: Martin Misere, Georg Stirnweiß, Robert Fischer, Luca Di Bartolo
Produzione: arcis_collective

K.I.nd of Human è una performance di 60 minuti con quattro danzatori e quattro musicisti, che esplora il rapporto in continua evoluzione tra l’umanità e l’intelligenza artificiale.

Presentata in anteprima nel 2022 a Monaco di Baviera, l’opera indaga l’immenso potenziale dell’IA, affrontandone al contempo i limiti intrinseci—il più evidente dei quali è l’incapacità di sperimentare la mortalità. Con una partitura originale di Leonard Kuhn, composta in collaborazione con l’intelligenza artificiale, la musica si trasforma progressivamente da elettronica ad acustica, riflettendo un viaggio dall’artificiale all’umano.

Lo spettacolo si apre con i musicisti che suonano i sassofoni immersi sott’acqua, i loro suoni intrecciati con composizioni elettroniche—a evocare metaforicamente la nascita degli umanoidi. Man mano che il pezzo si sviluppa, sia la musica che il movimento eliminano gradualmente gli strati di artificialità, culminando in un finale completamente acustico che celebra la bellezza effimera dell’esistenza umana.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è sempre più integrata nelle nostre vite, K.I.nd of Human solleva domande profonde: cosa ci definisce veramente come esseri umani? L’opera si concentra su tre qualità fondamentali: fisicità, transitorietà e unicità. La coscienza umana è inseparabile dal corpo; ogni esperienza è singolare e finita, modellata dall’inevitabilità della vita e della morte, che danno profondità e significato alla nostra esistenza. L’IA, pur essendo dotata di intelligenza, manca di questa temporalità fisica ed emotiva. Questa produzione non si limita a criticare la tecnologia, ma dialoga con essa, sfidando le paure diffuse riguardo all’ascesa dell’IA e invitando il pubblico a esplorarne le possibilità sconosciute.

L’IA può creare arte? L’arte richiede consapevolezza di sé, intenzione e una prospettiva unica— tratti che l’intelligenza artificiale, nonostante i suoi progressi, potrebbe non possedere mai del tutto. Durante le prove, l’IA ha agito come un partner creativo, suggerendo idee coreografiche e musicali. Tuttavia, sono stati gli artisti umani a modellare e interpretare questi spunti, rivelando che l’essenza dell’arte potrebbe rimanere un mistero intrinsecamente umano—uno che l’IA, per quanto avanzata, non è ancora in grado di replicare. Eppure, mentre la tecnologia continua a evolversi, i confini tra artificiale e organico restano incerti, spingendoci a chiederci quanto di noi stessi siamo disposti a cedere alla macchina.

Roberta Pisu (Cagliari, 1984) è danzatrice e coreografa italiana. Dopo la formazione in Francia all’Académie de Danse Classique Princesse Grace e il Bachelor in Danza Contemporanea all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, sviluppa una carriera internazionale collaborando con coreografi di rilievo come William Forsythe, Wayne McGregor, Jacopo Godani, Marco Goecke, Emanuel Gat e Ismael Ivo. Dal 2012 al 2023 è solista allo Staatstheater am Gärtnerplatz di Monaco di Baviera, dove avvia anche un intenso percorso coreografico firmando numerose creazioni per il teatro.

Nel 2020 co-fonda a Monaco arcis_collective insieme all’Arcis Saxophon Quartett, di cui è Direttrice Artistica. Il collettivo nasce con l’obiettivo di fondere musica da camera e danza contemporanea in un’esperienza performativa unitaria, in cui musicisti e danzatori condividono pienamente la scena. Ispirato all’intimità e alla profondità emotiva della musica da camera, arcis_collective affronta temi sociali e culturali attraverso un linguaggio contemporaneo, promuovendo una forte interazione tra suono, corpo e presenza scenica.

