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CENERI / DOPPIOGIOCO

Teatro Sociale Como
25 Aprile H 16.00

Il CCN/Aterballetto presenta la nuova serata composta da CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz al Teatro Sociale di Trento.

Teatro Sociale Trento – sabato 24 aprile 2027 ore 18.00 e domenica 25 aprile 2027 ore 16.00

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta una serata composta da due nuove creazioni firmate da alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea: CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz con drammaturgia e scene di Fabio Cherstich.

Una serata dove il ritorno di Marcos Morau si lega a uno dei più significativi intellettuali italiani del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Dopo il successo di Notte Morricone, il coreografo torna a lavorare per la compagnia con CENERI, opera ispirata al pensiero pasoliniano e al nostro presente contemporaneo. Accanto, Philippe Kratz, ex danzatore di punta della compagnia e coreografo consolidato sulla scena internazionale, crea DOPPIOGIOCO, una nuova opera per otto danzatori in cui il basket diventa metafora di conflitto, appartenenza e sincronizzazione improvvisa. Due linguaggi diversi per interrogare insieme come i corpi si organizzano, si dividono, si ricompongono.

CENERI

REGIA E COREOGRAFIA MARCOS MORAU
SOUND DESIGN ALEX RÖSER VATICHÉ, BEN MEERWEIN
COSTUMI SILVIA DELAGNEAU
LUCI CUBE

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Ciò che inizia come una celebrazione collettiva si trasforma progressivamente in una cerimonia di commiato. Alcuni corpi vengono allontanati, velati e simbolicamente sepolti da coloro che restano. Cenere e acqua cadono su di loro in un gesto che oscilla tra la punizione, il lutto e la benedizione.

Fin dall’antichità, le comunità hanno costruito rituali per onorare i propri morti e custodirne la memoria. Seppellire, coprire, lavare o vegliare un corpo non è mai stato soltanto un atto di addio, ma anche un modo per riconoscere che l’esistenza individuale continua a vivere nella storia collettiva. I morti rimangono tra i vivi attraverso il ricordo, i racconti condivisi e i gesti che una comunità decide di preservare.

In Ceneri, la cenere rimanda tanto alla scomparsa quanto alla permanenza. È ciò che resta dopo il passaggio del tempo, ma è anche la traccia materiale di una vita che si rifiuta di svanire completamente. L’acqua, invece, agisce come elemento di transizione e trasformazione: purifica, accompagna, benedice e permette il passaggio da uno stato all’altro. Insieme, cenere e acqua trasformano la scena in un rito ambiguo, nel quale non sappiamo se stiamo assistendo a un’espulsione, a un funerale o a un gesto d’amore collettivo.

La danza, la parola, la musica e la forza del coro trasformano il palcoscenico in uno spazio di confronto politico ed emotivo. Come in Pasolini, le ceneri non sono soltanto il residuo di qualcosa che è scomparso. Sono la traccia persistente di una domanda che continua ad accompagnarci.

L’immagine più contemporanea dell’opera non è soltanto quella di una comunità che si immunizza contro l’altro, ma quella di una generazione che cerca disperatamente di appartenere a qualcosa mentre teme di perdere ciò che la rende unica. In questa tensione convergono Gramsci, Pasolini e il nostro presente.

Marcos Morau – regista e coreografo

DOPPIOGIOCO

COREOGRAFIA PHILIPPE KRATZ
DRAMMATURGIA E SCENE FABIO CHERSTICH
SOUND DESIGN LUCA MARIA BALDINI
COSTUMI PATRICIA VILLIRILLO
LUCI VALERIO TIBERI

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Dentro una scatola nera, lo spazio è inciso da strisce di luce bianca: un ring, un campo, un confine che pretende di decidere chi siamo. Due canestri gemelli, doppi, sono sentinelle immobili, totem di conquista e fallimento, obiettivi che brillano e si oscurano a seconda di chi li guarda. Tutto è pronto e nulla è stabile: il gioco può cominciare in qualsiasi momento, anche quando nessuno è pronto davvero.

I corpi entrano, si riconoscono, diffidano l’uno dell’altra, si dividono in squadre senza saperne il motivo, si alleano per istinto, si tradiscono per necessità. Ogni gesto è un tentativo, vibra come un presagio, ogni passo è un calcolo o un tremito. Il riscaldamento non prepara, ma rivela: le tensioni, i sospetti, i silenzi prima dello scatto.

Al centro, la palla. Peso, promessa, minaccia. Quando cade, esplode: non è un rimbalzo, è una bomba che apre crepe nel terreno, nel respiro, nel rapporto tra i corpi. Ogni passaggio è un rischio, ogni tiro una confessione. Ci si affida all’altro per istinto, o lo si colpisce con la precisione di un gesto necessario. Ci si protegge e ci si ferisce con la stessa energia.

I tiri alla cieca attraversano l’aria come preghiere o sfide rivolte al vuoto: chi lancia non può sapere se colpirà il bersaglio o la memoria di un intento mancato. In quell’attimo sospeso tutti trattengono il fiato: non è il canestro a contare, ma il coraggio di non guardare, di lasciare andare ciò che non può essere controllato.

E poi il gruppo esplode, implode, si divora, si sostiene. Uno contro tutti. Tutti contro uno. Folla contro solitudine, e solitudine che a volte grida più forte della folla. Le regole esistono solo per essere infrante, il ring è una gabbia solo per chi non osa attraversarlo. Ci si spinge, ci si solleva, ci si ostacola come in ogni giorno delle nostre vite, dove l’amore e la competizione convivono nello stesso gesto.

Ma a un certo punto, senza preavviso, i corpi si sincronizzano. Le due squadre si sciolgono, si ricompongono in un’unica creatura respirante. È un attimo fragile e assoluto: la geometria del campo diventa una guida, non più una barriera. Il conflitto si fa danza, la lotta diventa ascolto. Non c’è più vittoria da cercare, solo un equilibrio improvviso, prezioso come una tregua.
Poi il caos ritorna, perché è nella nostra natura. Le alleanze si disfano, la traiettoria del pallone si spezza di nuovo nell’aria, si moltiplica come i dubbi, come i tentativi. I palloni cadono uno dopo l’altro, bombe lente che raccontano ciò che è stato perso e ciò che potrebbe ancora accadere.

CENERI / DOPPIOGIOCO

Teatro Mercadante Napoli
7 Maggio H 20.30

Il CCN/Aterballetto presenta la nuova serata composta da CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz al Teatro Mercadante di Napoli.

Teatro Mercadante – venerdì 7 maggio 2027 ore 20.30 e sabato 8 maggio 2027 ore 19.00

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta una serata composta da due nuove creazioni firmate da alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea: CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz con drammaturgia e scene di Fabio Cherstich.

Una serata dove il ritorno di Marcos Morau si lega a uno dei più significativi intellettuali italiani del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Dopo il successo di Notte Morricone, il coreografo torna a lavorare per la compagnia con CENERI, opera ispirata al pensiero pasoliniano e al nostro presente contemporaneo. Accanto, Philippe Kratz, ex danzatore di punta della compagnia e coreografo consolidato sulla scena internazionale, crea DOPPIOGIOCO, una nuova opera per otto danzatori in cui il basket diventa metafora di conflitto, appartenenza e sincronizzazione improvvisa. Due linguaggi diversi per interrogare insieme come i corpi si organizzano, si dividono, si ricompongono.

CENERI

REGIA E COREOGRAFIA MARCOS MORAU
SOUND DESIGN ALEX RÖSER VATICHÉ, BEN MEERWEIN
COSTUMI SILVIA DELAGNEAU
LUCI CUBE

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Ciò che inizia come una celebrazione collettiva si trasforma progressivamente in una cerimonia di commiato. Alcuni corpi vengono allontanati, velati e simbolicamente sepolti da coloro che restano. Cenere e acqua cadono su di loro in un gesto che oscilla tra la punizione, il lutto e la benedizione.

Fin dall’antichità, le comunità hanno costruito rituali per onorare i propri morti e custodirne la memoria. Seppellire, coprire, lavare o vegliare un corpo non è mai stato soltanto un atto di addio, ma anche un modo per riconoscere che l’esistenza individuale continua a vivere nella storia collettiva. I morti rimangono tra i vivi attraverso il ricordo, i racconti condivisi e i gesti che una comunità decide di preservare.

In Ceneri, la cenere rimanda tanto alla scomparsa quanto alla permanenza. È ciò che resta dopo il passaggio del tempo, ma è anche la traccia materiale di una vita che si rifiuta di svanire completamente. L’acqua, invece, agisce come elemento di transizione e trasformazione: purifica, accompagna, benedice e permette il passaggio da uno stato all’altro. Insieme, cenere e acqua trasformano la scena in un rito ambiguo, nel quale non sappiamo se stiamo assistendo a un’espulsione, a un funerale o a un gesto d’amore collettivo.

La danza, la parola, la musica e la forza del coro trasformano il palcoscenico in uno spazio di confronto politico ed emotivo. Come in Pasolini, le ceneri non sono soltanto il residuo di qualcosa che è scomparso. Sono la traccia persistente di una domanda che continua ad accompagnarci.

L’immagine più contemporanea dell’opera non è soltanto quella di una comunità che si immunizza contro l’altro, ma quella di una generazione che cerca disperatamente di appartenere a qualcosa mentre teme di perdere ciò che la rende unica. In questa tensione convergono Gramsci, Pasolini e il nostro presente.

Marcos Morau – regista e coreografo

DOPPIOGIOCO

COREOGRAFIA PHILIPPE KRATZ
DRAMMATURGIA E SCENE FABIO CHERSTICH
SOUND DESIGN LUCA MARIA BALDINI
COSTUMI PATRICIA VILLIRILLO
LUCI VALERIO TIBERI

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Dentro una scatola nera, lo spazio è inciso da strisce di luce bianca: un ring, un campo, un confine che pretende di decidere chi siamo. Due canestri gemelli, doppi, sono sentinelle immobili, totem di conquista e fallimento, obiettivi che brillano e si oscurano a seconda di chi li guarda. Tutto è pronto e nulla è stabile: il gioco può cominciare in qualsiasi momento, anche quando nessuno è pronto davvero.

I corpi entrano, si riconoscono, diffidano l’uno dell’altra, si dividono in squadre senza saperne il motivo, si alleano per istinto, si tradiscono per necessità. Ogni gesto è un tentativo, vibra come un presagio, ogni passo è un calcolo o un tremito. Il riscaldamento non prepara, ma rivela: le tensioni, i sospetti, i silenzi prima dello scatto.

Al centro, la palla. Peso, promessa, minaccia. Quando cade, esplode: non è un rimbalzo, è una bomba che apre crepe nel terreno, nel respiro, nel rapporto tra i corpi. Ogni passaggio è un rischio, ogni tiro una confessione. Ci si affida all’altro per istinto, o lo si colpisce con la precisione di un gesto necessario. Ci si protegge e ci si ferisce con la stessa energia.

I tiri alla cieca attraversano l’aria come preghiere o sfide rivolte al vuoto: chi lancia non può sapere se colpirà il bersaglio o la memoria di un intento mancato. In quell’attimo sospeso tutti trattengono il fiato: non è il canestro a contare, ma il coraggio di non guardare, di lasciare andare ciò che non può essere controllato.

E poi il gruppo esplode, implode, si divora, si sostiene. Uno contro tutti. Tutti contro uno. Folla contro solitudine, e solitudine che a volte grida più forte della folla. Le regole esistono solo per essere infrante, il ring è una gabbia solo per chi non osa attraversarlo. Ci si spinge, ci si solleva, ci si ostacola come in ogni giorno delle nostre vite, dove l’amore e la competizione convivono nello stesso gesto.

Ma a un certo punto, senza preavviso, i corpi si sincronizzano. Le due squadre si sciolgono, si ricompongono in un’unica creatura respirante. È un attimo fragile e assoluto: la geometria del campo diventa una guida, non più una barriera. Il conflitto si fa danza, la lotta diventa ascolto. Non c’è più vittoria da cercare, solo un equilibrio improvviso, prezioso come una tregua.
Poi il caos ritorna, perché è nella nostra natura. Le alleanze si disfano, la traiettoria del pallone si spezza di nuovo nell’aria, si moltiplica come i dubbi, come i tentativi. I palloni cadono uno dopo l’altro, bombe lente che raccontano ciò che è stato perso e ciò che potrebbe ancora accadere.

CENERI / DOPPIOGIOCO

Teatro Mercadante Napoli
8 Maggio H 19.00

Il CCN/Aterballetto presenta la nuova serata composta da CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz al Teatro Mercadante di Napoli.

Teatro Mercadante – venerdì 7 maggio 2027 ore 20.30 e sabato 8 maggio 2027 ore 19.00

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta una serata composta da due nuove creazioni firmate da alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea: CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz con drammaturgia e scene di Fabio Cherstich.

