La Fonderia è la casa della danza e dell’arte a Reggio Emilia.
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Rhapsody in blue / Solo Echo / Glory Hall

Aterballetto danza a Tolone, nel sud della Francia, il trittico firmato da Iratxe Ansa & Igor Bacovich, Crystal Pite e Diego Tortelli.
In scena Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich, coreografia divertente, vivace, come l’omonimo brano di Gershwin. A seguire Solo Echo di Crystal Pite che, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
Rhapsody in blue / Solo Echo / Glory Hall

Aterballetto danza a Tolone, nel sud della Francia, il trittico firmato da Iratxe Ansa & Igor Bacovich, Crystal Pite e Diego Tortelli.
In scena Rhapsody in blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich, coreografia divertente, vivace, come l’omonimo brano di Gershwin. A seguire Solo Echo di Crystal Pite che, attraverso le sonate per pianoforte e violoncello di Brahms, invoca l’inverno per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
VISIONI DEL CORPO. MAURIZIO CATTELAN

Maurizio Cattelan Bidibidobidiboo 1996 photo Zeno Zotti copia (Palazzo Grassi, Venezia)
Lunedì 23 marzo il CCN/Aterballetto è alla Fondazione Ferrero con Visioni del corpo. Maurizio Cattelan: vedere l’arte contemporanea attraverso la danza d’autore.
Lunedì 23 marzo 2026 alle ore 20.30 la Fondazione Ferrero e il Comune di Alba presentano Visioni del corpo un dialogo inedito tra danza e arte contemporanea dove il corpo diventa strumento per amplificare il senso provocatorio e visionario di Maurizio Cattelan. Si tratta del primo di una serie di incontri proposti alla comunità locale, come tappe di un percorso condiviso verso il 2027, anno in cui Alba sarà la capitale italiana dell’arte contemporanea.
Concepito dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, Visioni del corpo promuove il dialogo tra danza e arte visiva. Protagonisti della serata saranno Nicolas Ballario, giornalista e divulgatore culturale, la coreografa Lara Guidetti, i danzatori del CCN/Aterballetto Alessia Giacomelli e Kiran Gezels in un lavoro che omaggia Maurizio Cattelan.