Con arcis_collective Roberta Pisu firma numerose opere presentate in teatri, festival e spazi non convenzionali in Germania e in Italia, tra cui HEIMAT, 2xGETANZT, K.I.nd of Human, Quirky Night Club Chronicles, Live.Love.Arcis, LUX e WHITE. Accanto all’attività creativa, dal 2024 insegna composizione coreografica alla Iwanson International School of Contemporary Dance di Monaco, proseguendo la sua ricerca sul dialogo tra musica e movimento e sulla ridefinizione dei confini delle arti performative.

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

CONTATTI

Cell e whatsapp 3341023554

Dreamers

Teatro Sociale Brescia
5 Marzo H 20.30

Al Teatro Sociale di Brescia, Aterballetto danza Dreamers, serata composta dalle coreografie firmate da Tortelli, Kratz, Preljocaj e Pite.

Un unico spettacolo che riunisce la firma di Crystal Pite, la coreografa più richiesta tra Europa e America, con quelle di Diego Tortelli e Philippe Kratz, due degli autori under 40 più interessanti e apprezzati nel panorama internazionale. Completa la serata un passo a due di Angelin Preljocaj, coreografo nell’Olimpo della danza.

Dreamers si apre con Preludio del bresciano Diego Tortelli, una lettera d’amore al corpo per cinque danzatori costruita attorno ad alcuni dei più intensi poemi e brani del cantautore australiano Nick Cave, che con la sua voce inconfondibile avvolge lo spettatore.

Al centro della serata, “O” di Philippe Kratz, ex danzatore di punta di Aterballetto e ora coreografo ricercato dai più importanti teatri. In uno stato di trascendenza emotiva, assistiamo all’incontro tra l’essere umano e il robot, due entità che si muovono insieme al ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili.

Segue Reconciliatio di Angelin Preljocaj, duetto sul Chiaro di luna di Beethoven che racconta il tema della riconciliazione attraverso un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista, ispirato ad una lettura assidua ma non letterale dell’Apocalisse.

Chiude la serata la soffice bufera di neve di Solo Echo di Crystal Pite, che si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e ai versi profondi di Mark Strand. In scena si respira l’inverno dell’anima: il tempo rallenta, il corpo si fa veicolo di un’introspezione commossa e potente. Con delicatezza e intensità, Pite riflette sul tema della perdita, sull’accettazione del cambiamento e sul mistero della resilienza.

 

 

Le Palestriti

Fonderia Reggio Emilia
6 Marzo H 19.00

Girls just wanna have… STRENGHT

Le Palestriti di Simona Bertozzi: per la Dance Week che omaggia la creatività femminile uno spettacolo che riflette sulla potenza delle donne.

Quattro performer donne trasformano l’allenamento ginnico in festa collettiva, creando un linguaggio di gesti, suoni e corpi che celebra forza, grazia e potenza condivisa.

Doppia replica

venerdì 6 e sabato 7 marzo ore 19.00

Progetto e coreografia Simona Bertozzi

Preparazione vocale Meike Clarelli

Creato con e danzato da Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi

Musica Originale Meike Clarelli, Davide Fasulo

Disegno luci e assistenza tecnica Rocio Espana Rodriguez

Organizzazione Miriana Erario

Ufficio stampa Michele Pascarella

Foto e video Luca Del Pia

Produzione Nexus 2024-2025 

Con il sostegno di MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Con il supporto di Festival Danza Estate
In collaborazione con ALMASTUDIOS Bologna

Le Palestriti prende forma all’interno del progetto ATHLETES, aprendo nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità – elementi fondanti dell’intero progetto.

Il lavoro si ispira al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale, a Piazza Armerina, una rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità.

Qui, le atlete, con attrezzi ginnici, non solo esaltano la bellezza e la potenza del gesto individuale, ma fanno festa celebrando la vincitrice e trasformando l’atletismo in un atto di affermazione collettiva.

Nel quadro coreografico Le Palestriti, il radunarsi e il convergere verso un’esperienza comune e vertiginosa dei corpi emerge come necessità irrinunciabile, per allenare le anatomie e per farle deflagrare.

Le performer disseminano una grammatica di gesti, suoni e vocalità in cui l’affiorare delle singole presenze diventa occasione per espandere la percezione individuale e trasfigurarla in un atto di reciprocità e espansione del corpo collettivo.