Una serata dove il ritorno di Marcos Morau si lega a uno dei più significativi intellettuali italiani del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Dopo il successo di Notte Morricone, il coreografo torna a lavorare per la compagnia con CENERI, opera ispirata al pensiero pasoliniano e al nostro presente contemporaneo. Accanto, Philippe Kratz, ex danzatore di punta della compagnia e coreografo consolidato sulla scena internazionale, crea DOPPIOGIOCO, una nuova opera per otto danzatori in cui il basket diventa metafora di conflitto, appartenenza e sincronizzazione improvvisa. Due linguaggi diversi per interrogare insieme come i corpi si organizzano, si dividono, si ricompongono.

CENERI

REGIA E COREOGRAFIA MARCOS MORAU
SOUND DESIGN ALEX RÖSER VATICHÉ, BEN MEERWEIN
COSTUMI SILVIA DELAGNEAU
LUCI CUBE

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Ciò che inizia come una celebrazione collettiva si trasforma progressivamente in una cerimonia di commiato. Alcuni corpi vengono allontanati, velati e simbolicamente sepolti da coloro che restano. Cenere e acqua cadono su di loro in un gesto che oscilla tra la punizione, il lutto e la benedizione.

Fin dall’antichità, le comunità hanno costruito rituali per onorare i propri morti e custodirne la memoria. Seppellire, coprire, lavare o vegliare un corpo non è mai stato soltanto un atto di addio, ma anche un modo per riconoscere che l’esistenza individuale continua a vivere nella storia collettiva. I morti rimangono tra i vivi attraverso il ricordo, i racconti condivisi e i gesti che una comunità decide di preservare.

In Ceneri, la cenere rimanda tanto alla scomparsa quanto alla permanenza. È ciò che resta dopo il passaggio del tempo, ma è anche la traccia materiale di una vita che si rifiuta di svanire completamente. L’acqua, invece, agisce come elemento di transizione e trasformazione: purifica, accompagna, benedice e permette il passaggio da uno stato all’altro. Insieme, cenere e acqua trasformano la scena in un rito ambiguo, nel quale non sappiamo se stiamo assistendo a un’espulsione, a un funerale o a un gesto d’amore collettivo.

La danza, la parola, la musica e la forza del coro trasformano il palcoscenico in uno spazio di confronto politico ed emotivo. Come in Pasolini, le ceneri non sono soltanto il residuo di qualcosa che è scomparso. Sono la traccia persistente di una domanda che continua ad accompagnarci.

L’immagine più contemporanea dell’opera non è soltanto quella di una comunità che si immunizza contro l’altro, ma quella di una generazione che cerca disperatamente di appartenere a qualcosa mentre teme di perdere ciò che la rende unica. In questa tensione convergono Gramsci, Pasolini e il nostro presente.

Marcos Morau – regista e coreografo

DOPPIOGIOCO

COREOGRAFIA PHILIPPE KRATZ
DRAMMATURGIA E SCENE FABIO CHERSTICH
SOUND DESIGN LUCA MARIA BALDINI
COSTUMI PATRICIA VILLIRILLO
LUCI VALERIO TIBERI

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Dentro una scatola nera, lo spazio è inciso da strisce di luce bianca: un ring, un campo, un confine che pretende di decidere chi siamo. Due canestri gemelli, doppi, sono sentinelle immobili, totem di conquista e fallimento, obiettivi che brillano e si oscurano a seconda di chi li guarda. Tutto è pronto e nulla è stabile: il gioco può cominciare in qualsiasi momento, anche quando nessuno è pronto davvero.

I corpi entrano, si riconoscono, diffidano l’uno dell’altra, si dividono in squadre senza saperne il motivo, si alleano per istinto, si tradiscono per necessità. Ogni gesto è un tentativo, vibra come un presagio, ogni passo è un calcolo o un tremito. Il riscaldamento non prepara, ma rivela: le tensioni, i sospetti, i silenzi prima dello scatto.

Al centro, la palla. Peso, promessa, minaccia. Quando cade, esplode: non è un rimbalzo, è una bomba che apre crepe nel terreno, nel respiro, nel rapporto tra i corpi. Ogni passaggio è un rischio, ogni tiro una confessione. Ci si affida all’altro per istinto, o lo si colpisce con la precisione di un gesto necessario. Ci si protegge e ci si ferisce con la stessa energia.

I tiri alla cieca attraversano l’aria come preghiere o sfide rivolte al vuoto: chi lancia non può sapere se colpirà il bersaglio o la memoria di un intento mancato. In quell’attimo sospeso tutti trattengono il fiato: non è il canestro a contare, ma il coraggio di non guardare, di lasciare andare ciò che non può essere controllato.

