IL VIRTUOSISMO DELLA TRASFORMAZIONE

I principali nuclei tematici del progetto OVER DANCE si riassumono in due sostanziali direzioni di sviluppo, una artistica e una socio-scientifica.

  • Il cuore artistico del progetto è rappresentato dalla condivisione di uno spettacolo firmato da Angelin Preljocaj e Rachid Ouramdane, interpretato da danzatori over 65, coprodotto da FND/Aterballetto con Ballet Preljocaj (Aix-en-Provence), Chaillot – Théâtre national de la Danse (Parigi), Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale (Modena), Festival Aperto / Fondazione I Teatri (Reggio Emilia), Centro Servizi Culturali Santa Chiara (Trento);
  • Il piano socio-scientifico, sviluppato sotto la supervisione di Fondazione Ravasi Garzanti (Milano) prevede attività di ricerca scientifica, cicli di seminari e workshop, attività di disseminazione su tutti i territori coinvolti.

È evidente la difficoltà nell’acquisire compiutamente quell’autocoscienza rispetto all’essere la ‘società invecchiata’ che stiamo diventando, nonostante la ricaduta concreta e tangibile che l’invecchiamento progressivo comporta a livello sociale e soprattutto famigliare. Occuparsi del tema della terza età partendo dal punto di vista della danza, nel pieno di un periodo che ha fatto emergere in maniera drammatica la “fragilità” dell’invecchiamento è un tentativo di non astrarsi dal nostro tempo. Intendiamo affrontare la questione della trasformazione del corpo, della sua percezione come veicolo di estetiche e della necessità di rafforzare la consapevolezza della centralità del welfare culturale nella società del futuro.

La danza – più di qualsiasi altra dimensione – conosce bene il problema che interviene intorno ai quarant’anni degli artisti interrompendone le carriere.
Il progetto “OVER DANCE” si prefigge d’intraprendere un percorso che riunisca soggetti del mondo della produzione artistica, istituzioni scientifiche e operatori nel campo del welfare per condividere una ricerca, definire obiettivi di sviluppo e costruire un programma che integri un piano artistico con la società civile e le comunità di riferimento.

A questa definizione corrisponde un’amplissima gamma di azioni che promuovono un modello di benessere e di salute delle comunità fondato su pratiche artistiche. Noi vogliamo guardare a quelle pratiche in grado di trasformare l’invecchiamento da passivo in attivo.

Il progetto disegna un percorso che procede su due distinti piani:

  • Artistico. Il non/giovane diviene un non/artista? Un partenariato internazionale sostiene la creazione di uno spettacolo di danza, diretto da Angelin Preljocaj e Rachid Ouramdane, con un cast di performer over 65. Lo spettacolo debutta il 15 febbraio 2023 al Théâtre National de Chaillot a Parigi.
  • Socio- culturale: il progetto intende promuovere, con diversi interlocutori, una riflessione di carattere trasformativo dell’impatto che arti come la danza possono generare in termini di salute e benessere. Parallelamente alla produzione artistica è stata avviata una ricerca che approfondisce la relazione tra danza – salute – invecchiamento; sono programmati percorsi laboratoriali, azioni di approfondimento e momenti di compenetrazione tra la creazione artistica e le azioni di comunità.

La fase di disseminazione dei risultati si avvarrà dello spettacolo creato dai coreografi e danzatori professionisti, intercettando la complessità della produzione artistica e mettendola a disposizione di attività di animazione delle comunità ispirate ad azioni di welfare culturale. La tematica dell’invecchiamento nella danza diventa un ambito di sperimentazione per inventare nuove età e con essi differenti stili di vita.

Sono e saranno così realizzati:

  • laboratori nelle scuole improntati alla facilitazione del dialogo inter-generazionale;
  • seminari di formazione per l’inclusione della danza nella formazione di professionisti sanitari e della cura per migliorare abilità cliniche, personali e comunicative;
  • azioni di comunità intersettoriali per promuovere benessere e salute, interpellando politiche educative, sociali, sanitarie, culturali che creino consapevolezze nella pubblica opinione ed incoraggino la partecipazione dei cittadini ad attività artistiche per diversi stili di vita e diversi modi di interpretare l’età.

Il progetto nasce dal confronto tra Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto e Fondazione Ravasi Garzanti di Milano, la cui attività è interamente orientata a ricerche e politiche per l’ageing.

ALTRI PARTNER: il progetto è aperto alla collaborazione con organizzazioni europee sensibili al tema. La coreografa israeliana Galit Liss, membra dell’Israeli Choreographers Association e pioniera sul tema del rapporto tra danza e invecchiamento, sarà partner proponendo un ciclo di workshop dedicati a donne non-professioniste over 50.

I PARTNER ASSOCIATI
– Comune di Reggio Emilia;
– Farmacie Comunali Riunite;
– La Libera Università del Crostolo (Reggio Emilia); centro di promozione culturale per l’educazione permanente degli adulti;
– Il Dipartimento di Comunicazione ed Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia;
– La Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia.

LE NOSTRE ATTIVITà