Le Palestriti sviluppa una fisicità cruda e fluida, con ondate ferine che trasformano lo spazio: da palestra a territorio poroso, ibrido, un crocevia di relazioni, ritualità e alfabeti gestuali sospesi tra forza e grazia.

In questa dinamica, la scena si configura come un playground di traiettorie, dove i corpi si muovono in un ostinato esercizio di ascolto, elevando l’allenamento e la cura del gesto a pratiche di resistenza e trasformazione.

Coreografa, danzatrice e performer, Simona Bertozzi è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea.

Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra.
Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione.
Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente.
Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.
Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

CONTATTI

Cell e whatsapp 3341023554

Dreamers

Teatro Sociale Brescia
6 Marzo H 20.30

Al Teatro Sociale di Brescia, Aterballetto danza Dreamers, serata composta dalle coreografie firmate da Tortelli, Kratz, Preljocaj e Pite.

Un unico spettacolo che riunisce la firma di Crystal Pite, la coreografa più richiesta tra Europa e America, con quelle di Diego Tortelli e Philippe Kratz, due degli autori under 40 più interessanti e apprezzati nel panorama internazionale. Completa la serata un passo a due di Angelin Preljocaj, coreografo nell’Olimpo della danza.

Dreamers si apre con Preludio del bresciano Diego Tortelli, una lettera d’amore al corpo per cinque danzatori costruita attorno ad alcuni dei più intensi poemi e brani del cantautore australiano Nick Cave, che con la sua voce inconfondibile avvolge lo spettatore.

Al centro della serata, “O” di Philippe Kratz, ex danzatore di punta di Aterballetto e ora coreografo ricercato dai più importanti teatri. In uno stato di trascendenza emotiva, assistiamo all’incontro tra l’essere umano e il robot, due entità che si muovono insieme al ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili.

Segue Reconciliatio di Angelin Preljocaj, duetto sul Chiaro di luna di Beethoven che racconta il tema della riconciliazione attraverso un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista, ispirato ad una lettura assidua ma non letterale dell’Apocalisse.

Chiude la serata la soffice bufera di neve di Solo Echo di Crystal Pite, che si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e ai versi profondi di Mark Strand. In scena si respira l’inverno dell’anima: il tempo rallenta, il corpo si fa veicolo di un’introspezione commossa e potente. Con delicatezza e intensità, Pite riflette sul tema della perdita, sull’accettazione del cambiamento e sul mistero della resilienza.

 

 

Enough

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 15.00

Girls just wanna have… ANOTHER POINT OF VIEW

Per la Dance Week che omaggia la creatività femminile Lara Guidetti presenta in prova aperta il suo nuovo duetto Enough.

Lara Guidetti si ispira al romanzo Narciso e Boccadoro di Herman Hesse per il suo nuovo duetto maschile. Un work in progress sull’affinità e l’attrazione che generano tensione continua.

Una co-produzione SPACCA / Sanpapié e Drama Teatro
Con il sostegno di NEXT-laboratorio delle idee

Coreografia e regia: Lara Guidetti
Consulenza drammaturgica: Saverio Bari
Assistente alla coreografia e consulenza creativa: Fabrizio Calanna
Scene e costumi: Maria Barbara De Marco
Musiche originali ed elaborazioni sonore: Marcello Gori
Light designer: Alessandro Barbieri
Interpreti: Michele Ho, Gabriel Interlando

Uno speciale ringraziamento ad Helga ed Angelo

Enough è un duetto maschile in costruzione concepito come opera coreografica installativa, un dispositivo di osservazione che indaga la natura del doppio non come opposizione binaria, ma come coabitazione impossibile di due forze interne. Il lavoro prende ispirazione dal romanzo Narciso e Boccadoro di hermann hesse, inteso come campo simbolico e non narrativo: una relazione fondata sull’affinità, sull’attrazione e sull’impossibilità della fusione. l’altro non è complemento né soluzione, ma ciò che manca, ciò che ferisce, ciò che innesca il movimento. la danza si colloca in questa soglia instabile, dove il desiderio di unità genera una tensione che non si risolve mai e dove la separazione non è negazione, ma condizione necessaria dell’esistenza stessa del legame.