E poi il gruppo esplode, implode, si divora, si sostiene. Uno contro tutti. Tutti contro uno. Folla contro solitudine, e solitudine che a volte grida più forte della folla. Le regole esistono solo per essere infrante, il ring è una gabbia solo per chi non osa attraversarlo. Ci si spinge, ci si solleva, ci si ostacola come in ogni giorno delle nostre vite, dove l’amore e la competizione convivono nello stesso gesto.

Ma a un certo punto, senza preavviso, i corpi si sincronizzano. Le due squadre si sciolgono, si ricompongono in un’unica creatura respirante. È un attimo fragile e assoluto: la geometria del campo diventa una guida, non più una barriera. Il conflitto si fa danza, la lotta diventa ascolto. Non c’è più vittoria da cercare, solo un equilibrio improvviso, prezioso come una tregua.
Poi il caos ritorna, perché è nella nostra natura. Le alleanze si disfano, la traiettoria del pallone si spezza di nuovo nell’aria, si moltiplica come i dubbi, come i tentativi. I palloni cadono uno dopo l’altro, bombe lente che raccontano ciò che è stato perso e ciò che potrebbe ancora accadere.

NOTTE MORRICONE

Stadttheater Fürth Fürth
12 Maggio H 19.30

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Fürth in Germania dal 12 al 16 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Stadttheater Fürth Fürth
13 Maggio H 19.30

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Fürth in Germania dal 12 al 16 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Stadttheater Fürth Fürth
14 Maggio H 19.30

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Fürth in Germania dal 12 al 16 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Stadttheater Fürth Fürth
15 Maggio H 19.30

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Fürth in Germania dal 12 al 16 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Stadttheater Fürth Fürth
16 Maggio H 19.30

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Fürth in Germania dal 12 al 16 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

La Villette | Parigi Parigi
19 Maggio H 20.00

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Parigi dal 19 al 22 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

La Villette | Parigi Parigi
20 Maggio H 19.00

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Parigi dal 19 al 22 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

La Villette | Parigi Parigi
21 Maggio H 20.00

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Parigi dal 19 al 22 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

Scopri di più »

Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

La Villette | Parigi Parigi
22 Maggio H 18.00

Aterballetto danza Notte Morricone di Marcos Morau a Parigi dal 19 al 22 maggio 2027.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

PASSATE STAGIONI

Alcune coreografie – prova aperta

11 Novembre 2022 H 18:00 - 19:00

Alcune Coreografie

11 Novembre 2022 H 20:30 - 21:30

Winter Forest

18 Novembre 2022 H 20:30 - 21:30

NEXT STOP_ PALCOSCENICO

4 Dicembre 2022 H 18:00 - 19:30

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

2 Aprile 2022 H 18:00 - 18:40

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

3 Aprile 2022 H 18:00 - 18:40

50 MIN|MQ

8 Aprile 2022 H 21:00 - 22:00

UNDER THE FLESH

21 Aprile 2022 H 21:00 - 22:00

NEXT STOP_ PALCOSCENICO

31 Ottobre 2021 H 20:30 - 21:30

SWANS_1

4 Novembre 2021 H 20:30 - 21:30

Prova aperta Aterballetto

3 Aprile 2020 H 18:00 - 19:00

Corpo Liturgico – Prova Aperta

15 Aprile 2020 H 18:00 - 19:00

Corpo Liturgico – Prova Aperta

16 Aprile 2020 H 18:00 - 19:00

Concerto Fisico

17 Aprile 2020 H 20:30 - 21:30

ACCADEMIA PERDUTA

7 Dicembre 2019 H 17:30 - 18:30

ACCADEMIA PERDUTA

8 Dicembre 2019 H 17:30 - 18:30

AGORA COACHING PROJECT

21 Dicembre 2019 H 20:30 - 22:00

L’Eolienne | Compagnie Libertivore

25 Marzo 2019 H 20:30 - 21:30

Aterballetto

17 Aprile 2019 H 18:00 - 19:00

Compagnia EGRIBIANCODANZA

18 Aprile 2019 H 20:30 - 21:40

Protein | Marche Teatro

4 Maggio 2019 H 21:00 - 22:00

Nicola Galli

19 Novembre 2018 H 18:00 - 19:00

Nicola Galli / Manfredi Perego

20 Novembre 2018 H 20:30 - 22:00

Aterballetto

26 Novembre 2018 H 18:00 - 19:00

Danzability

28 Novembre 2018 H 19:00 - 20:00