Enough

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 17.00

Girls just wanna have… ANOTHER POINT OF VIEW

Per la Dance Week che omaggia la creatività femminile Lara Guidetti presenta in prova aperta il suo nuovo duetto Enough.

Lara Guidetti si ispira al romanzo Narciso e Boccadoro di Herman Hesse per il suo nuovo duetto maschile. Un work in progress sull’affinità e l’attrazione che generano tensione continua.

Una co-produzione SPACCA / Sanpapié e Drama Teatro
Con il sostegno di NEXT-laboratorio delle idee

Coreografia e regia: Lara Guidetti
Consulenza drammaturgica: Saverio Bari
Assistente alla coreografia e consulenza creativa: Fabrizio Calanna
Scene e costumi: Maria Barbara De Marco
Musiche originali ed elaborazioni sonore: Marcello Gori
Light designer: Alessandro Barbieri
Interpreti: Michele Ho, Gabriel Interlando

Uno speciale ringraziamento ad Helga ed Angelo

Enough è un duetto maschile in costruzione concepito come opera coreografica installativa, un dispositivo di osservazione che indaga la natura del doppio non come opposizione binaria, ma come coabitazione impossibile di due forze interne. Il lavoro prende ispirazione dal romanzo Narciso e Boccadoro di hermann hesse, inteso come campo simbolico e non narrativo: una relazione fondata sull’affinità, sull’attrazione e sull’impossibilità della fusione. l’altro non è complemento né soluzione, ma ciò che manca, ciò che ferisce, ciò che innesca il movimento. la danza si colloca in questa soglia instabile, dove il desiderio di unità genera una tensione che non si risolve mai e dove la separazione non è negazione, ma condizione necessaria dell’esistenza stessa del legame.

Lara Guidetti nel 2006 si diploma come danzatrice e coreografa presso l’Atelier di teatro-danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, studiando con grandi maestri nazionali e internazionali. Prosegue nella formazione legata al mondo della danza e della performing-art studiando diversi metodi di pedagogia e training attraverso laboratori e produzioni. Nel 2008 fonda la compagnia Sanpapié di cui è direttrice artistica, coreografa, regista e interprete, presentando opere in tutta Italia, Europa, Cina e Arabia Saudita. Nel 2017 il suo spettacolo LEI ha vinto il Premio Bonacina. Collabora con la compagnia JGM di Lisbona, con la Scala di Milano in qualità di danzatrice e acrobata e firma le coreografie di opere liriche. È stata docente presso le scuole Paolo Grassi e Dancehaus di Milano e la scuola del Teatro Stabile di Torino. Dal 2022 è artista associata del festival MilanOltre e collaboratrice del CCN/Aterballetto come coreografa e curatrice di progetti site-specific e di welfare culturale.

BIGLIETTI
3 euro per tutti / omaggio under 6

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I biglietti possono essere acquistati online su www.biglietteriafonderia39.it.

Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

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Pina!

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 17.00

Girls just wanna have… AN IDOL

Pina! di Monica Casadei è in prova aperta per la Dance Week che omaggia la creatività femminile.

Monica Casadei dà vita ad un omaggio personale a Pina Bausch, un dialogo dove il suo segno coreografico incontra la poetica della madre del Tanztheater.

Coreografia Monica Casadei
Contenuti video tratti da Un Secolo di Danza scritto e realizzato da Sonia Schoonejans
Assistente di produzione Mattia Molini
Danzatori Alfonso Donnarumma, Sofia Gentiluomo, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Carlotta Quercetani

Produzione Compagnia Artemis Danza
Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Parma

Durata 20 minuti circa

Un omaggio intenso e personale a Pina Bausch firmato da Monica Casadei.
Ispirato al documentario Un secolo di danza di Sonia Schoonejans, lo spettacolo intreccia immagini video e coreografie originali in un dialogo tra memoria storica e linguaggio contemporaneo. Attraversano il linguaggio fisico e dinamico che contraddistingue da sempre lo stile della compagnia Artemis Danza, la performance si snoda in un continuo gioco di rimandi, evocazioni e contrappunti, inoltrandosi nella poetica coreografica di Pina, restituendone al pubblico la forza visionaria e la capacità di parlare ancora oggi a tutti noi.