Lara Guidetti nel 2006 si diploma come danzatrice e coreografa presso l’Atelier di teatro-danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, studiando con grandi maestri nazionali e internazionali. Prosegue nella formazione legata al mondo della danza e della performing-art studiando diversi metodi di pedagogia e training attraverso laboratori e produzioni. Nel 2008 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa, regista e interprete, presentando opere in tutta Italia, Europa, Cina e Arabia Saudita. Nel 2017 il suo spettacolo LEI ha vinto il Premio Bonacina. Collabora con la compagnia JGM di Lisbona, con la Scala di Milano in qualità di danzatrice e acrobata e firma le coreografie di opere liriche. È stata docente presso le scuole Paolo Grassi e Dancehaus di Milano e la scuola del Teatro Stabile di Torino. Dal 2022 è artista associata del festival MilanOltre e collaboratrice del CCN/Aterballetto come coreografa e curatrice di progetti site-specific e di welfare culturale.

BIGLIETTI
3 euro per tutti / omaggio under 6

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

CONTATTI

Cell e whatsapp 3341023554

Pina!

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 15.00

Girls just wanna have… A MYTH

Pina! di Monica Casadei è in prova aperta per la Dance Week che omaggia la creatività femminile.

Monica Casadei dà vita ad un omaggio personale a Pina Bausch, un dialogo dove il suo segno coreografico incontra la poetica della madre del Tanztheater.

Coreografia Monica Casadei
Contenuti video tratti da Un Secolo di Danza scritto e realizzato da Sonia Schoonejans
Assistente di produzione Mattia Molini
Danzatori Alfonso Donnarumma, Sofia Gentiluomo, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Christian Pellino, Carlotta Quercetani
Con la partecipazione di Sonia Schoonejans

Produzione Compagnia Artemis Danza
Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Parma

Un omaggio intenso e personale a Pina Bausch firmato da Monica Casadei.
Ispirato al documentario Un secolo di danza di Sonia Schoonejans, lo spettacolo intreccia immagini video e coreografie originali in un dialogo tra memoria storica e linguaggio contemporaneo. Attraversano il linguaggio fisico e dinamico che contraddistingue da sempre lo stile della compagnia Artemis Danza, la performance si snoda in un continuo gioco di rimandi, evocazioni e contrappunti, inoltrandosi nella poetica coreografica di Pina, restituendone al pubblico la forza visionaria e la capacità di parlare ancora oggi a tutti noi.

Di origine ferrarese e laureata con lode con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi a Londra, infine a Parigi, dove incontra i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz e il maestro André Cognard Hanshi So shihan, con il quale tutt’ora pratica l’arte marziale dell’Aikido. Fonda in Francia la compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 dando vita a un’intensa attività di produzione che conta, ad oggi, oltre quaranta creazioni originali. Dal 1998 al 2007 la Compagnia è in residenza alla Fondazione Teatro Due di Parma, mentre dal 2014 è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Artemis Danza è stata invitata nei più importanti teatri e Festival italiani, in numerose tournée e festival internazionali.

Fondamentali nella ricerca artistica di Monica Casadei sono la contaminazione con differenti territori artistici, culturali e geografici, oltre all’esplorazione di luoghi e spazi urbani che divengono teatro di azioni performative.

Accanto all’attività di produzione, Artemis sostiene, produce e promuove giovani autori e realizza molteplici attività per la formazione del pubblico.

BIGLIETTI
3 euro per tutti / omaggio under 6

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

CONTATTI

Cell e whatsapp 3341023554

Enough

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 17.00

Girls just wanna have… ANOTHER POINT OF VIEW

Per la Dance Week che omaggia la creatività femminile Lara Guidetti presenta in prova aperta il suo nuovo duetto Enough.

Lara Guidetti si ispira al romanzo Narciso e Boccadoro di Herman Hesse per il suo nuovo duetto maschile. Un work in progress sull’affinità e l’attrazione che generano tensione continua.

