La Fonderia è la casa della danza e dell’arte a Reggio Emilia.

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  • Partecipa agli spettacoli e alle prove aperte.
  • Emozionati, semplicemente.

MicroDanze

Teatro Cajka Montecreto MO
23 Luglio H 17.30

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

In occasione del festival Frail il CCN/Aterballetto porta le MicroDanze a Montecreto

Teatro Cajka, 23 luglio ore 17.30 e 18.30

Giovedì 23 luglio il Teatro Cajka nella cornice del Festival Frail ospita 2 MicroDanze: Eppur si muove di Francesca Lattuada e An Echo, A Wave di Philippe Kratz.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

"An Echo, a wave" di Philippe Kratz: il nuovo passo a due di Aterballetto al FLIC di Lanciano sabato 22 novembre.

Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori

Un duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri, partenze e trasformazioni, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia, vicinanza e distanza.

 

MicroDanze

Teatro Cajka Montecreto MO
23 Luglio H 18.30

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

In occasione del festival Frail il CCN/Aterballetto porta le MicroDanze a Montecreto

Teatro Cajka, 23 luglio ore 17.30 e 18.30

Giovedì 23 luglio il Teatro Cajka nella cornice del Festival Frail ospita 2 MicroDanze: Eppur si muove di Francesca Lattuada e An Echo, A Wave di Philippe Kratz.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

"An Echo, a wave" di Philippe Kratz: il nuovo passo a due di Aterballetto al FLIC di Lanciano sabato 22 novembre.

Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori

Un duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri, partenze e trasformazioni, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia, vicinanza e distanza.

 

MicroDanze

Giardini della Rocca Forlì Cesena
26 Luglio H 18.30
Antonella Bertoni firma la coreografia di Terra Piccola, creata per le danzatrici Emiliana Campo e Matilde Di Ciolo del CCN/Aterballetto.

CCNAterballetto -Terra Piccola – ph. Claudio Montanari

Le MicroDanze a Entroterre Festival

Giardino della Rocca – Bertinoro (FC), domenica 26 luglio 2026 ore 18.30 / ore 19.30 / ore 20.30

Domenica 26 luglio Entroterre Festival accoglie 4 MicroDanze: An Echo, a Wave di Philippe Kratz, A Gig di Diego Tortelli, Eppur si muove di Francesca Lattuada e Terra Piccola di Antonella Bertoni.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

"An Echo, a wave" di Philippe Kratz: il nuovo passo a due di Aterballetto al FLIC di Lanciano sabato 22 novembre.

Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori

Un duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri, partenze e trasformazioni, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia, vicinanza e distanza.

Coreografia Diego Tortelli
Costumi Diego Tortelli
Realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musica Atom TM, Son Lux
Durata 6 minuti / due danzatori

Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.

In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta.

 

MicroDanze

Teatro Regio Parma
9 Ottobre H 21.00

Le MicroDanze al Verdi Off del Teatro Regio di Parma

Venerdì 9 e domenica 11 ottobre 2026 ore 21.00

Il Verdi Off Festival del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 7 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono Terra Piccola di Antonella Bertoni, Afterimage di Philippe Kratz, Eppur si muove di Francesca Lattuada, Platform02 di Ina Lesnakowski, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e A Gig di Diego Tortelli. La settima MicroDanza è una prima assoluta creata per il Verdi off, firmata dalla coreografa Dunja Jocić, The Great Silence.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta

FND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi

Coreografia e set design Philippe Kratz
Musica Pablo’s Eye
Videoproiezioni OOOPSTUDIO

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Afterimage (cioè “l’immagine residua”, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate.

In questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente.

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

Coreografia Ina Lesnakowski
Musica Loscil
Set design Carlo Cerri

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Platform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.
È la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.
Alcune domande, che non possono che diventare sempre più attuali, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.
Quanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?
Tutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi, per la natura, per le arti.
Così, partendo da qui, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio, la piattaforma che ci viene data e il movimento, le sue qualità, le sue possibilità o i suoi limiti.