Di origine ferrarese e laureata con lode con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi a Londra, infine a Parigi, dove incontra i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz e il maestro André Cognard Hanshi So shihan, con il quale tutt’ora pratica l’arte marziale dell’Aikido. Fonda in Francia la compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 dando vita a un’intensa attività di produzione che conta, ad oggi, oltre quaranta creazioni originali. Dal 1998 al 2007 la Compagnia è in residenza alla Fondazione Teatro Due di Parma, mentre dal 2014 è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Artemis Danza è stata invitata nei più importanti teatri e Festival italiani, in numerose tournée e festival internazionali.

Fondamentali nella ricerca artistica di Monica Casadei sono la contaminazione con differenti territori artistici, culturali e geografici, oltre all’esplorazione di luoghi e spazi urbani che divengono teatro di azioni performative.

Accanto all’attività di produzione, Artemis sostiene, produce e promuove giovani autori e realizza molteplici attività per la formazione del pubblico.

BIGLIETTI
3 euro per tutti / omaggio under 6

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Le Palestriti

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 19.00

Girls just wanna have… A MEDAL

Le Palestriti di Simona Bertozzi: per la Dance Week che omaggia la creatività femminile uno spettacolo che riflette sulla potenza delle donne.

Quattro performer donne trasformano l’allenamento ginnico in festa collettiva, creando un linguaggio di gesti, suoni e corpi che celebra forza, grazia e potenza condivisa.

Doppia replica

venerdì 6 e sabato 7 marzo ore 19.00

Progetto e coreografia Simona Bertozzi

Preparazione vocale Meike Clarelli

Creato con e danzato da Arianna Brugiolo, Federica D’Aversa, Paola Drera, Valentina Foschi

Musica Originale Meike Clarelli, Davide Fasulo

Disegno luci e assistenza tecnica Rocio Espana Rodriguez

Organizzazione Miriana Erario

Ufficio stampa Michele Pascarella

Foto e video Luca Del Pia

Produzione Nexus 2024-2025 

Con il sostegno di MIC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna
Con il supporto di Festival Danza Estate
In collaborazione con ALMASTUDIOS Bologna

Le Palestriti prende forma all’interno del progetto ATHLETES, aprendo nuove possibilità di ricerca e composizione nell’intersezione tra danza, sport e vocalità – elementi fondanti dell’intero progetto.

Il lavoro si ispira al mosaico delle Palestriti di Villa del Casale, a Piazza Armerina, una rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità.

Qui, le atlete, con attrezzi ginnici, non solo esaltano la bellezza e la potenza del gesto individuale, ma fanno festa celebrando la vincitrice e trasformando l’atletismo in un atto di affermazione collettiva.

Nel quadro coreografico Le Palestriti, il radunarsi e il convergere verso un’esperienza comune e vertiginosa dei corpi emerge come necessità irrinunciabile, per allenare le anatomie e per farle deflagrare.

Le performer disseminano una grammatica di gesti, suoni e vocalità in cui l’affiorare delle singole presenze diventa occasione per espandere la percezione individuale e trasfigurarla in un atto di reciprocità e espansione del corpo collettivo.

Le Palestriti sviluppa una fisicità cruda e fluida, con ondate ferine che trasformano lo spazio: da palestra a territorio poroso, ibrido, un crocevia di relazioni, ritualità e alfabeti gestuali sospesi tra forza e grazia.

In questa dinamica, la scena si configura come un playground di traiettorie, dove i corpi si muovono in un ostinato esercizio di ascolto, elevando l’allenamento e la cura del gesto a pratiche di resistenza e trasformazione.

Coreografa, danzatrice e performer, Simona Bertozzi è laureata al Dipartimento delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Bologna. Una delle pioniere delle rivoluzioni dell’arte coreutica novecentesca, Loïe Fuller, è stata l’oggetto della sua tesi di laurea.