Una co-produzione SPACCA / Sanpapié e Drama Teatro
Con il sostegno di NEXT-laboratorio delle idee

Coreografia e regia: Lara Guidetti
Consulenza drammaturgica: Saverio Bari
Assistente alla coreografia e consulenza creativa: Fabrizio Calanna
Scene e costumi: Maria Barbara De Marco
Musiche originali ed elaborazioni sonore: Marcello Gori
Light designer: Alessandro Barbieri
Interpreti: Michele Ho, Gabriel Interlando

Uno speciale ringraziamento ad Helga ed Angelo

Enough è un duetto maschile in costruzione concepito come opera coreografica installativa, un dispositivo di osservazione che indaga la natura del doppio non come opposizione binaria, ma come coabitazione impossibile di due forze interne. Il lavoro prende ispirazione dal romanzo Narciso e Boccadoro di hermann hesse, inteso come campo simbolico e non narrativo: una relazione fondata sull’affinità, sull’attrazione e sull’impossibilità della fusione. l’altro non è complemento né soluzione, ma ciò che manca, ciò che ferisce, ciò che innesca il movimento. la danza si colloca in questa soglia instabile, dove il desiderio di unità genera una tensione che non si risolve mai e dove la separazione non è negazione, ma condizione necessaria dell’esistenza stessa del legame.

Lara Guidetti nel 2006 si diploma come danzatrice e coreografa presso l’Atelier di teatro-danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, studiando con grandi maestri nazionali e internazionali. Prosegue nella formazione legata al mondo della danza e della performing-art studiando diversi metodi di pedagogia e training attraverso laboratori e produzioni. Nel 2008 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa, regista e interprete, presentando opere in tutta Italia, Europa, Cina e Arabia Saudita. Nel 2017 il suo spettacolo LEI ha vinto il Premio Bonacina. Collabora con la compagnia JGM di Lisbona, con la Scala di Milano in qualità di danzatrice e acrobata e firma le coreografie di opere liriche. È stata docente presso le scuole Paolo Grassi e Dancehaus di Milano e la scuola del Teatro Stabile di Torino. Dal 2022 è artista associata del festival MilanOltre e collaboratrice del CCN/Aterballetto come coreografa e curatrice di progetti site-specific e di welfare culturale.

BIGLIETTI
3 euro per tutti / omaggio under 6

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

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Cell e whatsapp 3341023554

Pina!

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 17.00

Girls just wanna have… A MYTH

Pina! di Monica Casadei è in prova aperta per la Dance Week che omaggia la creatività femminile.

Monica Casadei dà vita ad un omaggio personale a Pina Bausch, un dialogo dove il suo segno coreografico incontra la poetica della madre del Tanztheater.

Coreografia Monica Casadei
Contenuti video tratti da Un Secolo di Danza scritto e realizzato da Sonia Schoonejans
Assistente di produzione Mattia Molini
Danzatori Alfonso Donnarumma, Sofia Gentiluomo, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Christian Pellino, Carlotta Quercetani
Con la partecipazione di Sonia Schoonejans

Produzione Compagnia Artemis Danza
Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Parma

Un omaggio intenso e personale a Pina Bausch firmato da Monica Casadei.
Ispirato al documentario Un secolo di danza di Sonia Schoonejans, lo spettacolo intreccia immagini video e coreografie originali in un dialogo tra memoria storica e linguaggio contemporaneo. Attraversano il linguaggio fisico e dinamico che contraddistingue da sempre lo stile della compagnia Artemis Danza, la performance si snoda in un continuo gioco di rimandi, evocazioni e contrappunti, inoltrandosi nella poetica coreografica di Pina, restituendone al pubblico la forza visionaria e la capacità di parlare ancora oggi a tutti noi.

Di origine ferrarese e laureata con lode con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi a Londra, infine a Parigi, dove incontra i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz e il maestro André Cognard Hanshi So shihan, con il quale tutt’ora pratica l’arte marziale dell’Aikido. Fonda in Francia la compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 dando vita a un’intensa attività di produzione che conta, ad oggi, oltre quaranta creazioni originali. Dal 1998 al 2007 la Compagnia è in residenza alla Fondazione Teatro Due di Parma, mentre dal 2014 è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Artemis Danza è stata invitata nei più importanti teatri e Festival italiani, in numerose tournée e festival internazionali.