Maurizio Cattelan, Him, 2001, ph Tom Lindboe (Blenheim) A
Habemus Naufragium
Silvia Pezzarossi danza le tempeste del presente in Fonderia.
In un mondo che fatica sempre più a immaginare il proprio futuro di fronte agli sconvolgimenti climatici, sociali e politici, Habemus Naufragium invita con slancio a una resilienza positiva.
La coreografa Silvia Pezzarossi, in duo con la danzatrice Anna-Maria Bayon, propone un naufragio stravagante che ci fa navigare tra le tempeste del nostro tempo.
Con un immaginario senza limiti, a tratti grottesco e ironico, a tratti poetico, le loro danze metaforiche spingono la solidarietà e la complicità fino a una metamorfosi fluida e perfetta dei corpi, fino a diventare uno solo: un essere nuovo, in piena trasformazione.
Come un rimedio alla nostra eco-ansia, questo spettacolo colorato è una cura di speranza creativa da assumere a occhi ben aperti.
Sono presenti luci stroboscopiche.
Solo Echo / Reconciliatio / Glory Hall
Il CCN/Aterballetto danza al Teatro Bellini di Napoli dal 26 al 29 marzo 2026.
I danzatori del CCN/Aterballetto sono i protagonisti di una produzione firmata dalla pluripremiata Crystal Pite, coreografa canadese ormai nell’Olimpo della danza. Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
Reconciliatio è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj.
L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
Solo Echo / Reconciliatio / Glory Hall
Il CCN/Aterballetto danza al Teatro Bellini di Napoli dal 26 al 29 marzo 2026.
I danzatori del CCN/Aterballetto sono i protagonisti di una produzione firmata dalla pluripremiata Crystal Pite, coreografa canadese ormai nell’Olimpo della danza. Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
Reconciliatio è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj.
L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
Solo Echo / Reconciliatio / Glory Hall
Il CCN/Aterballetto danza al Teatro Bellini di Napoli dal 26 al 29 marzo 2026.
I danzatori del CCN/Aterballetto sono i protagonisti di una produzione firmata dalla pluripremiata Crystal Pite, coreografa canadese ormai nell’Olimpo della danza. Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
Reconciliatio è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj.
L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
Solo Echo / Reconciliatio / Glory Hall
Il CCN/Aterballetto danza al Teatro Bellini di Napoli dal 26 al 29 marzo 2026.
I danzatori del CCN/Aterballetto sono i protagonisti di una produzione firmata dalla pluripremiata Crystal Pite, coreografa canadese ormai nell’Olimpo della danza. Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
Reconciliatio è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj.
L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità.
T.R.I.P.O.F.O.B.I.A – The End
Pablo Girolami danza nei vuoti della paura in Fonderia.
Lunedì 30 marzo ore 18.00 – prova aperta
Martedì 31 marzo ore 21.00 – spettacolo – premiere
La paura dei buchi, o meglio, di tutte quelle piccole figure geometriche che, messe insieme, creano ammassi di piccole cavità. Un gioco di immagini basato su accostamenti che si ripetono tridimensionalmente e che provoca un senso di disgusto e repulsione; l’allarme viene attivato grazie a un codice intrinseco, sviluppato nel corso dei secoli dai nostri antenati, che protegge il fobico dal pericolo di essere infettato da forme parassitarie o di essere ferito da animali velenosi.
Ansia, angoscia, paura, centinaia di nomi per una singola dimensione esistenziale: la paura di perdere il controllo sul mondo, sul nostro corpo, sull’altro.
Il mezzo con cui si forma uno scheletro tripofobico è la geometria, che però, grazie al contributo immaginativo della mente umana, diventa una porta attiva per la paura; riflettendo le insicurezze e le paranoie dell’uomo.
T.R.I.P.O.F.O.B.I.A – The End
Pablo Girolami danza nei vuoti della paura in Fonderia.
Lunedì 30 marzo ore 18.00 – prova aperta
Martedì 31 marzo ore 21.00 – spettacolo – premiere
La paura dei buchi, o meglio, di tutte quelle piccole figure geometriche che, messe insieme, creano ammassi di piccole cavità. Un gioco di immagini basato su accostamenti che si ripetono tridimensionalmente e che provoca un senso di disgusto e repulsione; l’allarme viene attivato grazie a un codice intrinseco, sviluppato nel corso dei secoli dai nostri antenati, che protegge il fobico dal pericolo di essere infettato da forme parassitarie o di essere ferito da animali velenosi.
Ansia, angoscia, paura, centinaia di nomi per una singola dimensione esistenziale: la paura di perdere il controllo sul mondo, sul nostro corpo, sull’altro.
Il mezzo con cui si forma uno scheletro tripofobico è la geometria, che però, grazie al contributo immaginativo della mente umana, diventa una porta attiva per la paura; riflettendo le insicurezze e le paranoie dell’uomo.
Cry Violet
Panzetti / Ticconi: danza tra espiazione e greenwashing in Fonderia.
CRY VIOLET, titolo omonimo del fiore estinto, è una creazione coreografica di e con Panzetti / Ticconi che si disegna su una composizione sonora concepita e proposta da Teho Teardo.
Utilizzando un codice gestuale che ritrae espressioni di dolore e vergogna ispirate all’iconografia del peccato originale, viene messo in luce l’espediente umano di espiare il proprio senso di colpa attraverso pratiche che tentano di recuperare l’avvenuto danno ambientale o, in altro modo, di celarlo. Diffusi fenomeni come quello del greenwashing, rappresentano invero, pratiche ingannevoli che eludono una reale soluzione ai danni che l’azione umana ha provocato sull’ambiente.
Le azioni, come quella del pulire, si fondono al pianto. In questo contesto, un oggetto comune come un panno o un fazzoletto trasforma la sua funzione da strumento di pulizia a elemento che accoglie il dolore, assorbe le lacrime. Ricordando il reiterato e fallace gesto di Lady Macbeth nel perpetuo tentativo di cancellare dalle mani il segno della colpa, le due figure ricalcano la meccanicità espiatoria del pulire e occultare. È in questo limbo tra tentativo reale o di facciata di recuperare al danno provocato che CRY VIOLET prende forma, in una mutevole complicità tra l’estetizzazione di una colpa e l’atto di risolverla o celarla, fino a trasformare essa stessa in materia accattivante, ammiccante, pubblicitaria.
“(…) l’eleganza coreografica di Panzetti/Ticconi incontra l’energia musicale di Teho Teardo. Il compositore, musicista e sound designer–vincitore del David di Donatello per la migliore colonna sonora per Il Divo di Paolo Sorrentino – è da sempre un esploratore attento agli stimoli provenienti da altre forme artistiche. Si dedica all’attività concertistica e discografica indagando il rapporto tra musica elettronica e strumenti tradizionali, oltre a realizzare installazioni sonore e a comporre per il cinema, le serie e il teatro.”
Esplorazioni-Triennale.org
Panzetti Ticconi / Santarcangelo Festival 2024
NOTTE MORRICONE
All’interno del Belgrade Dance Festival, Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau al Serbian National Theatre di Novi Sad.
“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo
Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza
Durata 90′