Ina Lesnakowski

Coreografia Angelin Preljocaj
Musica Air (Jean-Benoit Dunckel, Nicolas Godin) 
Durata 9 minuti / 2 danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Near life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza, a cui accediamo quando sveniamo, oppure in trance, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove, portato via da se stesso, è rapito. Near life experience evoca tutto questo, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo.

Angelin Preljocaj

Coreografia Diego Tortelli
Costumi Diego Tortelli
Realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musica Atom TM, Son Lux
Durata 6 minuti / due danzatori

Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.

In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.

Coreografia Dunja Jocić
Durata 10 minuti / due danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Coproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi

The Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza, silenzio e connessione tra universi possibili, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore.

 

MicroDanze

Teatro Regio Parma
11 Ottobre H 21.00

Le MicroDanze al Verdi Off del Teatro Regio di Parma

Venerdì 9 e domenica 11 ottobre 2026 ore 21.00

Il Verdi Off Festival del Teatro Regio di Parma ospita un percorso itinerante composto da 7 MicroDanze che attraversano luoghi della cultura del centro storico di Parma per terminare negli spazi del Ridotto del Teatro Regio. Le MicroDanze sono Terra Piccola di Antonella Bertoni, Afterimage di Philippe Kratz, Eppur si muove di Francesca Lattuada, Platform02 di Ina Lesnakowski, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e A Gig di Diego Tortelli. La settima MicroDanza è una prima assoluta creata per il Verdi off, firmata dalla coreografa Dunja Jocić, The Great Silence.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta

FND Aterballetto – MicroDanze – Afterimage – chor Philippe Kratz – ph. Celeste Lombardi

Coreografia e set design Philippe Kratz
Musica Pablo’s Eye
Videoproiezioni OOOPSTUDIO

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Afterimage (cioè “l’immagine residua”, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate.

In questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente.

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

Coreografia Ina Lesnakowski
Musica Loscil
Set design Carlo Cerri

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Platform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.
È la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.
Alcune domande, che non possono che diventare sempre più attuali, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.
Quanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?
Tutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi, per la natura, per le arti.
Così, partendo da qui, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio, la piattaforma che ci viene data e il movimento, le sue qualità, le sue possibilità o i suoi limiti.

Ina Lesnakowski

Coreografia Angelin Preljocaj
Musica Air (Jean-Benoit Dunckel, Nicolas Godin) 
Durata 9 minuti / 2 danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Near life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza, a cui accediamo quando sveniamo, oppure in trance, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove, portato via da se stesso, è rapito. Near life experience evoca tutto questo, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo.

Angelin Preljocaj

Coreografia Diego Tortelli
Costumi Diego Tortelli
Realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musica Atom TM, Son Lux
Durata 6 minuti / due danzatori

Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.

In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.

Coreografia Dunja Jocić
Durata 10 minuti / due danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Coproduzione Teatro Regio di Parma / Festival verdi

The Great Silence prende ispirazione dal tema dell’edizione di quest’anno del Festival Verdi, “Mondi lontani”. Esplora l’idea di distanza, silenzio e connessione tra universi possibili, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore.

 

MicroDanze

Teatro Ariosto Reggio Emilia
13 Ottobre H 18.30

In occasione del Festival Aperto il CCN/Aterballetto con le MicroDanze esplora il Teatro Ariosto di Reggio Emilia

Teatro Ariosto, martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026 ore 18.30 / 19.30 / 20.30

Martedì 13 e mercoledì 14 ottobre il Teatro Ariosto di Reggio Emilia nella cornice del Festival aperto ospita 7 MicroDanze: Platform02 di Ina Lesnakowski, Eppur si muove di Francesca Lattuada, Terra Piccola di Antonella Bertoni, Afterimage di Philippe Kratz, A Gig di Diego Tortelli, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e An Echo, A Wave di Philippe Kratz.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

Coreografia Ina Lesnakowski
Musica Loscil
Set design Carlo Cerri

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Platform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.
È la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.
Alcune domande, che non possono che diventare sempre più attuali, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.
Quanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?
Tutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi, per la natura, per le arti.
Così, partendo da qui, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio, la piattaforma che ci viene data e il movimento, le sue qualità, le sue possibilità o i suoi limiti.

Ina Lesnakowski

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta

Coreografia e set design Philippe Kratz
Musica Pablo’s Eye
Videoproiezioni OOOPSTUDIO

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Afterimage (cioè “l’immagine residua”, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate.

In questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente.

Coreografia Diego Tortelli
Costumi Diego Tortelli
Realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musica Atom TM, Son Lux
Durata 6 minuti / due danzatori

Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.

In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.

Coreografia Angelin Preljocaj
Musica Air (Jean-Benoit Dunckel, Nicolas Godin) 
Durata 9 minuti / 2 danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Near life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza, a cui accediamo quando sveniamo, oppure in trance, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove, portato via da se stesso, è rapito. Near life experience evoca tutto questo, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo.

Angelin Preljocaj

"An Echo, a wave" di Philippe Kratz: il nuovo passo a due di Aterballetto al FLIC di Lanciano sabato 22 novembre.

Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori

Un duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri, partenze e trasformazioni, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia, vicinanza e distanza.

 

MicroDanze

Teatro Ariosto Reggio Emilia
14 Ottobre H 21.00

In occasione del Festival Aperto il CCN/Aterballetto con le MicroDanze esplora il Teatro Ariosto di Reggio Emilia

Teatro Ariosto, martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026 ore 18.30 / 19.30 / 20.30

Martedì 13 e mercoledì 14 ottobre il Teatro Ariosto di Reggio Emilia nella cornice del Festival aperto ospita 7 MicroDanze: Platform02 di Ina Lesnakowski, Eppur si muove di Francesca Lattuada, Terra Piccola di Antonella Bertoni, Afterimage di Philippe Kratz, A Gig di Diego Tortelli, Near Life Experience di Angelin Preljocaj e An Echo, A Wave di Philippe Kratz.

MicroDanze nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per il CCN/Aterballetto: abbattere la barriera invisibile del palcoscenico e trasformare la danza in un incontro intimo, quasi confidenziale.

© Festival de Granada | Fermín Rodríguez

Coreografia Ina Lesnakowski
Musica Loscil
Set design Carlo Cerri

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Platform02 è il mio primo approccio alla coreografia. L’idea che mi ha ispirata è semplice.
È la sfida rivolta a un danzatore ad adattare il suo movimento ad uno spazio che viene continuamente ridotto. Concept che ben si sposa con l’impostazione del progetto MicroDanze, dove il danzatore è già tenuto ad esibirsi in uno spazio limitato.
Alcune domande, che non possono che diventare sempre più attuali, tracciano la strada di questo mio lavoro di ricerca.
Quanto spazio ci diamo e quanto ci serve? Quali sono le conseguenze di uno spazio sempre minore per tutti? Quanto spazio vogliamo lasciare ad altre specie e alla natura?
Tutte le cose della vita hanno bisogno di spazio e di risorse per prosperare: questo conta per noi stessi, per la natura, per le arti.
Così, partendo da qui, insieme a Saul Daniele Ardillo ho voluto giocare con il rapporto tra lo spazio, la piattaforma che ci viene data e il movimento, le sue qualità, le sue possibilità o i suoi limiti.

Ina Lesnakowski

Le MicroDanze arrivano sulle colline di Canossa, in provincia di Reggio Emilia, alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Borzano.

FND Aterballetto – MicroDanze – Eppur si muove by Francesca Lattuada – ph. Christophe Bernard (9)

Coreografia Francesca Lattuada
Musica Ludwig Van Beethoven (Sinfonia n. 7 – Secondo movimento – Allegretto)
Costumi Bruno Fatalot
Durata 5 minuti / un danzatore

Avvolto nel raffinato e impalpabile costume di Bruno Fatalot, un danzatore si muove solennemente su un barile-piedistallo, trascinato dalla nota dolente e misteriosa dell’Allegretto di Beethoven. La sua danza affascina e seduce, imponente come un canto di preghiera.

Coreografia di Antonella Bertoni
Musica Kleintierschaukel – Kidz of Tibet (feat. Badau)
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / una danzatrice

Corpo che si fa lavorare dalla terra dialoga con lontananze, furiosamente in trance, e dai bruschi arresti; sprigiona, freme, chiede, batte, gira, scappa e ride, salta e vola. Una danza compressa, chiusa in un recinto geografico (e culturale), che guarda al futuro per cercare ciò che di umano ci resta

Coreografia e set design Philippe Kratz
Musica Pablo’s Eye
Videoproiezioni OOOPSTUDIO

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Afterimage (cioè “l’immagine residua”, ovvero la permanenza sull’iride dei colori che abbiamo guardato fisso e a lungo) prende spunto da un racconto personale del performer che viene sviluppato su tre livelli che interagiscono tra di loro: la forma del movimento, l’atmosfera dell’esperienza sonora e il colore rappresentato dalle proiezioni videoanimate.

In questo caso però Afterimage si traduce anche come la permanenza di un ricordo vissuto davanti agli occhi che non riviviamo necessariamente cronologicamente, ma che ci rimane impresso come una sensazione nella quale ci addentriamo completamente.

Coreografia Diego Tortelli
Costumi Diego Tortelli
Realizzazione costumi Nuvia Valestri
Musica Atom TM, Son Lux
Durata 6 minuti / due danzatori

Un GIG è un numero di apertura o di chiusura. Qualcosa di breve che serve a scaldare il pubblico o a dare la “buonanotte” a chi è venuto a vederci.

In “gergo rock” è spesso eseguito da un gruppo che è l’headliner di un evento. Non si tratta di un concerto completo, ma di una piccola performance che in pochi minuti vuole catturare lo stile, le vibrazioni e l’intensità della band.

Coreografia Angelin Preljocaj
Musica Air (Jean-Benoit Dunckel, Nicolas Godin) 
Durata 9 minuti / 2 danzatori

Una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
coproduzione Fondazione Palazzo Magnani
nell’ambito di An ideal city, progetto di arte pubblica in partnership con Les Halles de Schaerbeek – Bruxelles e Greek National Opera – Atene, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea

Near life experience è la ricerca nelle diverse possibilità del corpo, possibilità che si riferiscono a sensazioni intermedie. Ci avviciniamo a questo stato quando siamo particolarmente vicini a zone che aleggiano sul confine dell’esistenza, a cui accediamo quando sveniamo, oppure in trance, in momenti di estasi o di orgasmo. Il senso di estasi e di svanimento, di sensazione che abbaglia e il tentativo di esternare l’individualità si avvicina a questa esperienza. Il soggetto è altrove, portato via da se stesso, è rapito. Near life experience evoca tutto questo, è un tentativo di prelevare se stessi dallo spazio e dal tempo. Una sorta di eclissi dell’io, una ricerca attraverso questo immaginario amnios – una nuova scrittura nello spazio lasciato vuoto dal corpo.

Angelin Preljocaj

"An Echo, a wave" di Philippe Kratz: il nuovo passo a due di Aterballetto al FLIC di Lanciano sabato 22 novembre.

Coreografia di Philippe Kratz
Sound Designer Tommaso Michelini
Una produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Durata 10 minuti / due danzatori

Un duetto ispirato al Mediterraneo come spazio simbolico di incontri, partenze e trasformazioni, in cui il movimento dei danzatori rispecchia il flusso ininterrotto del mare e le sue contraddizioni: meraviglia e tragedia, vicinanza e distanza.

 

CENERI / DOPPIOGIOCO

Teatro Municipale Valli Reggio Emilia
7 Novembre H 20.30

In occasione del Festival Aperto il CCN/Aterballetto presenta in prima assoluta CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz.

Teatro Municipale Romolo Valli – sabato 7 novembre 2026 ore 20.30 e domenica 8 novembre 2026 ore 17.00

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta in prima assoluta una serata composta da due nuove creazioni firmate da alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea: CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz con drammaturgia e scene di Fabio Cherstich.

Una serata dove il ritorno di Marcos Morau si lega a uno dei più significativi intellettuali italiani del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Dopo il successo di Notte Morricone, il coreografo torna a lavorare per la compagnia con CENERI, opera ispirata al pensiero pasoliniano e al nostro presente contemporaneo. Accanto, Philippe Kratz, ex danzatore di punta della compagnia e coreografo consolidato sulla scena internazionale, crea DOPPIOGIOCO, una nuova opera per otto danzatori in cui il basket diventa metafora di conflitto, appartenenza e sincronizzazione improvvisa. Due linguaggi diversi per interrogare insieme come i corpi si organizzano, si dividono, si ricompongono.

CENERI

REGIA E COREOGRAFIA MARCOS MORAU
SOUND DESIGN ALEX RÖSER VATICHÉ, BEN MEERWEIN
COSTUMI SILVIA DELAGNEAU
LUCI CUBE

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Ciò che inizia come una celebrazione collettiva si trasforma progressivamente in una cerimonia di commiato. Alcuni corpi vengono allontanati, velati e simbolicamente sepolti da coloro che restano. Cenere e acqua cadono su di loro in un gesto che oscilla tra la punizione, il lutto e la benedizione.

Fin dall’antichità, le comunità hanno costruito rituali per onorare i propri morti e custodirne la memoria. Seppellire, coprire, lavare o vegliare un corpo non è mai stato soltanto un atto di addio, ma anche un modo per riconoscere che l’esistenza individuale continua a vivere nella storia collettiva. I morti rimangono tra i vivi attraverso il ricordo, i racconti condivisi e i gesti che una comunità decide di preservare.

In Ceneri, la cenere rimanda tanto alla scomparsa quanto alla permanenza. È ciò che resta dopo il passaggio del tempo, ma è anche la traccia materiale di una vita che si rifiuta di svanire completamente. L’acqua, invece, agisce come elemento di transizione e trasformazione: purifica, accompagna, benedice e permette il passaggio da uno stato all’altro. Insieme, cenere e acqua trasformano la scena in un rito ambiguo, nel quale non sappiamo se stiamo assistendo a un’espulsione, a un funerale o a un gesto d’amore collettivo.

La danza, la parola, la musica e la forza del coro trasformano il palcoscenico in uno spazio di confronto politico ed emotivo. Come in Pasolini, le ceneri non sono soltanto il residuo di qualcosa che è scomparso. Sono la traccia persistente di una domanda che continua ad accompagnarci.

L’immagine più contemporanea dell’opera non è soltanto quella di una comunità che si immunizza contro l’altro, ma quella di una generazione che cerca disperatamente di appartenere a qualcosa mentre teme di perdere ciò che la rende unica. In questa tensione convergono Gramsci, Pasolini e il nostro presente.

Marcos Morau – regista e coreografo

DOPPIOGIOCO

COREOGRAFIA PHILIPPE KRATZ
DRAMMATURGIA E SCENE FABIO CHERSTICH
SOUND DESIGN LUCA MARIA BALDINI
COSTUMI PATRICIA VILLIRILLO
LUCI VALERIO TIBERI

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Dentro una scatola nera, lo spazio è inciso da strisce di luce bianca: un ring, un campo, un confine che pretende di decidere chi siamo. Due canestri gemelli, doppi, sono sentinelle immobili, totem di conquista e fallimento, obiettivi che brillano e si oscurano a seconda di chi li guarda. Tutto è pronto e nulla è stabile: il gioco può cominciare in qualsiasi momento, anche quando nessuno è pronto davvero.

I corpi entrano, si riconoscono, diffidano l’uno dell’altra, si dividono in squadre senza saperne il motivo, si alleano per istinto, si tradiscono per necessità. Ogni gesto è un tentativo, vibra come un presagio, ogni passo è un calcolo o un tremito. Il riscaldamento non prepara, ma rivela: le tensioni, i sospetti, i silenzi prima dello scatto.

Al centro, la palla. Peso, promessa, minaccia. Quando cade, esplode: non è un rimbalzo, è una bomba che apre crepe nel terreno, nel respiro, nel rapporto tra i corpi. Ogni passaggio è un rischio, ogni tiro una confessione. Ci si affida all’altro per istinto, o lo si colpisce con la precisione di un gesto necessario. Ci si protegge e ci si ferisce con la stessa energia.

I tiri alla cieca attraversano l’aria come preghiere o sfide rivolte al vuoto: chi lancia non può sapere se colpirà il bersaglio o la memoria di un intento mancato. In quell’attimo sospeso tutti trattengono il fiato: non è il canestro a contare, ma il coraggio di non guardare, di lasciare andare ciò che non può essere controllato.

E poi il gruppo esplode, implode, si divora, si sostiene. Uno contro tutti. Tutti contro uno. Folla contro solitudine, e solitudine che a volte grida più forte della folla. Le regole esistono solo per essere infrante, il ring è una gabbia solo per chi non osa attraversarlo. Ci si spinge, ci si solleva, ci si ostacola come in ogni giorno delle nostre vite, dove l’amore e la competizione convivono nello stesso gesto.

Ma a un certo punto, senza preavviso, i corpi si sincronizzano. Le due squadre si sciolgono, si ricompongono in un’unica creatura respirante. È un attimo fragile e assoluto: la geometria del campo diventa una guida, non più una barriera. Il conflitto si fa danza, la lotta diventa ascolto. Non c’è più vittoria da cercare, solo un equilibrio improvviso, prezioso come una tregua.
Poi il caos ritorna, perché è nella nostra natura. Le alleanze si disfano, la traiettoria del pallone si spezza di nuovo nell’aria, si moltiplica come i dubbi, come i tentativi. I palloni cadono uno dopo l’altro, bombe lente che raccontano ciò che è stato perso e ciò che potrebbe ancora accadere.

CENERI / DOPPIOGIOCO

Teatro Municipale Valli Reggio Emilia
8 Novembre H 17.00

In occasione del Festival Aperto il CCN/Aterballetto presenta in prima assoluta CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz.

Teatro Municipale Romolo Valli – sabato 7 novembre 2026 ore 20.30 e domenica 8 novembre 2026 ore 17.00

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta in prima assoluta una serata composta da due nuove creazioni firmate da alcuni tra i più interessanti autori della scena contemporanea: CENERI di Marcos Morau e DOPPIOGIOCO di Philippe Kratz con drammaturgia e scene di Fabio Cherstich.

Una serata dove il ritorno di Marcos Morau si lega a uno dei più significativi intellettuali italiani del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Dopo il successo di Notte Morricone, il coreografo torna a lavorare per la compagnia con CENERI, opera ispirata al pensiero pasoliniano e al nostro presente contemporaneo. Accanto, Philippe Kratz, ex danzatore di punta della compagnia e coreografo consolidato sulla scena internazionale, crea DOPPIOGIOCO, una nuova opera per otto danzatori in cui il basket diventa metafora di conflitto, appartenenza e sincronizzazione improvvisa. Due linguaggi diversi per interrogare insieme come i corpi si organizzano, si dividono, si ricompongono.

CENERI

REGIA E COREOGRAFIA MARCOS MORAU
SOUND DESIGN ALEX RÖSER VATICHÉ, BEN MEERWEIN
COSTUMI SILVIA DELAGNEAU
LUCI CUBE

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Ciò che inizia come una celebrazione collettiva si trasforma progressivamente in una cerimonia di commiato. Alcuni corpi vengono allontanati, velati e simbolicamente sepolti da coloro che restano. Cenere e acqua cadono su di loro in un gesto che oscilla tra la punizione, il lutto e la benedizione.

Fin dall’antichità, le comunità hanno costruito rituali per onorare i propri morti e custodirne la memoria. Seppellire, coprire, lavare o vegliare un corpo non è mai stato soltanto un atto di addio, ma anche un modo per riconoscere che l’esistenza individuale continua a vivere nella storia collettiva. I morti rimangono tra i vivi attraverso il ricordo, i racconti condivisi e i gesti che una comunità decide di preservare.

In Ceneri, la cenere rimanda tanto alla scomparsa quanto alla permanenza. È ciò che resta dopo il passaggio del tempo, ma è anche la traccia materiale di una vita che si rifiuta di svanire completamente. L’acqua, invece, agisce come elemento di transizione e trasformazione: purifica, accompagna, benedice e permette il passaggio da uno stato all’altro. Insieme, cenere e acqua trasformano la scena in un rito ambiguo, nel quale non sappiamo se stiamo assistendo a un’espulsione, a un funerale o a un gesto d’amore collettivo.

La danza, la parola, la musica e la forza del coro trasformano il palcoscenico in uno spazio di confronto politico ed emotivo. Come in Pasolini, le ceneri non sono soltanto il residuo di qualcosa che è scomparso. Sono la traccia persistente di una domanda che continua ad accompagnarci.

L’immagine più contemporanea dell’opera non è soltanto quella di una comunità che si immunizza contro l’altro, ma quella di una generazione che cerca disperatamente di appartenere a qualcosa mentre teme di perdere ciò che la rende unica. In questa tensione convergono Gramsci, Pasolini e il nostro presente.

Marcos Morau – regista e coreografo

DOPPIOGIOCO

COREOGRAFIA PHILIPPE KRATZ
DRAMMATURGIA E SCENE FABIO CHERSTICH
SOUND DESIGN LUCA MARIA BALDINI
COSTUMI PATRICIA VILLIRILLO
LUCI VALERIO TIBERI

PRODUZIONE FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA / ATERBALLETTO
COPRODUZIONE FESTIVAL APERTO / FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA

Dentro una scatola nera, lo spazio è inciso da strisce di luce bianca: un ring, un campo, un confine che pretende di decidere chi siamo. Due canestri gemelli, doppi, sono sentinelle immobili, totem di conquista e fallimento, obiettivi che brillano e si oscurano a seconda di chi li guarda. Tutto è pronto e nulla è stabile: il gioco può cominciare in qualsiasi momento, anche quando nessuno è pronto davvero.

I corpi entrano, si riconoscono, diffidano l’uno dell’altra, si dividono in squadre senza saperne il motivo, si alleano per istinto, si tradiscono per necessità. Ogni gesto è un tentativo, vibra come un presagio, ogni passo è un calcolo o un tremito. Il riscaldamento non prepara, ma rivela: le tensioni, i sospetti, i silenzi prima dello scatto.

Al centro, la palla. Peso, promessa, minaccia. Quando cade, esplode: non è un rimbalzo, è una bomba che apre crepe nel terreno, nel respiro, nel rapporto tra i corpi. Ogni passaggio è un rischio, ogni tiro una confessione. Ci si affida all’altro per istinto, o lo si colpisce con la precisione di un gesto necessario. Ci si protegge e ci si ferisce con la stessa energia.

I tiri alla cieca attraversano l’aria come preghiere o sfide rivolte al vuoto: chi lancia non può sapere se colpirà il bersaglio o la memoria di un intento mancato. In quell’attimo sospeso tutti trattengono il fiato: non è il canestro a contare, ma il coraggio di non guardare, di lasciare andare ciò che non può essere controllato.

E poi il gruppo esplode, implode, si divora, si sostiene. Uno contro tutti. Tutti contro uno. Folla contro solitudine, e solitudine che a volte grida più forte della folla. Le regole esistono solo per essere infrante, il ring è una gabbia solo per chi non osa attraversarlo. Ci si spinge, ci si solleva, ci si ostacola come in ogni giorno delle nostre vite, dove l’amore e la competizione convivono nello stesso gesto.

Ma a un certo punto, senza preavviso, i corpi si sincronizzano. Le due squadre si sciolgono, si ricompongono in un’unica creatura respirante. È un attimo fragile e assoluto: la geometria del campo diventa una guida, non più una barriera. Il conflitto si fa danza, la lotta diventa ascolto. Non c’è più vittoria da cercare, solo un equilibrio improvviso, prezioso come una tregua.
Poi il caos ritorna, perché è nella nostra natura. Le alleanze si disfano, la traiettoria del pallone si spezza di nuovo nell’aria, si moltiplica come i dubbi, come i tentativi. I palloni cadono uno dopo l’altro, bombe lente che raccontano ciò che è stato perso e ciò che potrebbe ancora accadere.

NOTTE MORRICONE

Teatro EuropAuditorium Bologna
28 Novembre H 20.30

Il 28 e 29 novembre il CCN/Aterballetto danza Notte Morricone nella stagione del Teatro Comunale di Bologna, per la prima volta in Italia accompagnato dall’orchestra. 

Il 28 e 29 novembre 2026, al Teatro EuropAuditorium di Bologna, Aterballetto presenta l’omaggio alla musica di Ennio Morricone all’interno della stagione danza del Teatro Comunale di Bologna. Per la prima volta in Italia queste due repliche sono suonate dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la bacchetta del Maestro Maurizio Billi.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

Scopri di più »

Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Teatro EuropAuditorium Bologna
29 Novembre H 19.30

Il 28 e 29 novembre il CCN/Aterballetto danza Notte Morricone nella stagione del Teatro Comunale di Bologna, per la prima volta in Italia accompagnato dall’orchestra. 

Il 28 e 29 novembre 2026, al Teatro EuropAuditorium di Bologna, Aterballetto presenta l’omaggio alla musica di Ennio Morricone all’interno della stagione danza del Teatro Comunale di Bologna. Per la prima volta in Italia queste due repliche sono suonate dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la bacchetta del Maestro Maurizio Billi.

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

NOTTE MORRICONE

Grand Théâtre Massenet Saint-Étienne
5 Dicembre H 20.00

Il CCN/Aterballetto danza Notte Morricone al Grand Théâtre Massenet di Saint-Étienne il 5 dicembre 2026. 

“Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo.
Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza.
Marcos Morau – Regista e coreografo


Impossibile descrivere Notte Morricone, pezzo magistrale che arriva a flutti allo spettatore, lo abbraccia con onde emotive, lo cattura nella memoria di melodie intramontabili sopravvissute di gran lunga alle immagini che le hanno generate. Incantevole pure la coreografia cesellata e sempre poetica, composta con maniacale attenzione al dettaglio: gambe e collo sembrano privi di giunture, si flettono e scattano ritmicamente come metronomi.
Maria Luisa Buzzi – Danza&Danza

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Durata 90′

 

PASSATE STAGIONI

People – Prova aperta

6 Ottobre 2022 H 18:00 - 19:00

People

6 Ottobre 2022 H 20:30 - 21:30

FOUR SEASONS in Different Seasons

13 Ottobre 2022 H 20:30 - 22:00

ARA! ARA! – PROVA APERTA

23 Gennaio 2022 H 18:00 - 19:00

ARA! ARA!

23 Gennaio 2022 H 20:30 - 21:30

NUBIVAGO – Prova Aperta

9 Febbraio 2022 H 18:00 - 19:00

NUBIVAGO

9 Febbraio 2022 H 20:30 - 22:00

Dante Solo Inferno – Prova Aperta

11 Settembre 2021 H 18:00 - 19:00

Dante Solo Inferno

12 Settembre 2021 H 20:30 - 21:30

XL Dance Company

28 Marzo 2021 H 21:00 - 22:00

Made in Italy 24.0 – prova aperta

19 Giugno 2021 H 19:00 - 20:30

Made in Italy 24.0

20 Giugno 2021 H 21:30 - 23:00

OMBRE (estratti) – PROVA APERTA

22 Giugno 2021 H 16:00 - 17:00

SHORTCUT

20 Gennaio 2020 H 20:30 - 22:00

BLISS – PROVA APERTA

23 Gennaio 2020 H 18:00 - 19:00

Repeat / Harleking

5 Febbraio 2020 H 20:30 - 21:45

Prova Aperta

12 Febbraio 2020 H 18:00 - 19:00

Aterballetto

18 Settembre 2019 H 18:00 - 19:00

Compagnia Artemis Danza

1 Ottobre 2019 H 18:00 - 19:00

Compagnia Artemis Danza

2 Ottobre 2019 H 20:30 - 22:00

ATERBALLETTO

24 Ottobre 2019 H 18:00 - 19:00

Compagnia Naturalis Labor

10 Gennaio 2019 H 20:30 - 21:30

Spellbound Contemporary Ballet

19 Gennaio 2019 H 18:00 - 19:00

Spellbound Contemporary Ballet

20 Gennaio 2019 H 18:30 - 19:30

Aterballetto

24 Gennaio 2019 H 18:00 - 19:00

Compagnia Simona Bertozzi / Nexus

14 Settembre 2018 H 18:00 - 19:00

Valerio Longo

26 Settembre 2018 H 18:00 - 19:00

Compagnia Simona Bucci

29 Settembre 2018 H 18:00 - 19:00

Compagnia Simona Bucci

30 Settembre 2018 H 20:30 - 21:30