Fondamentali nella ricerca artistica di Monica Casadei sono la contaminazione con differenti territori artistici, culturali e geografici, oltre all’esplorazione di luoghi e spazi urbani che divengono teatro di azioni performative.

Accanto all’attività di produzione, Artemis sostiene, produce e promuove giovani autori e realizza molteplici attività per la formazione del pubblico.

BIGLIETTI
3 euro per tutti / omaggio under 6

ACQUISTO BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

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Cell e whatsapp 3341023554

Le Palestriti

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 19.00

Girls just wanna have… STRENGHT

Le Palestriti di Simona Bertozzi: per la Dance Week che omaggia la creatività femminile uno spettacolo che riflette sulla potenza delle donne.

Quattro performer donne trasformano l’allenamento ginnico in festa collettiva, creando un linguaggio di gesti, suoni e corpi che celebra forza, grazia e potenza condivisa.

Doppia replica

venerdì 6 e sabato 7 marzo ore 19.00

Progetto e coreografia Simona Bertozzi

Preparazione vocale Meike Clarelli

Creato con e danzato da Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi

Musica Originale Meike Clarelli, Davide Fasulo

Disegno luci e assistenza tecnica Rocio Espana Rodriguez

Organizzazione Miriana Erario

Ufficio stampa Michele Pascarella

Foto e video Luca Del Pia

Produzione Nexus 2024-2025 

Con il sostegno di MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Con il supporto di Festival Danza Estate
In collaborazione con ALMASTUDIOS Bologna

Le Palestriti prende forma all’interno del progetto ATHLETES, aprendo nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità – elementi fondanti dell’intero progetto.

Il lavoro si ispira al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale, a Piazza Armerina, una rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità.

Qui, le atlete, con attrezzi ginnici, non solo esaltano la bellezza e la potenza del gesto individuale, ma fanno festa celebrando la vincitrice e trasformando l’atletismo in un atto di affermazione collettiva.

Nel quadro coreografico Le Palestriti, il radunarsi e il convergere verso un’esperienza comune e vertiginosa dei corpi emerge come necessità irrinunciabile, per allenare le anatomie e per farle deflagrare.

Le performer disseminano una grammatica di gesti, suoni e vocalità in cui l’affiorare delle singole presenze diventa occasione per espandere la percezione individuale e trasfigurarla in un atto di reciprocità e espansione del corpo collettivo.

Le Palestriti sviluppa una fisicità cruda e fluida, con ondate ferine che trasformano lo spazio: da palestra a territorio poroso, ibrido, un crocevia di relazioni, ritualità e alfabeti gestuali sospesi tra forza e grazia.

In questa dinamica, la scena si configura come un playground di traiettorie, dove i corpi si muovono in un ostinato esercizio di ascolto, elevando l’allenamento e la cura del gesto a pratiche di resistenza e trasformazione.

Coreografa, danzatrice e performer, Simona Bertozzi è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea.

Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra.
Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione.
Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente.
Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.
Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

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I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

CONTATTI

Cell e whatsapp 3341023554

EPIPHANĪA – Mi rendo manifesta

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 20.30

Girls just wanna have…THEIR OWN BODY 

EPIPHANĪA – Mi rendo manifesta di Antonella Bertoni e Michele Abbondanza è il cuore della Dance Week che omaggia la creatività e l’universo femminili.

