Italia Danza arriva a Londra il 29 aprile 2025
A volte sembra che la trama articolatissima della storia leghi attraverso fili sottili, quasi invisibili, destini lontani nel tempo e nello spazio. E solo il puro caso, l’occasione del qui ed ora, a braccetto con la curiosità, ci fa aprire gli occhi e vedere i passi e le figure della danza che inconsapevolmente in quel momento stiamo vivendo.
Torquato Tasso è considerato uno dei poeti più importanti della letteratura italiana. E questa non è una novità per chi si è ritrovato tra i banchi di scuola a studiare le eroiche ottave della Gerusalemme liberata (1575). Ma pochi, anzi pochissimi, sanno che una delle più grandi ammiratrici del Tasso fu Elisabetta I regina d’Inghilterra e di quanto l’opera e la vita di questo poeta italiano influenzarono le opere letterarie di Spenser, Milton, Shakespeare, le arti visive e musicali di Van Dyck, Poussin e Händel fino a ispirare Lord Byron nella composizione The Lament of Tasso.
Caso vuole – e qui il filo invisibile della storia universale comincia a mostrarsi – che a distanza di 20 anni dal suo ultimo spettacolo nella capitale inglese, nel 450° anniversario della Gerusalemme liberata (completata nel 1575 dall’autore e pubblicata in seguito senza il suo consenso), il CCN/Aterballetto ritorni a Londra, danzando proprio Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, uno degli episodi più celebri del poema tassiano, grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Londra all’interno di Italia Danza, progetto curato insieme alla Direzione Generale della Diplomazia Pubblica e Culturale del MAECI.

Victoria & Albert Museum South Kensington – Londra, 29 aprile 2025 ore 11 e ore 13
All’interno del Performance Festival del V&A Museum, il CCN/Aterballetto celebra la Giornata Internazionale della Danza con Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, performance di danza e musica dal vivo nata a settembre 2024 per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, in coprogettazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo dal vivo.
Nella cornice della Raphael Gallery del V&A Museum prenderà vita e voce la vicenda d’amore e morte raccontata da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata (1575) e messa in musica da Claudio Monteverdi (1624). La performance, firmata da Fabio Cherstich e Philippe Kratz, è interpretata dai danzatori Gador Lago Benito e Alberto Terribile, il tenore Matteo Straffi e il clavicembalista Deniel Perer.
Dalla musica di Monteverdi alla danza di Kratz
Quattrocento anni fa, Claudio Monteverdi donava al mondo Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, uno dei capolavori del barocco italiano che si intreccia con l’eredità letteraria della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Lungi dall’essere ridotta a un monumento di classicità immutabile, la composizione musicale si rivela già alla sua epoca, nel 1624, per la sua natura sperimentale e ardita, come una potente innovazione, capace di aprire nuove strade nella fusione tra parola e suono e di proporre un’esperienza drammatica che supera la mera funzione dell’ascolto. Nel corso dei secoli, il brano ha continuato a stimolare interpretazioni che coniugano tradizione e modernità, rendendolo un ponte ideale fra il passato e il presente.
Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto insieme a un ricco parterre di coproduttori (Teatro Regio di Parma / Festival Verdi, Torinodanza Festival – Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Ghislierimusica – Centro di Musica Antica) ha messo in campo un progetto che intreccia diverse arti performative. In questo percorso, l’obiettivo è accendere un bagliore contemporaneo in quelli che sono “testi sacri” del patrimonio culturale italiano. I corpi dei danzatori restituiscono un’intensità, a tratti una violenza, che ci racconta tanto anche della nostra fase storica. È proprio l’azione fisica a poter costituire un terzo livello di percezione che faccia sue le linee degli strumenti e delle voci, completando l’idea di rappresentazione che lo stesso Monteverdi intuiva essere presente nel suo lavoro.
I concetti chiave che animano questa interpretazione derivano anche dalla visione di Fabio Cherstich, che immagina uno spazio scenico ristretto e circolare in cui la somiglianza dei corpi funge da specchio, riflettendo una tensione in cui le forze opposte, come Eros e Thanatos, si fondono in un equilibrio dinamico. Parallelamente, il coreografo Philippe Kratz suggerisce una lettura della lotta interiore e della contrapposizione come momenti di un rituale bellico, in cui la violenza del gesto provoca una ferita forte e condivisa, che rimane su entrambi i corpi.
La storia di Tancredi e Clorinda
Due valorosi guerrieri, Tancredi, cavaliere cristiano, e Clorinda, combattente saracena, si affrontano in un feroce duello, avvolti dall’oscurità della notte. Tancredi, accecato dall’ardore della battaglia, non sospetta che sotto l’armatura del suo avversario si celi in realtà Clorinda, la donna di cui è innamorato.
Tancredi che Clorinda un uomo stima
vuol ne l’armi provarla al paragone.
Il dramma si sviluppa in un crescendo di tensione e pathos, in cui amore, guerra e destino si intrecciano. Attraverso versi e parole che evocano immagini di intimità fisica e di contatto intenso, il combattimento sembra trasformarsi quasi in una danza violenta.
Tre volte il cavalier la donna stringe
con le robuste braccia, ed altrettante
da que’ nodi tenaci ella si scinge,
nodi di fer nemico e non d’amante.
La battaglia è feroce, ma segnata da una fatalità ineluttabile: ogni colpo avvicina Tancredi alla scoperta più dolorosa della sua vita. L’ironia della sorte vuole che egli infligga la morte proprio alla donna che ama, trasformando l’eroismo in rimorso e l’amore in distruzione.
Misero, di che godi? Oh quanto mesti
siano i trionfi e infelice il vanto!
Gli occhi tuoi pagheran (s’in vita resti)
di quel sangue ogni stilla un mar di pianto.
Dopo un lungo e implacabile scontro, Tancredi ferisce mortalmente Clorinda. Solo nel momento in cui le toglie l’elmo per vedere il volto del suo nemico, egli comprende la triste verità e scopre l’identità della sua avversaria.
La vide e la conobbe: e restò senza
e voce e moto. Ahi vista! ahi conoscenza!
In punto di morte, Clorinda chiede il battesimo, e Tancredi, devastato dal dolore, esaudisce il suo ultimo desiderio. Tancredi, così innamorato di Clorinda in vita, finisce per essere l’artefice della sua morte. Eppure, nel momento estremo, è proprio lui a darle la pace spirituale:
e in atto di morir lieta e vivace
dir parea: “S’apre il ciel: io vado in pace”.
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