Da giovanissima, si è formata in ginnastica artistica e danza classica, per poi approfondire lo studio della danza contemporanea in Italia e in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra.
Numerose le sue collaborazioni come interprete, tra gli altri con i coreografi Tomas Aragay (cia Societat Doctor Alonso-Spagna) e, dal 2005 al 2010, con Virgilio Sieni. Inizia l’attività di coreografa nel 2005, con un percorso di ricerca e produzione lavorando con danzatori e performer professionisti, ma anche con bambini, adolescenti e amatori, con richiedenti asilo e con giovani immigrati di seconda generazione.
Simona Bertozzi pratica una danza in cui la coreografia costituisce un territorio di accadimenti, un sistema complesso abitato dal corpo, risultante di pratiche, pensieri e discipline che rendono la creazione una entità stratificata, in dialogo con il presente.
Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A (Giovani Danzautori dell’Emilia Romagna) e nel 2008 fonda la Compagnia Simona Bertozzi Associazione Culturale Nexus.

Negli anni i progetti hanno ottenuto sostegni e ospitalità da parte di importanti circuiti regionali, italiani ed europei, mediante coproduzioni e residenze coreografiche con circuitazione nazionale e internazionale.
Nel 2008 è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre (Londra) e nello stesso anno con il solo Terrestre prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival.

Con il collettivo Gemelli Kessler (Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Celeste Taliani) vince Il Coreografo Elettronico 2009 come miglior produzione indipendente con il lavoro di video danza: Terrestre-movement in still life. Nel 2012 il collettivo si occupa della creazione di I was wondering, opera di video danza realizzata per il centenario della nascita di Michelangelo Antonioni.
Negli anni si sono consolidate importanti collaborazioni con artisti e studiosi tra cui: Francesco Giomi direttore artistico di Tempo Reale, Enrico Pitozzi Cristiana Natali docenti dell’Università di Bologna, Egle Sommacal musicista e chitarrista dei Massimo Volume, Angela Baraldi attrice e cantante e Tabea Martin coreografa e danzatrice con cui ha co-creato This is my last dance lavoro che ha avuto una importante circuitazione europea tra cui gli Swiss Dance Days.

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

ACQUISTO BIGLIETTI

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EPIPHANĪA – Mi rendo manifesta

Fonderia Reggio Emilia
7 Marzo H 20.30

Girls just wanna have…THEIR OWN BODY 

EPIPHANĪA – Mi rendo manifesta di Antonella Bertoni e Michele Abbondanza è il cuore della Dance Week che omaggia la creatività e l’universo femminili.

Tre danzatrici della Compagnia Abbondanza/Bertoni si perdono in un labirinto di stanze visive per una minuziosa esplorazione del corpo femminile, tra stereotipi di genere ed emancipazione individuale. Un vero manifesto muliebre.

di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
ideazione, scena e costumi Antonella Bertoni
con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio
musiche originali Sergio Beercock
disegno luci Alessio Guerra
direzione tecnica Claudio Modugno
assistente alla creazione Eleonora Chiocchini
sartoria Manuela Gober
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli
comunicazione Erika Parise
ufficio stampa Marilù Ursi

produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
un ringraziamento particolare a Danio Manfredini
ringraziamo inoltre Andrea Palamidese

“Come ombre della vita, in un campo di battaglia, le tre danzatrici, anime sospese e in bilico, in lucido sonnambulismo, si mostrano per strati visibili e nascosti in una sinfonia di azioni che si offre
come una foresta di segni e di significati.
Sono ritratti tra esibizione identitaria e esuberanza visiva. Un femminile carnale ma distaccato dal protagonismo assoluto della materia umana e che lascia spazio all’immateriale.
Il soggetto diviene oggetto e solo allora gli si riconosce lo status sovrano. Sul filo del dettaglio e del particolare, pennelliamo tracce, grumi e trasparenze, disarticolando il senso che i dettagli incarnano all’interno della vita.
Il gesto indica e suggerisce senza dire, espressione di un pensiero quasi pittorico, perturbante e portatore di intensità anche emotiva.
La drammaturgia si concentra e sofferma su micro-momenti, in un apparente caos, si dipana in capitoli di un libro esploso.
Apparizioni e scomparse come dentro una trappola spaziale in un nero che è il colore in cui si genera tutto, quello da cui veniamo al mondo e quello a cui torneremo.
Un non-luogo che è una stanza, un labirinto di stanze che si perdono l’una nell’altra, una casa intera, il mondo; iperquadri che funzionano per immagini e si nutrono di pause.”

Antonella Bertoni

“Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”
Una stanza tutta per sé, l’angolo delle donne. Scaleno: ca va sans dire. Un testing box di completa negazione al radicamento sicuro nello spazio del corpo femminile che si manifesta così in una resa
incondizionata e impudica alla distopia prospettica. Donne a pezzi e pezzi di donna, in una scatola d’arti che, come un unico organismo, respira si riproduce e collassa: la creatività inerme dei corpi restituiti alla fine ne è il segno. Dal trino all’uno e dall’uno alle mille muliebri forme, niente affatto piane ma ricche di pieghe, plissé, che, come in un puntaspilli trafiggono la scena. Corpi-lame,
sbriluccichii e moine compongono una trama dell’apparire in cui l’ordito diventa azione di visione e fissaggio di un primo punto, un punto croce naturalmente, di inizio e di inciampo, tenuto su solo
da un filo di gloria. Ora che le donne scoprono che l’uomo non è più Dio, alluciniamo qui una ideale ricomposizione dei loro pezzi sparsi.

“Tre donne in fondo al cor, mi sono venute”: Grazie alla generosità e all’incondizionata fiducia di Valentina, Ludovica e Sara.

Michele Abbondanza

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Dall’esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l’attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo.

La Compagnia Abbondanza/Bertoni è in residenza al Teatro alla Cartiera di Rovereto (TN) – Italia ed è sostenuta da:

MIC, Direzione Generale Spettacolo dal Vivo

Comune di Rovereto, Assessorato alla Cultura

Provincia autonoma di Trento, servizio attività culturali

Regione autonoma Trentino Alto Adige

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

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Preludio / An Echo, a Wave / Alpha Grace

Scenario Pubblico Catania
7 Marzo H 21.00

Aterballetto danza a Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza a Catania, il 7 e 8 marzo.

Il CCN/Aterballetto presenta una serata che attraversa corpo, anima e memoria, composta da tre creazioni che riflettono sull’intimità, sulla fragilità umana e sulla forza del sentire condiviso. Preludio di Diego Tortelli è una preghiera profana, ispirata alla scrittura di Nick Cave: cinque danzatori diventano stimoli emotivi, incarnando ossessioni, dipendenze e desideri in un inno al corpo e alla sua trasformazione continua.

An Echo, A Wave di Philippe Kratz prende spunto dal moto ipnotico del mare, simbolo di eternità e luogo di incontri, partenze e ritorni: un duetto poetico, fluido come un’onda che attraversa il tempo.

Infine, Alpha Grace, sempre di Kratz, è una riflessione sull’empatia, su quella capacità antica e sacra di riconoscersi negli altri. Solitudini e individualità si trasformano gradualmente in coralità, in un’armonia costruita sull’ascolto e sulla condivisione.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

 

INnaturale. Alla ricerca di strane creature

Fonderia Reggio Emilia
8 Marzo H 15.00

Girls just wanna have… MAGIC

INnaturale. Alla ricerca di strane creature di Emanuela Dall’Aglio è lo spettacolo per le famiglie scelto per la Dance Week che omaggia la creatività femminile.

Una cacciatrice di pensieri guiderà i bambini e le bambine nelle sale della Fonderia, che magicamente diventerà un bosco incantato abitato da animali misteriosi. Chi avrà il coraggio di entrare nella tana del Nero Lupo?

Dai 4 anni in su

Doppia replica: domenica 8 marzo ore 15.00 e ore 17.00 (durata 50′)

 

Un progetto di Emanuela Dall’Aglio
regia Emanuela Dall’Aglio
allestimento scenografico Emanuela Dall’Aglio
con (in alternanza) Benedetta Brambilla, Stefano Pirovano, Sebastiano Sicurezza, Emanuela Dall’Aglio, Noemi Bresciani, Riccardo Paltenghi, Arianna Losi
voci di Emanuela Dall’Aglio, Laura Cleri, Isabella Brogi e Sofia Bolognini
suoni Fabiano Fiorenzani
sound design Andrea Salvadori e Stefano Pirovano
con la collaborazione artistica di Michele Losi
foto Alvise Alessandro Crovato
produzione Lorenza Brambilla
ufficio stampa Giulia Castelnovo
distribuzione Francesca Lateana

una produzione di Campsirago Residenza
con il contributo di Fondazione Cariplo

Uno scienziato inconsueto conduce il pubblico alla ricerca di strane creature per scoprire e registrare i loro pensieri. Ha così inizio un viaggio misterioso che svela la presenza di animali immaginari: la covatrice con le sue numerose uova, la vecchia topa che tesse baffi di pesce gatto, decine di “lumacoscidi” e, per i più coraggiosi, la tana del “nero-lupo”. INnaturale è uno spettacolo itinerante e site specific, un’avventura alla scoperta di creature fantastiche, intorno alle quali Emanuela Dall’Aglio ha ideato nuove biografie. Una passeggiata poetica per tutte le età.

Costumista e scenografa Emanuela Dall’aglio lavora per spettacoli, manifestazioni teatrali, festival, installazioni ed eventi. Premio Ubu 2021 per i costumi di Naturae è anche autrice e regista di teatro di animazione con spettacoli itineranti, installazioni interattive e una serie di spettacoli sulla fiaba classica. Dall’idea alla realizzazione Emanuela Dall’aglio crea costumi e scenografie, ma anche maschere, pupazzi e sculture.

BIGLIETTI
6 euro

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INnaturale. Alla ricerca di strane creature

Fonderia Reggio Emilia
8 Marzo H 17.00

Girls just wanna have… MAGIC

INnaturale. Alla ricerca di strane creature di Emanuela Dall’Aglio è lo spettacolo per le famiglie scelto per la Dance Week che omaggia la creatività femminile.

Una cacciatrice di pensieri guiderà i bambini e le bambine nelle sale della Fonderia, che magicamente diventerà un bosco incantato abitato da animali misteriosi. Chi avrà il coraggio di entrare nella tana del Nero Lupo?

Dai 4 anni in su

Doppia replica: domenica 8 marzo ore 15.00 e ore 17.00 (durata 50′)

 

Un progetto di Emanuela Dall’Aglio
regia Emanuela Dall’Aglio
allestimento scenografico Emanuela Dall’Aglio
con (in alternanza) Benedetta Brambilla, Stefano Pirovano, Sebastiano Sicurezza, Emanuela Dall’Aglio, Noemi Bresciani, Riccardo Paltenghi, Arianna Losi
voci di Emanuela Dall’Aglio, Laura Cleri, Isabella Brogi e Sofia Bolognini
suoni Fabiano Fiorenzani
sound design Andrea Salvadori e Stefano Pirovano
con la collaborazione artistica di Michele Losi
foto Alvise Alessandro Crovato
produzione Lorenza Brambilla
ufficio stampa Giulia Castelnovo
distribuzione Francesca Lateana

una produzione di Campsirago Residenza
con il contributo di Fondazione Cariplo

Uno scienziato inconsueto conduce il pubblico alla ricerca di strane creature per scoprire e registrare i loro pensieri. Ha così inizio un viaggio misterioso che svela la presenza di animali immaginari: la covatrice con le sue numerose uova, la vecchia topa che tesse baffi di pesce gatto, decine di “lumacoscidi” e, per i più coraggiosi, la tana del “nero-lupo”. INnaturale è uno spettacolo itinerante e site specific, un’avventura alla scoperta di creature fantastiche, intorno alle quali Emanuela Dall’Aglio ha ideato nuove biografie. Una passeggiata poetica per tutte le età.

Costumista e scenografa Emanuela Dall’aglio lavora per spettacoli, manifestazioni teatrali, festival, installazioni ed eventi. Premio Ubu 2021 per i costumi di Naturae è anche autrice e regista di teatro di animazione con spettacoli itineranti, installazioni interattive e una serie di spettacoli sulla fiaba classica. Dall’idea alla realizzazione Emanuela Dall’aglio crea costumi e scenografie, ma anche maschere, pupazzi e sculture.

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6 euro

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Breathing Room

Fonderia Reggio Emilia
8 Marzo H 20.30

Girls just wanna have… DEEP BREATH

Breathing Room di Salvo Lombardo feat. Luna Cenere chiude la Dance Week che omaggia la creatività femminile.

Una performance che trasforma il respiro in atto poetico: uno spazio dilatato per perdere il controllo, ascoltare la voce e abitare un ambiente in continua costruzione, tra corpo, suono e meditazione.

ideazione, testi, voce e ambiente Salvo Lombardo
drammaturgia ispirata a Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani
parole in forma di dono di Fabio Acca, Michele Di Stefano, Carlo Lei, Cristina Kristal Rizzo, Alessandro Sciarroni, Alessandro Tollari
featuring (in o.a.) Philippe Barbut, Marta Ciappina, Marco D’Agostin, Nicola Galli, Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi, Francesca Pennini, Cristina Kristal Rizzo, Irene Russolillo
sound design Fabrizio Alviti
citazioni musicali da Ira di Iosonouncane

produzione Chiasma
con il sostegno di Lavanderia a vapore di Collegno
con il contributo di MIC – Ministero della cultura 

anno 2022

durata 45 minuti

Cosa muove il respiro tra le cose: quel tra-spirare, quello spiraglio tra il prendere e il dare, tra il rubare pezzi di mondo e rilasciare fiato al mondo in pezzi?

Con Breathing room Salvo Lombardo si appoggia al respiro, avvicinandolo come atto poetico. Il lavoro consiste principalmente nell’invenzione di uno spazio ideale e dilatato in cui “riprendere fiato” e in cui praticare la perdita di controllo dell’artista sull’atto artistico stesso. 

La drammaturgia, che trae da Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candian inspirazione, è informata da una serie di sollecitazioni e suggestioni che Salvo Lombardo ha ricevuto nel tempo come dono da parte di diverse persone, colleghe e amiche, che hanno contribuito ad allenare il respiro come sostanza significante e come campo aperto di significati.

Pensato come un ambiente in perenne edificazione Breathing room è una performance che si appoggia alla voce, ma anche al corpo: una stanza, un perimetro ideale di relazione, informato da una voce che proietta un dire e che evoca un fare a cavallo tra meditazione orale / pratica guidata / installazione sonora ambientale / podcast performativo. 

Ogni apertura di questo “respiratorio” costituisce un unicum non riproducibile, che si basa su un invito ad un* artista proveniente dall’ambito della danza e della performance ad abitare questo perimetro relazionale, assieme al pubblico presente, tramite l’attivazione di una performance determinata in tempo reale, senza prove, né anteprime, né repliche future grazie alla combinazione tra i suggerimenti della voce ambientale e dei suggerimenti che il performer riceve in cuffia e che decide come e se agire.

L’invito si sostanzia in questo modo come atto di complicità nonché come espressione radicale di un essere-adesso e come occasione per mettere in discussione, respirando, i principi di autorità e di potere individuale che sottendono il sistema produttivo dell’arte: un invito da cui farsi portare, un’attitudine all’ascolto, un esercizio alla vulnerabilità e relazionalità che possa suggerire un atto di cura reciproco.

Breathing room si inserisce nel solco della riflessione sulla “cura” portata avanti con la Lavanderia a Vapore di Collegno, di cui Lombardo Lombardo è artista associato.

 

Salvo Lombardo è un performer, coreografo, artista multimodale e curatore di progetti performativi. Negli anni ha approfondito una ricerca che spazia tra la danza, il teatro e le arti visive con particolare attenzione ai linguaggi del video e dell’arte relazionale. Dal 2016 è direttore artistico della Compagnia Chiasma. Attualmente è artista associato di MilanOltre Festival e della Lavanderia a Vapore. I suoi lavori e i suoi progetti di ricerca si sono avvalsi della collaborazione con numerosi festival, teatri, musei e spazi indipendenti in Italia e all’estero tra cui il Théâtre National de Chaillot de Paris (FR), Attakkalari Dance Company di Bangalore (India), Triennale Milano, Aura Dance Theatre di Kaunas (LIT), Romaeuropa Festival, Teatro di Roma / Teatro nazionale, Museo Ara Pacis Roma, GAM / Galleria d’Arte Moderna Roma, MAXXI L’Aquila, Pirelli Hangar Bicocca, Museo del Novecento Milano, Museo della Scienza Milano, BE Festival (UK), Fondazione H401 Amsterdam (NL), La Briqueterie CDCN Paris (FR), Dans Brabant Tilburg (NL), Tanec Praha Festival (CZ), Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris (FR), Teatro nazionale della Toscana, Aterballetto / Centro coreografico nazionale, Scenario pubblico / Centro di rilevante interesse nazionale per la danza, Orbita / Centro nazionale di produzione della danza, MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Festival Short Theatre, Polo del 900 di Torino, Anghiari Dance Hub, Festival Attraversamenti Multipli, Kilowatt Festival e Teatri di Vetro.

Nel 2012-2015 è stato co-direttore e regista di Clinica Mammut. Ha collaborato assiduamente con Fabbrica Europa fino al 2020. Nel 2017-2018 è stato artista associato al Festival Oriente Occidente. Dal 2019 al 2021 è stato co-curatore di Resurface Festival (Roma): incentrato sulle pratiche decoloniali e focalizzato sulle relazioni tra gli immaginari coloniali e le rappresentazioni contemporanee. Nel 2020 è tra i soci fondatori di Ostudio a Roma, uno spazio indipendente di coabitazione artistica e di ricerca multimediale. Dal 2021 è direttore artistico di Interazioni – Festival (Roma). Nel 21\22 è stato uno degli artisti selezionati per il progetto europeo MMDD_Micro and Macro Dramaturgies in Dance. Nel 2021 è stato selezionato come artista dal network europeo BeSpectActive! per il quale ha ideato Punctum, un’opera comunitaria e interattiva che indaga le dinamiche di spectatorship su larga scala e che coinvolge 12 paesi europei. Nel 2022 è stato tra gli artisti del progetto May Town in Zetkin Park dello Schaubühne Lindenfels Leipzig (DE), impegnato sulla ri-mediazione postcoloniale dell’Esposizione Industriale di Lipsia del 1897. Nel 2023 è stato invitato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino a sviluppare un progetto di ricerca intorno alle sue creazioni Excelsior – Amor – Sport.

BIGLIETTI
Intero: 10 euro
Ridotto under 30, scuole di danza, Liceo Coreutico Matilde di Canossa, over 65, soci CRAL Comune di Reggio Emilia: 6 euro
Ridotto under 8: 3 euro

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Il servizio di biglietteria in Fonderia è attivo un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

I biglietti non sono numerati.

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Cell e whatsapp 3341023554

Preludio / An Echo, a Wave / Alpha Grace

Scenario Pubblico Catania
8 Marzo H 21.00

Aterballetto danza a Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza a Catania, il 7 e 8 marzo.

Il CCN/Aterballetto presenta una serata che attraversa corpo, anima e memoria, composta da tre creazioni che riflettono sull’intimità, sulla fragilità umana e sulla forza del sentire condiviso. Preludio di Diego Tortelli è una preghiera profana, ispirata alla scrittura di Nick Cave: cinque danzatori diventano stimoli emotivi, incarnando ossessioni, dipendenze e desideri in un inno al corpo e alla sua trasformazione continua.

An Echo, A Wave di Philippe Kratz prende spunto dal moto ipnotico del mare, simbolo di eternità e luogo di incontri, partenze e ritorni: un duetto poetico, fluido come un’onda che attraversa il tempo.

Infine, Alpha Grace, sempre di Kratz, è una riflessione sull’empatia, su quella capacità antica e sacra di riconoscersi negli altri. Solitudini e individualità si trasformano gradualmente in coralità, in un’armonia costruita sull’ascolto e sulla condivisione.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

 

NOTTE MORRICONE

Teatro Biondo Palermo
10 Marzo H 21.00

Dal 10 al 15 marzo 2026 Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau al Teatro Biondo di Palermo.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Teatro Biondo Palermo
11 Marzo H 17.00

Dal 10 al 15 marzo 2026 Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau al Teatro Biondo di Palermo.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Teatro Biondo Palermo
12 Marzo H 17.00

Dal 10 al 15 marzo 2026 Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau al Teatro Biondo di Palermo.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

Passate stagioni

INC Innprogresscollective

5 Dicembre 2018 H 21:00 - 22:00

Galà Internazionale di Danza

16 Gennaio 2019 H 21:00 - 22:30

MM Contemporary Dance Company

24 Febbraio 2019 H 21:00 - 22:30

Wolf-BLISS

8 Marzo 2019 H 21:00 - 22:30