Tre danzatrici della Compagnia Abbondanza/Bertoni si perdono in un labirinto di stanze visive per una minuziosa esplorazione del corpo femminile, tra stereotipi di genere ed emancipazione individuale. Un vero manifesto muliebre.

di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
ideazione, scena e costumi Antonella Bertoni
con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio
musiche originali Sergio Beercock
disegno luci Alessio Guerra
direzione tecnica Claudio Modugno
assistente alla creazione Eleonora Chiocchini
sartoria Manuela Gober
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli
comunicazione Erika Parise
ufficio stampa Marilù Ursi

produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini
ringraziamo inoltre Andrea Palamidese

“Come ombre della vita, in un campo di battaglia, le tre danzatrici, anime sospese e in bilico, in lucido sonnambulismo, si mostrano per strati visibili e nascosti in una sinfonia di azioni che si offre
come una foresta di segni e di significati.
Sono ritratti tra esibizione identitaria e esuberanza visiva. Un femminile carnale ma distaccato dal protagonismo assoluto della materia umana e che lascia spazio all’immateriale.
Il soggetto diviene oggetto e solo allora gli si riconosce lo status sovrano. Sul filo del dettaglio e del particolare, pennelliamo tracce, grumi e trasparenze, disarticolando il senso che i dettagli incarnano all’interno della vita.
Il gesto indica e suggerisce senza dire, espressione di un pensiero quasi pittorico, perturbante e portatore di intensità anche emotiva.
La drammaturgia si concentra e sofferma su micro-momenti, in un apparente caos, si dipana in capitoli di un libro esploso.
Apparizioni e scomparse come dentro una trappola spaziale in un nero che è il colore in cui si genera tutto, quello da cui veniamo al mondo e quello a cui torneremo.
Un non-luogo che è una stanza, un labirinto di stanze che si perdono l’una nell’altra, una casa intera, il mondo; iperquadri che funzionano per immagini e si nutrono di pause.”

Antonella Bertoni

“Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”
Una stanza tutta per sé, l’angolo delle donne. Scaleno: ca va sans dire. Un testing box di completa negazione al radicamento sicuro nello spazio del corpo femminile che si manifesta così in una resa
incondizionata e impudica alla distopia prospettica. Donne a pezzi e pezzi di donna, in una scatola d’arti che, come un unico organismo, respira si riproduce e collassa: la creatività inerme dei corpi restituiti alla fine ne è il segno. Dal trino all’uno e dall’uno alle mille muliebri forme, niente affatto piane ma ricche di pieghe, plissé, che, come in un puntaspilli trafiggono la scena. Corpi-lame,
sbriluccichii e moine compongono una trama dell’apparire in cui l’ordito diventa azione di visione e fissaggio di un primo punto, un punto croce naturalmente, di inizio e di inciampo, tenuto su solo
da un filo di gloria. Ora che le donne scoprono che l’uomo non è più Dio, alluciniamo qui una ideale ricomposizione dei loro pezzi sparsi.

“Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”: Grazie alla generosità e all’incondizionata fiducia di Valentina, Ludovica e Sara.

Michele Abbondanza

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Dall’esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l’attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo.

La Compagnia Abbondanza/Bertoni è in residenza al Teatro alla Cartiera di Rovereto (TN) – Italia ed è sostenuta da:

MIC, Direzione Generale Spettacolo dal Vivo

Comune di Rovereto, Assessorato alla Cultura

Provincia autonoma di Trento, servizio attività culturali

Regione autonoma Trentino Alto Adige

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Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

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Preludio / An Echo, a Wave / Alpha Grace

Scenario Pubblico Catania
7 Marzo H 21.00

Aterballetto danza a Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza a Catania, il 7 e 8 marzo.

Il CCN/Aterballetto presenta una serata che attraversa corpo, anima e memoria, composta da tre creazioni che riflettono sull’intimità, sulla fragilità umana e sulla forza del sentire condiviso. Preludio di Diego Tortelli è una preghiera profana, ispirata alla scrittura di Nick Cave: cinque danzatori diventano stimoli emotivi, incarnando ossessioni, dipendenze e desideri in un inno al corpo e alla sua trasformazione continua.

An Echo, A Wave di Philippe Kratz prende spunto dal moto ipnotico del mare, simbolo di eternità e luogo di incontri, partenze e ritorni: un duetto poetico, fluido come un’onda che attraversa il tempo.

Infine, Alpha Grace, sempre di Kratz, è una riflessione sull’empatia, su quella capacità antica e sacra di riconoscersi negli altri. Solitudini e individualità si trasformano gradualmente in coralità, in un’armonia costruita sull’ascolto e sulla condivisione.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez